Corona su caso Signorini: “Nessuna differenza con editto bulgaro”

Corona su caso Signorini: “Nessuna differenza con editto bulgaro”
Fabrizio Corona in tribunale a Milano (Foto Marco Ottico/LaPresse)

“Non c’è alcuna differenza don l’editto bulgaro di Berlusconi. Lo facevano con Biagi, Luttazzi e Santoro e oggi lo fanno con me, dovreste gridare allo scandalo. Tu chiami la Dda per farmi chiudere i social? Io ti rovino”. Lo ha detto Fabrizio Corona, arrivando in tribunale a Milano dopo il ricorso presentato dai legali di Alfonso Signorini, avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello, per bloccare la seconda puntata di ‘Falsissimo’, attesa per il prossimo 26 gennaio e “rimuovere i contenuti già diffusi”.

Oltre al ricorso dei legali di Signorini, nei giorni scorsi, Mediaset ha presentato alla Dda un esposto contro Corona. “Io oggi ho il potere di una piattaforma libera – ha affermato – Ma uno con la storia che mi denuncia alla Dda? La trattativa Stato-mafia; dove ha preso i soldi. Dove ha preso i soldi Berlusconi per fare tutto quello che ha fatto? Tu chiami la Dda per farmi chiudere i social perché sono pericoloso, ma tu sei pazzo. Io ti rovino, li rovino“, ha aggiunto.
Corona è arrivato accompagnato dal suo storico avvocato Ivano Chiesa. “Se passa il principio per cui puoi impedire a uno di pubblicare qualcosa il giorno dopo, voi avete finito di lavorare“, ha sottolineato il legale.

Legale Corona: “Richiesta non ha fondamento giuridico”

“Una richiesta che non ha fondamento giuridico, perché il danno vecchio è già accaduto e quindi il provvedimento d’urgenza riguarda solo i danni attuali, immediati, che non si possono evitare in un altro modo”. Lo ha detto l’avvocato Ivano Chiesa, lasciando il tribunale a Milano dopo il ricorso presentato dai legali di Alfonso Signorini, Daniela Missaglia e Domenico Aiello, per bloccare la seconda puntata di ‘Falsissimo’, attesa per il prossimo 26 gennaio e “rimuovere i contenuti già diffusi”.

“Per quanto riguarda il danno da evitare in un altro modo – ha proseguito – questo danno non esiste sia perché c’è una indagine in corso sia per l’esercizio di un diritto. Non c’è in Italia la possibilità di inibire a nessuno di noi la possibilità di dire quello che vuoi“. Si può intervenire “dopo, e se io ti ho offeso, tu mi quereli, però non è che, siccome pensi che domani ti offenderò ancora, mi impedisci di parlare, perché non siamo in Russia, siamo in Italia”.

Corona: “Nella prossima puntata in arrivo nuove denunce”

Nella puntata in programma per il prossimo 26 gennaio di ‘Falsissimo’ “racconto” di un altro ragazzo “di Erba che è stato violentato, abusato e ovviamente sempre con lo stesso sistema”. Lo ha detto Fabrizio Corona uscendo dal tribunale a Milano dopo il ricorso presentato dai legali di Alfonso Signorini, Daniela Missaglia e Domenico Aiello, per bloccare la seconda puntata del talk show. Corona spiega di non sapere se la denuncia arriverà a Milano: “È a Erba, non lo so”, sottolinea.

Legali Signorini: “Denunciata Google per mancata rimozione”

I legali di Alfonso Signorini, Domenico Aiello e Daniela Missaglia, hanno denunciato Google Italia e Google Ireland. Secondo quanto riferito, i legali rappresentanti di Google Italia e Google Ireland sarebbero stati iscritti a registro degli indagati per concorso in diffamazione aggravata e continuata.
Nonostante le ripetute richieste il Web Hosting “non ha rimosso contenuti diffamatori, corrispondenza personale e documenti ottenuti in maniera illecita, aggravando giorno dopo giorno le conseguenze del reato”.
“Le risposte di Google oltre ad esser state tardive e ciclostilate hanno di fatto negato la richiesta di rimuovere i contenuti presenti su Youtube e nel programma Falsissimo di Fabrizio Corona”.
Un comportamento che, secondo Aiello, “integra l’ipotesi di concorso doloso e consapevole nella diffamazione perpetrata da Corona nei confronti si Signorini”. Altre iniziative simili saranno approntate nei confronti di Meta e TikTok.

Non è tollerabile la deresponsabilizzazione dei ‘Signori del web’ che a scopo di lucro, per importi enormi, non provvedono, anche a fronte di richieste documentate e reiterate, a tutelare i diritti soggettivi del cittadino e siano disposti ad ospitare ogni forma di illecito, trincerandosi dietro catene di controllo o governance che spesso rendono materialmente inaccessibile ogni forma di tutela”, prosegue la nota.
“Nello specifico è stata posta in essere una vasta campagna diffamatoria a scopo di lucro, importi incassati sul territorio italiano da Corona attraverso il necessario contributo di Youtube di proprietà Google – scrivono i legali – Non hanno inteso rimuovere i contenuti illeciti continuando ad incassare ricavi originati dalla permanenza in rete dei contenuti illeciti e dunque aggravando le conseguenze del reato”. “Il web, da spazio libero agli utenti, non deve essere inteso sciolto da regole del principio del neminem ledere e le Big della rete devono poter garantire parametri etici e di rispetto delle regole del vivere civile”, concludono i legali di Signorini.

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