Farmaci introvabili: oltre 2.500 in Italia, 1 su 5 senza equivalenti

Farmaci introvabili: oltre 2.500 in Italia, 1  su 5 senza equivalenti
Farmaci e carenze (CTK via AP Images)

La disponibilità dei farmaci è un bene strategico: il dossier Aifa e le tante cause di indisponibilità nel nostro Paese

C’è stato un tempo in cui la disponibilità dei farmaci era scontata. Oggi, però, la dipendenza dai principi attivi prodotti in Asia, le tensioni geopolitiche, il Most Favored Nation e le esportazioni parallele hanno cambiato le carte in tavola. Può capitare, entrando in farmacia, di imbattersi in un medicinale irreperibile. “La disponibilità dei medicinali è un bene strategico che va protetto con la stessa attenzione con cui proteggiamo la salute dei cittadini”, sottolinea il presidente Aifa Robert Nisticò, commentando il nuovo Dossier ad hoc, realizzato dall’Agenzia di via del Tritone.

Ma quanto è diffuso il problema? Se si analizzano i dati disponibili sul sito di Aifa, nella sezione dedicata alle carenze, scopriamo che Italia i medicinali autorizzati e commercializzati sono oltre ventimila. Ebbene, quelli presenti negli “elenchi dei farmaci temporaneamente carenti” a settembre 2026 sono circa 2.500.

Attenzione: l’elenco dei farmaci carenti pubblicato da Aifa comprende farmaci largamente utilizzati – e dunque molto richiesti – ma anche prodotti marginali, sostituiti nel tempo da nuove terapie. “Dei circa 2.500 medicinali carenti, soltanto uno su cinque non dispone di un equivalente, termine che indica un farmaco con medesimo principio attivo, dosaggio, forma farmaceutica e via di somministrazione”, riferisce il dossier.

Farmaci che non si trovano, tra equivalenti e alternative terapeutiche

Inoltre, sebbene alcuni prodotti non abbiano equivalenti, “in molti casi dispongono comunque di un’alternativa terapeutica: farmaci in commercio, a base di un diverso principio attivo ma con la medesima indicazione, destinati dunque alla cura della medesima patologia”, ricorda Aifa. Il messaggio dell’Agenzia è che le carenze di medicinali esistono ma non rappresenterebbero oggi un’emergenza in Italia. Piuttosto, sono uno dei principali segnali di fragilità delle catene globali della salute. 

Il documento ricostruisce le dinamiche che negli ultimi anni hanno reso più frequenti le difficoltà di reperimento di alcuni medicinali, evidenziando come il fenomeno non possa essere interpretato esclusivamente come una questione produttiva o distributiva.

Farmaci carenti: cosa fa Aifa per i 600 introvabili

I dati, insomma, mostrano un quadro articolato. Ricapitolando: quasi 2.000 dei farmaci presenti nell’elenco delle carenze hanno, sul mercato nazionale, equivalenti o alternative terapeutiche. Per i restanti 600 – corrispondenti a circa 280 principi attivi – Aifa prevede l’autorizzazione all’importazione dall’estero. “Si tratta per la maggior parte di vecchi farmaci ospedalieri. Infatti, solo una ventina di questi vengono effettivamente importati dalle strutture sanitarie, che per il resto optano per prodotti più moderni e dal profilo più favorevole per il paziente”, si legge nel dossier.

Fra gli strumenti per intervenire a fronte di temporanei problemi legati ai circuiti distributivi, si ricorda il “Tavolo Tecnico Indisponibilità” istituito nel 2015 e la piattaforma “DrugGhost”, sviluppata nel 2019 dalla Società Italiana di Farmacia Ospedaliera (Sifo) in collaborazione con Aifa per monitorare e prevedere le carenze e le indisponibilità di medicinali sul territorio nazionale ed europeo.

La causa delle carenze

Ma cosa provoca le carenze di farmaci? Il dossier mette in luce la crescente globalizzazione della filiera farmaceutica. Negli ultimi decenni una parte significativa della produzione di principi attivi è stata progressivamente trasferita fuori dall’Europa. Risultato? In Cina e in India si concentrano oggi circa i due terzi della capacità produttiva mondiale di principi attivi. 

