Medico di famiglia per i senza fissa dimora, la legge della Campania

Medico di famiglia per i senza fissa dimora, la legge della Campania
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La norma consentirà alle persone senza fissa dimora di iscriversi alle liste delle Asl e scegliere il proprio medico di famiglia

Quando si parla di sanità diseguale, il pensiero va subito alle persone con basso reddito, a chi vive in aree periferiche o svantaggiate. Ma dietro la prima linea dei fragili c’è la retroguardia degli invisibili: le persone senza fissa dimora. È a loro che si rivolge la legge approvata all’unanimità dal consiglio regionale della Campania, che prevede l’attribuzione del medico di base anche a chi vive per strada.

Una “legge di civiltà”

“Abbiamo approvato una legge di civiltà e di dignità, che riconosce gli ultimi e che è stata votata da destra e sinistra insieme, all’unanimità”, commenta a LaSalute di LaPresse Davide D’Errico, consigliere di maggioranza del gruppo ‘Roberto Fico Presidente’. Una legge che “farà anche risparmiare soldi pubblici alle casse della Regione, perché eviterà gli accessi impropri dei senza fissa dimora ai pronto soccorso”, aggiunge D’Errico. 

Senza fissa dimora e diritti negati

Si sente spesso ripetere che il diritto alla salute non può dipendere dal Cap. Ma cosa succede a chi un Cap non ce l’ha? Il provvedimento campano colma una vulnus normativo. Per ottenere il medico di famiglia è infatti necessario essere iscritti all’anagrafe e avere una residenza. Chi perde la casa e finisce a vivere per strada rischia di perdere anche la residenza e, con essa, l’accesso a una serie di diritti, tra cui l’assistenza sanitaria. 

Medico di famiglia per i senza fissa dimora, la legge della Campania
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Cosa prevede la norma

Le persone senza dimora potranno quindi iscriversi nelle liste degli assistiti delle Asl, scegliere il proprio medico di famiglia e accedere alle prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale. “Approvata la legge, la giunta ha 60 giorni per definire un regolamento con le indicazioni per le Asl. Un ruolo centrale, anche per l’intermediazione con le persone senza dimora, sarà svolto dalle associazioni di volontariato”, informa D’Errico. 

La norma ha incontrato il parere favorevole della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale. “È una misura importante, che riconosce il diritto alla salute anche a chi vive una condizione di grave fragilità sociale”, riflette Luigi Sparano, segretario regionale vicario Fimmg per la Campania. 

“Medici custodi sociali delle fragilità”

“Avere un medico di famiglia significa poter contare su un riferimento stabile e costruire un rapporto di fiducia nella continuità delle cure”, prosegue Sparano. “I medici di famiglia sono pronti a fare la loro parte, formalizzando la disponibilità alla presa in carica delle persone senza fissa dimora. Questa legge – conclude – riconosce al medico di famiglia un ruolo importante come custode sociale delle fragilità territoriali”. 


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