Ranucci, il legale: “Possibili iniziative Rai inquinate da falsità”. Gabanelli: “A Report non torno”

Ranucci, il legale: “Possibili iniziative Rai inquinate da falsità”. Gabanelli: “A Report non torno”
Il giornalista Sigfrido Ranucci negli studi della trasmissione di RAI 3 Report. Roma Venerdì 23 Gennaio 2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse)

Il giornalista, vittima di un attentato di cui Lavitola è accusato esserne il mandante, è stato oggetto di una relazione del Comitato etico

“Ogni iniziativa che la Rai dovesse assumere in questo momento nei confronti di Sigfrido Ranucci, e quindi della trasmissione Report, sarebbe inevitabilmente inquinata dalle falsità“. A sottolinearlo è l’avvocato del giornalista Roberto De Vita. A chiedere la sospensione di Ranucci, vittima di un attentato per cui è stato arrestato l’amico Valter Lavitola, era stato il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, mentre una relazione del Comitato etico sul caso è stata consegnata nei giorni scorsi all’ad della Rai Giampaolo Rossi.

“Falsità – prosegue il legale di Ranucci – che, nonostante la posizione netta e chiara della Autorità Giudiziaria sulla vittima e la sua inconsapevolezza, sono state alimentate incessantemente da polemiche pretestuose anche all’interno della Azienda. Motivazioni laterali alla vicenda, quali frequentazioni, fonti e inchieste controverse, sarebbero espedienti e artifici formali e sostanziali. Motivazioni inerenti una ‘incompatibilità ambientale’ attesa la ridondanza della vicenda e i suoi riflessi negativi per l’Azienda, sarebbero pretesto cortese e si tradurrebbero di fatto nella punizione della vittima, che ben poco ospizio ha nel nostro ordinamento”.

“Ogni ulteriore ed altra giustificazione sconterebbe inoltre le già manifestate indicazioni condizionanti di esponenti di vertice governativo e istituzionale, collocando nell’orbita della decisione politica le iniziative della Rai nei confronti del conduttore e della trasmissione. Per questo saggezza ed equilibrio, considerati anche casi precedenti, dovrebbero portare ad attendere che la conclusione delle indagini giudiziarie consenta di solidarizzare senza esitazione verso la vittima di un grave attentato e anche per questo confermarla alla guida della più importante trasmissione di inchiesta italiana oppure (cosa che non sarà ed è già ben evidente) censurare consapevoli o inconsapevoli disinvolture (la cui esistenza si rinviene solo nelle dichiarazioni e negli scritti di politici e giornalisti da sempre animati da spirito di rivalsa nei confronti di Report)”, conclude. 

Gabanelli: “Me l’hanno chiesto ma a Report non torno”

Milena Gabanelli intanto fa sapere che non intende tornare alla conduzione di Report. Una richiesta di tornare alla guida del programma “mi è stata fatta pervenire. Ma per me il pervenuto vale quasi zero. Quindi non intendo tornare anche perché non va bene, il rito della riesumazione”, ha detto la giornalista in un colloquio con il Giornale a proposito del caso Lavitola e dell’attentato all’attuale conduttore della trasmissione d’inchiesta su Rai 3, Sigfrido Ranucci. “E poi sia chiara una cosa: i programmi sono fatti dalla squadra. Uno da solo non fa niente. Colpire la squadra mi pare che sia un delitto”. Ma del caso Lavitola “non parlo”, precisa la giornalista, aggiungendo: “C’è già tanta gente che parla e dice di tutto di più. Io mi tengo fuori. Un mio virgolettato sulla vicenda Report non lo avrà nessuno”. 

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