Problemi di qualità, interruzioni produttive, calamità naturali, restrizioni commerciali o difficoltà logistiche possono avere ripercussioni immediate sulla disponibilità dei medicinali in Europa. 

I rischi del Most favored Nation per l’Italia

“Resta poi da valutare l’impatto delle recenti politiche statunitensi sul comparto farmaceutico”, si legge nel report Aifa. A turbare i mercati, esponendoli a rischio di carenze, è ora il Most Favored Nation promosso a maggio dello scorso anno dall’amministrazione Usa.

“L’obiettivo – spiega l’Agenzia – è allineare i prezzi a cui le aziende farmaceutiche vendono i loro medicinali nell’ambito dei programmi Medicare e Medicaid (rispettivamente i piani assistenziali per gli anziani e i cittadini a basso reddito) a quelli più bassi praticati nei principali Paesi sviluppati. Il panel di riferimento è composto da Regno Unito, Francia, Germania, Canada, Giappone, Danimarca, Svizzera e, appunto, Italia. E il nostro Paese potrebbe spesso rappresentare un benchmark proprio in considerazione della presenza di prezzi tra i più bassi rispetto a quelli praticati nei Paesi inseriti nel paniere.

Il rischio – chiariscono da Aifa – è che il meccanismo finisca per indurre le imprese a non introdurre sui mercati degli otto Paesi di riferimento i farmaci innovativi, per evitare automatici ribassi di prezzo sul più vasto e redditizio mercato statunitense”. A rimetterci sarebbero, insomma, i pazienti italiani.

Farmaci ed esportazioni parallele

Tra gli aspetti approfonditi dal dossier c’è il fenomeno delle esportazioni parallele, che consente la libera circolazione dei medicinali all’interno del mercato unico europeo. Sebbene si tratti di un’attività legittima, il documento evidenzia come, in presenza di differenziali di prezzo significativi tra i diversi Paesi membri, alcune confezioni possano essere acquistate sul mercato italiano e rivendute all’estero, contribuendo in determinati casi a generare indisponibilità sul territorio nazionale. 

Il monitoraggio dei flussi di esportazione rappresenta uno degli strumenti fondamentali per prevenire situazioni di carenza di farmaci e garantire la continuità delle cure. Aifa può intervenire disponendo provvedimenti temporanei di blocco dell’export per specifici medicinali.

La sostenibilità economica delle produzioni è a rischio

C’è poi il tema della sostenibilità economica delle produzioni. “La pressione sui prezzi e i margini sempre più ridotti per alcuni medicinali essenziali possono infatti scoraggiare gli investimenti produttivi, ridurre il numero degli operatori presenti sul mercato e aumentare il rischio di carenze”, scrivono dall’Agenzia. Un tema centrale anche in tempo di Revisione del prontuario.

Cosa fare? Aifa ricorda i percorsi di rinegoziazione mirati e rapidi (procedure “fast track”) per i farmaci a rischio di carenza sul mercato italiano, per garantire la permanenza sul mercato di medicinali essenziali.

“Poche decine i farmaci senza alternative”

“Quando si parla di carenze di medicinali è importante partire dai numeri e non dalle percezioni. In Italia fanno rumore le oltre 2.000 specialità medicinali presenti negli elenchi delle carenze, ma nella stragrande maggioranza dei casi esistono farmaci equivalenti o valide alternative terapeutiche che consentono di garantire senza interruzioni la continuità delle cure”, sottolinea Robert Nisticò.

I medicinali realmente privi di soluzioni alternative “sono poche decine – afferma il presidente Aifa – e proprio su questi concentriamo la massima attenzione attraverso strumenti come l’importazione dall’estero, il monitoraggio delle scorte e il coordinamento costante con Regioni, aziende sanitarie e operatori della filiera”.

“Questo – insiste Nisticò – non significa sottovalutare il fenomeno. Al contrario. Le carenze rappresentano uno dei principali indicatori delle trasformazioni che stanno interessando l’industria farmaceutica mondiale”.

Per questo Aifa “non si limita a gestire le emergenze, ma lavora ogni giorno per prevenirle. Con l’obiettivo di garantire che nessun paziente venga privato di una terapia indispensabile”, rassicura.

Farmaci introvabili: oltre 2.500 in Italia, 1  su 5 senza equivalenti
Farmaci. Photo by: Heiko Wolfraum/picture-alliance/dpa/AP Images
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