di Laura Carcano.

Roma, 18 ott. (LaPresse) – Un nuovo modo di raccontare storie italiane in tv alla Festa del Cinema di Roma, dove oggi al MAXXI per la linea di programma Work in progress, è stato presentato il ‘docu-racconto’ ‘Liberi tutti’ di Luca Rea, autore di programmi d’intrattenimento come Stracult, e sceneggiatore di ‘Lillo e Greg – The movie!’ e ‘Cacao’. Il film racconta, attraverso materiali per lo più inediti la libera epopea delle emittenti televisive private tra gli anni ’70 e i primi anni ’80, fino all’arrivo di Berlusconi. Il film andrà in prima tv assoluta su Deejay Tv canale 9, dal 9 novembre alle 23,05, all’interno del ciclo di docu-racconti ‘Boats – Based On A True Story’.

“Ogni lunedì Deejay Tv proporrà un racconto inedito della nostra contemporaneità, firmato da giovani registi, e introdotto in video da Pif. ‘Liberi tutti’ è il primo titolo del ciclo ‘Boats’. Vogliamo con questo appuntamento raccontare l’Italia in maniera diversa e ‘Liberi tutti’ per noi era un punto di partenza”, ha spiegato Sergio Del Prete, senior programming director Discovery Italia, alla Festa del Cinema. Fra gli altri titoli del ciclo di docu-racconti che andranno in onda su Deejay tv, anche uno dedicato alla figura di Padre Pio, a dicembre, diretto da Abel Ferrara, e la storia di un amore fra due persone che hanno deciso di cambiare la loro identità di genere. “Un nuovo modo di raccontare storie italiane, reali- ha sottolineato Del Prete – con un linguaggio innovativo in linea con il canale Deejay Tv che vuole parlare a tutto il pubblico ma in modo nuovo”.

‘Liberi tutti’, titolo d’esordio del ciclo ‘Boats’ (5 episodi da 60 minuti nel 2015 e altri nel 2016, un format frutto di una joint venture fra Discovery Italia la casa di produzione omonima Boats, fondata da Lorenzo Mieli, Mario Gianani (Wildside), lo stesso Pif e Michele Astori). “‘Liberi tutti’ è un documentario di genere, non didascalico o d’autore: è una cosa popolare, che restituisce questo immaginario culturale popolare. – ha spiegato il regista Luca Rea-. Il genere in cui più mi riconosco è il genere nerd, perché tira in ballo tutta una serie di elementi dell’immaginario che appartengono ai 40enni di oggi. E uno di questi argomenti è la nascita delle tv private in Italia, dalla loro preistoria fino alla nascita dei primi network”.

Un appassionato lavoro di ricerca quello di Rea. “Ho recuperato per 20 anni insieme ad altri tutto quello che era possibile,riempiendo la mia casa e quella di mio padre, restaurando i vecchi nastri per raccontare la storia d’Italia di quegli anni, comprese le registrazioni degli spogliarelli, che andavo in onda a tarda notte nelle tv libere. Un latifondo di materiali abbandonati, che abbiamo recuperato con altri pazzi come me per non perderne la memoria.

Poi, molto tempo dopo, è arrivata l’idea del documentario”, ha spiegato Rea che si definisce un ‘videomaniaco’. “E’ stato divertente – ha raccontato Pif (nome d’arte di Pierfrancesco Diliberto)- essere il contenitore della follia di Luca Rea di dare uno spazio e una forma a quelle immagini. Mi sento Claudio G. Fava quando introduceva i film”. “Non so se ho quella autorità”, ha aggiunto Pif autoironico. Fra i documenti recuperati in ‘Liberi tutti’, il filmato della emittente locale di Roma Gbr del ritrovamento del corpo di Aldo Moro. “Un documento unico”, sottolinea Rea.

E poi ci sono i volti che hanno fatto la storia della televisione italiana, che in quei canali privati locali hanno rischiato e sperimentato. “Enzo Tortora – ha ricordato Rea – negli anni’70, allontanato dalla Rai, è stato un pioniere. Con Firenze libera, che trasmetteva via etere senza autorizzazione alcuna, su iniziativa di un commerciante di televisori, Mauro Montagni, Tortora ci mise la faccia”. “La Rai tardava ad adottare il colore e lui voleva vendere i televisori a colori che aveva in negozio. Così, per convincere la gente a comprarli, ritrasmetteva i segnali di alcune tv estere attraverso dei ripetitori, per poi passare a produrre e mettere in onda programmi fatti in casa e anche informazione alternativa”, è la storia italiana che ha raccontato Rea presentando il suo ‘Liberi tutti’.

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