Funerali Ornella Vanoni, le esequie della cantante a Milano – La diretta

Funerali Ornella Vanoni, le esequie della cantante a Milano – La diretta
I funerali di Ornella Vanoni a Milano (foto LaPresse/Claudio Furlan)

Tantissimi gli omaggi alla cantante di fan e personaggi del mondo dello spettacolo

La bara color noce di Ornella Vanoni è tornata questa mattina al Piccolo Teatro di Milano per permettere ai tanti fan di rendere l’ultimo saluto alla cantante, morta venerdì scorso all’età di 91 anni. La camera ardente, allestita nella Sala Grassi, è stata aperta fino alle 13 e poco dopo, alle 14.45, si sono tenuti i funerali nella chiesa di San Marco a Brera. Sono migliaia le persone che, tra ieri e oggi, sono accorse per omaggiare l’icona della musica italiana, dai semplici cittadini ai personaggi del mondo dello spettacolo.

Ornella Vanoni: la camera ardente e i funerali – La diretta
Inizio diretta: 24/11/25 10:00
Fine diretta: 24/11/25 23:00
L'omelia: "È sempre stata la musica a possederla"

Dopo la chiusura della camera ardente, ci sono stati i funerali nella chiesta di San Marco, nel pieno centro di Milano. A officiare la messa è stato Don Luigi Gardini, il sacerdote amico della cantante, conosciuto come “il prete musicista” per il suo legame profondo con la musica e per il rapporto personale che lo legava all’artista. Gardini ha parlato della vita di Vanoni come di una presenza così radicata nella storia personale e collettiva da risultare impossibile da separare dalla memoria del Paese. “Le canzoni sono come i lumini che accendiamo negli altari. Continuano a rappresentarci anche quando non ci siamo”, ha detto, spiegando come la musica dell’artista abbia attraversato quasi un secolo di cultura italiana: teatro, cinema, palcoscenico, canzone. Riprendendo un’osservazione del critico Gino Castaldo, il sacerdote ha ricordato che “è sempre stata la musica a possederla”, un destino che Gardini ha paragonato a quello dei “tarantolati, che non possono opporsi al morso della musica”. Per il parroco, anche questo addio contiene un inizio: “La fine che viviamo oggi è un nuovo inizio. Non si riesce a vedere l’inizio e la fine finché non si muore. È il principio e la fine, l’alfa e l’omega”. Il prete ha evocato immagini di cinema e letteratura, citando ‘La prima notte di quiete‘ di Valerio Zurlini e Goethe, e invitando i presenti a immaginare una pista da ballo in cui le coppie si stringono mentre risuona la voce della cantante. “Potremmo vederci tutti abbracciati, alla ricerca del suo abbraccio”, ha detto. E in quell’abbraccio, ha aggiunto, c’è la fragilità: “Da una parte sta la fragilità, dall’altra quell’essere in equilibrio sopra l’emozione che lei ha cantato”. La fragilità, per Gardini, è la chiave della spiritualità di Vanoni. Un tratto che, mediato dalla sua voce “dalla malinconia affabulatrice”, ha reso autentica la sua arte. “Ha detto più volte di essere andata in pezzi. ‘Ho sbagliato tante volte ormai che lo so già’. E in ‘Domani è un altro giorno’ ricordava che i bilanci non quadrano mai”, ha ricordato il sacerdote, insistendo sul fatto che la fragilità e la sincerità sono la condizione stessa della creazione artistica. Anche la depressione, di cui Vanoni ha parlato pubblicamente, è stata ricordata come “un luogo dello spirito, un andare in pezzi che produce creatività”. Una condizione che, riguarda anche la contemporaneità e che nelle canzoni della cantante trovava un tentativo di ricostruzione dopo la frattura. Nella lettura è emersa anche la “eroica libertà” dell’artista, il suo pragmatismo, il suo stile diretto. “Leggerezza non vuol dire vuoto. I testi sono pieni di esistenza, spirituali, perché ci fanno entrare nelle storie raccontate, come le parabole”, ha ricordato il sacerdote, citando un verso in cui Vanoni ammetteva che la sua fede fosse “troppo scossa”, ma che “penso che prego tra di me”. Infine, Gardini ha invitato a esercitare una memoria viva, non semplice nostalgia. “La memoria è una qualità del nostro cervello che rischiamo di perdere, perdendo anche la voce, il timbro della voce, inconfondibile”, ha detto. “Per questo oggi facciamo memoria, cioè Eucaristia. Fate questo in memoria di me. Solo cantando Ornella, solo facendo questo come memoria, potremo provare anche noi con Dio. In fondo, non si sa mai”. Alla cerimonia erano presenti il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, la ministra dell’Università Anna Maria Bernini e il sindaco di Milano, Beppe Sala.

