Sul caso Ranucci-Report, il giudice del lavoro del Tribunale di Roma, al termine dell’udienza per discutere il ricorso presentato dagli avvocati civilisti di Sigfrido Ranucci sulla rimozione del giornalista dalla conduzione di Report, si è riservato la decisione. Il conduttore non è stato ascoltato in udienza, così come anche il direttore degli approfondimenti Rai, Paolo Corsini, che era stato citato come testimone.
Uno dei legali che rappresenta Ranucci, l’avvocato Maurizo Santori, all’uscita del Tribunale, ha spiegato che “il giudice dovrà anche valutare se fare una prova orale (ascoltare testimoni, ndr), oppure acquisire una eventuale memoria. Tale atto servirà a esplicitare meglio quali sono le richieste del nostro assistito e le doglianze nei confronti della decisione presa ad agosto scorso dalla Rai”.
Il giudice fissa al 30/9 deposito note su ricorso rimozione Ranucci da Report
Il Tribunale del Lavoro di Roma ha fissato al 30 settembre il termine per il deposito delle note, mentre la Rai ha concesso una proroga di 15 giorni a Sigfrido Ranucci per la scelta del nuovo incarico alla Rai. Durante l’udienza non sono stati ascoltati testimoni in merito alla rimozione del conduttore da Report e secondo quanto si apprende il magistrato del lavoro non ascolterà testimoni.
Piervincenzi: “Se Ranucci venisse reintegrato a Report? Immagino mi caccerebbe”
“Su di me è stato detto anche che sono di destra, una cosa che se sapesse mio nonno si rivolterebbe nella tomba. Non lo sono mai stato e se solo lo fossi stato la mia famiglia mi avrebbe messo fuori dalla porta, vista la nostra storia familiare”. A parlare, ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, è il giornalista e nuovo conduttore di Report Daniele Piervincenzi, intervistato da Giorgio Lauro e Nancy Brilli. Alle ultime elezioni per chi ha votato? “Non lo posso dire, diciamo non per la maggioranza”. Per Renzi o Calenda? “No”. Per l’opposizione? “Precisamente”. Se Sigfrido Ranucci venisse reintegrato… “Immagino mi caccerà via…” Potreste condurre in tre. “Decide la direzione, io sono a disposizione, sono un giornalista del servizio pubblico, vado dove mi mandano. L’ultima volta mi hanno mandato in Ucraina, se resto a Report anche con Ranucci sto meglio”. Ranucci aveva scritto che la sua scelta alla guida del programma di inchiesta era mortificante. “La nostra storia professionale parla per noi, tutto quello che potevamo mettere sul campo lo abbiamo messo”. Con lui vi siete sentiti? “Mi ha chiamato, era molto aggressivo”. E’ vero che le ha detto ‘se rinunci sei un grande’? “Sì”. Lei come gli ha risposto? “Sigfrido – ha raccontato Piervincenzi a Un Giorno da Pecora -, sono travolto dalla notizia, incontriamoci, parliamo con la redazione e prendiamo una decisione insieme. Ma lui non ha aspettato, ha preferito fare quelle dichiarazioni”.

