La moda dice addio al suo imperatore. Simbolo dell’eleganza italiana nel mondo, Valentino Garavani si è spento oggi a Roma, all’età di 93 anni, circondato dall’affetto dei suoi cari come reso noto dalla fondazione che porta il suo nome e quello di Giancarlo Giammetti, cofondatore della maison e collaboratore artistico dello stilista cui è stato sentimentalmente legato e amico e compagno fino alla fine.
Attratto dalla moda fin da giovanissimo
Nato a Voghera l’11 maggio 1932, secondogenito, Valentino Garavani fu attratto dalla moda fin da giovanissimo, studiò tra Parigi e Milano fino alla vittoria di un concorso grazie al quale si trasferì a soli 17 anni nella capitale francese, lavorando come collaboratore della casa di moda di Jean Dessès e nell’atelier di Guy Laroche. Alla fine del decennio tornò a Roma, imparando da Emilio Schuberth e poi Vincenzo Ferdinandi.
Nel 1957 la fondazione della sua maison
Nel 1957 il salto nel buio, la fondazione della sua casa di moda con alcuni soci. Rischiò la bancarotta, ma riuscì a risollevarne le sorti anche grazie all’ingresso di Giancarlo Giammetti, da cui non si sarebbe più separato: a Garavani la parte creativa, a Giammetti quella commerciale, un sodalizio e un’amicizia indistruttibile anche dopo la fine della loro relazione, durata 12 anni. Nel 1959 aprì il primo atelier, in via dei Condotti a Roma. Nel 1962 la prima collezione a Pitti Moda ne decreta il successo ma è quella del 1967, interamente bianca a rompere i canoni della moda di quei tempi tutta colori, stampe e optical, che lo incorona.
Il successo e l’affermazione internazionale
Da lì in poi, lo stilista si afferma rapidamente per il suo stile elegante, estremamente femminile, ricco di dettagli, per il suo uso di un punto di rosso che guadagna il suo nome, Rosso Valentino, una sfumatura così celebre da essere immediatamente identificata e omaggiata in ogni sua collezione con almeno un abito. Nella sua carriera ha vestito tutte le più grandi star, da Liz Taylor a Jacqueline Kennedy, da Audrey Hepburn a Monica Vitti, da Julia Roberts a Anne Hathaway e Naomi Campbell.
Nel 1971 è ritratto dal pittore statunitense Andy Warhol. Nel 1985 riceve dal Presidente della Repubblica la decorazione di Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito, nel 1986 il titolo di Cavaliere di Gran Croce, nel 1996 è nominato Cavaliere del Lavoro; nel luglio 2006 gli viene conferita la Legion d’onore, la più alta onorificenza della Repubblica francese. Pochi giorni dopo, per i 45 anni dell’azienda, i festeggiamenti con un grande evento e una mostra all’Ara Pacis di Roma: in quell’occasione Valentino annuncia la decisione di lasciare la direzione creativa dell’azienda dal 1 gennaio 2007. A raccoglierne l’eredità Alessandra Facchinetti, poi dopo un anno Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri, che fino a quel momento si erano occupati degli accessori. Chiuri ha lasciato la maison per Dior nel 2016, lasciando il solo Piccioli. Dal 2024 il nuovo direttore creativo è Alessandro Michele, ex Gucci.
La proprietà della Valentino Spa è invece dal 2012 del fondo del Qatar Mayhoola for Investments, anche se nel 2023 il big francese del lusso, Kering, ha rilevato il 30% del capitale per 1,7 miliardi di euro, con opzione per il 100% entro il 2028.

