“Piena solidarietà alla collega Donatella Casari, giudice del lavoro che affronta il suo compito con assoluta imparzialità ed equilibrio”. Lo dichiara il presidente del Tribunale di Roma, Lorenzo Pontecorvo. Intervenendo sulle recenti polemiche nate attorno al ricorso presentato da Sigfrido Ranucci contro la Rai dopo lo stop alla conduzione di Report, il vertice dei giudici romani difende l’operato della magistrata e respinge ogni ombra di strumentalizzazione. Al centro della questione c’è l’attribuzione del fascicolo sulla vertenza che deciderà sul futuro televisivo del giornalista d’inchiesta come conduttore di Report.
Il presidente del Tribunale: “Criteri tabellari applicati rigorosamente”
“La pratica è stata smistata applicando rigorosamente i criteri tabellari in vigore da anni. Meccanismi del tutto automatici che garantiscono in modo assoluto il rispetto della Costituzione e del principio fondamentale del giudice naturale precostituito per legge“, dice Pontecorvo attraverso una nota ufficiale. Il presidente del Tribunale di Roma interviene così nel dibattito sull’assegnazione del procedimento giudiziario che riguarda la vertenza tra Ranucci e la Rai.
Il Cdr di Report: “La redazione non è contraria al reintegro di Ranucci”
Sulla vicenda interviene anche il Cdr Approfondimento della Rai, che contesta una ricostruzione pubblicata dal Corriere della Sera sulle dinamiche interne a Report. Il Cdr “legge con stupore sul Corriere della Sera di oggi una ricostruzione delle dinamiche interne a Report che vorrebbe la redazione contraria al reintegro di Ranucci. Il titolo ‘Se ritorna lui ce ne andiamo noi’ Report, la redazione contro Ranucci non corrisponde alla realtà”.
Il Cdr Approfondimento “smentisce che ci sia stata alcuna assemblea o altra riunione rappresentativa della redazione titolata ad attribuire la loro opinione”. “L’articolo a firma di Simone Canettieri attribuisce alla redazione le opinioni che avrebbe raccolto da non precisati ‘autori storici di Report’. Il timore oggi tra i colleghi è che si sia scelta una parte per il tutto, come già accaduto – ahinoi – nelle relazioni imbastite informalmente dall’Azienda nel recente passato”, si legge ancora nella nota.
Fratelli d’Italia: “Confidiamo nel lavoro della magistratura”
Sulla vicenda è intervenuta anche Fratelli d’Italia, in relazione al giudice chiamato a decidere sulla vertenza tra Ranucci e la Rai. “Apprendiamo dalla stampa che in merito alla vertenza giudiziaria tra la Rai e Sigfrido Ranucci, il giudice che dovrebbe decidere è lo stesso che nell’ambito del caso Almasri aveva chiesto al Parlamento l’autorizzazione a procedere per i ministri Nordio e Piantedosi e il sottosegretario Mantovano”, dichiara il partito.
“Come sempre, confidiamo nel lavoro della magistratura e che il dottor Ranucci sarà trattato come qualsiasi altro cittadino che si rivolge alla giustizia per tutelare quelli che ritiene essere i propri diritti. Nonostante gli applausi che una parte della magistratura associata, attraverso l’Anm, gli ha pubblicamente riservato in alcune occasioni”, conclude Fratelli d’Italia.