Antoniozzi (FdI): "Mi inchinai davanti a lei, socialista e irripetibile"

“A gennaio la vidi casualmente all’Hotel Parco dei Principi di Roma e mi inchinai come se avessi avuto davanti una Regina. Ornella Vanoni è stata un’artista irripetibile, straordinaria, immensa. Anche come donna è stata carismatica, socialista, libertaria. Spero che il sindaco Beppe Sala raccolga ciò che lei desiderava. Milano le intitoli un Parco come è successo a Montanelli. Abbiamo perso un personaggio di cultura straordinario, non una semplice cantante”. Lo afferma il vicecapogruppo di FdI alla Camera, Alfredo Antoniozzi.

Serena Dandini: "Grande maestra di libertà per tutte le donne e non solo"

“Non ho veramente parole. Una grande maestra di libertà per tutte le ragazze e le donne e non solo”. Così Serena Dandini uscendo dalla camera ardente di Ornella Vanoni. 

Geppi Cucciari: "Simbolo di libertà e artista grandiosa"

“I nostri incontri sono stati Sicuramente molto meno intensi e frequenti temporalmente di quanto avrei auspicato, però lei era parte della mia vita prima di incontrarla. Sono stati incontri di calore, di verità, di coraggio, di audacia, era sempre sopra la riga che costruiva lei e mi dispiace di averla vista meno di quanto avrei voluto”. A dirlo è Geppi Cucciari uscendo dal Piccolo Teatro dopo aver reso omaggio alla camera ardente di Ornella Vanoni.

“Oggi forse tutti quelli che un po’ la piangono pensano a questo, alle persone anziane che abbiamo vicino e che abbiamo visto meno di quello che avremmo voluto. Lei era un simbolo di libertà, una donna forte, intellettuale, un’artista grandiosa, era tutto questo. E poi ha avuto il privilegio anche di invecchiare, che è un privilegio, di invecchiare, di crescere forte, sempre con qualcosa da dire su tutto, e anche col coraggio che aveva anche più da giovane, più da ragazza, come sono mia nonna, di poter dire quello che voleva, ma non ha dovuto aspettare per dire quello che voleva, l’ha sempre fatto”, ha concluso. 

Gianna Nannini: "Le ho mandato un messaggio, dove sei fai un grande concerto"

“Ho mandato un messaggio con scritto, cara amica mia, fai un grande concerto, su, sopra di noi, dove sei sempre stata”. Così Gianna Nannini uscendo dal Piccolo Teatro dopo aver reso omaggio a Ornella Vanoni. La cantante si è fermata a lungo davanti alla bara color noce, sedendosi in prima fila in una delle poltrone del teatro. “Il suo modo di vivere è rivoluzionario proprio nell’allegria, l’allegria è rivoluzione, l’emozione e rivoluzione. E ci salva”, ha concluso. 

Paolo Rossi commosso alla camera ardente: "Sto male"

“Scusatemi, sto male”. Sono queste le uniche parole che l’attore Paolo Rossi riesce a dire uscendo dal Piccolo Teatro, a Milano, dopo aver reso omaggio a Ornella Vanoni.

L'omaggio di Gino Paoli: un cuscino di rose gialle

Un cuscino di rose gialle vicino alla bara color noce di Ornella Vanoni con sul nastro verde una sola scritta: Gino. È questo l’omaggio che ha voluto fare alla cantante Gino Paoli, legato all’artista da un forte rapporto di amicizia dopo la loro relazione sentimentale. Poco distante una composizione floreale con la scritta famiglia Paoli. 

Caterina Caselli: "Interprete immensa, donna libera e coraggiosa"

“Se ne va, se ne è andata una grande interprete, un’immensa interprete, non esagero con l’aggettivo perché tutte le volte che lei cantava queste canzoni, ancora adesso entrando, mi sono commossa perché è una voce che lascia la traccia dentro di te”. Così Caterina Caselli uscendo dal Piccolo Teatro dopo aver reso omaggio a Ornella Vanoni, accompagnata dall’assessore alla cultura del comune di Milano, Tommaso Sacchi.

“Lascia un lascito per chi l’ha conosciuta, fonte di ispirazione per chi ama l’arte. Abbiamo lavorato insieme e ho avuto modo di conoscerla”, ha proseguito l’artista, raccontando il legame professionale e umano con la cantante. “Era una donna libera, lo è sempre stata, molto coraggiosa, e non aveva timore di cambiare. Era molto interessata e curiosa a sperimentare, però sapeva scegliere. Qualsiasi cosa che lei sceglieva comunque era qualcosa che aveva a che fare con l’arte e con la bellezza”, ha concluso. 

Riaperta la camera ardente a Piccolo Teatro

La bara color noce di Ornella Vanoni è tornata questa mattina al Piccolo Teatro dove dalle 10 verrà riaperta la camera ardente per permettere ai tanti fan già in coda sotto la pioggia di rendere l’ultimo saluto alla cantante. Ieri sera la salma era stata spostata per permettere al teatro di mandare in scena lo spettacolo già programmato in quanto “la morte di Ornella è arrivata inaspettata e lei non avrebbe voluto interrompere la programmazione”, come è stato spiegato dallo staff. Alle 14.45 nella chiesa di San Marco si terrà il rito funebre alla presenza del sindaco, Beppe Sala e di autorità cittadine.

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