Medici e infermieri in fuga dal Ssn, i numeri dei gettonisti

Medici e infermieri in fuga dal Ssn, i numeri dei gettonisti
Kike Calvo via AP Images)

Un medico su 4 e un infermiere su 5 non lavorano nel Ssn: i dati Gimbe e la spesa per gli operatori a gettone


Il Servizio sanitario nazionale (Ssn) fa i conti – ormai da anni – con quella che è stata ribattezzata la grande fuga degli operatori. Ma il fenomeno è più articolato, come emerge dall’attenta lettura del 9° Rapporto sul Servizio Sanitario Nazionale, presentato presso la Sala della Regina della Camera. Se infatti i medici in Italia non mancherebbero, a scarseggiare sono quelli che lavorano per il Ssn, mentre gli infermieri sono pochi in assoluto. Risultato? La spesa per i gettonisti aumenta nel 2025 del 15%.

“Il capitale umano è indispensabile per trasformare le risorse in assistenza, ma il Ssn ha perso attrattività: i professionisti non si trattengono con gli appelli. Servono retribuzioni competitive, condizioni di lavoro compatibili con la vita privata e prospettive di carriera”, sottolinea il presidente Gimbe Nino Cartabellotta. Ma vediamo meglio la fotografia del Rapporto sul capitale umano del Ssn.

I medici in Italia e il disamore per il Ssn

L’Italia dispone di 5,8 medici per 1.000 abitanti (media Ocse 4) e si colloca al 2° posto tra i 34 Paesi che forniscono il dato. Tuttavia, dei 339.256 medici censiti dall’Ocse, almeno 88.258 (26,1%) non lavorano nel Ssn né frequentano percorsi formativi post-laurea.

“Se oltre 1 medico su 4 non lavora nel Ssn né è inserito in percorsi formativi post-laurea, è evidente che il servizio pubblico fatica sempre più ad attrarre e trattenere i medici. Aumentare i posti nei Corsi di Laurea di Medicina non garantisce, quindi, più medici alla sanità pubblica, in particolare nelle specialità e nei territori dove servono”.

Non solo. Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato nel 2024 i medici dipendenti del Ssn sono 108.243, pari a 1,84 medici per 1.000 abitanti, con valori tra 1,35 del Molise e 2,56 della Sardegna. Le carenze si concentrano in alcune specializzazioni e nell’assistenza primaria: al 1° gennaio 2025 Gimbe stima un deficit di 5.716 medici di medicina generale – assumendo come riferimento il rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti – e di 497 pediatri di libera scelta, il 78,7% dei quali concentrato in Lombardia, Piemonte e Veneto.

L’emergenza infermieri

Per gli infermieri il problema è che l’Italia ne conta 6,9 ogni 1.000 abitanti contro 9,7 della media Ocse, una dotazione inferiore del 29%. Dei 407.750 infermieri censiti dall’Ocse, almeno 79.926 (19,6%) non lavorano nel Ssn. “Alla grave carenza di personale infermieristico si aggiunge il fatto che 1 infermiere su 5 non lavora nel SSN: un ulteriore segnale delle difficoltà del servizio pubblico ad attrarre e trattenere questi professionisti”. Secondo i dati della Ragioneria dello Stato, nel 2024 gli infermieri dipendenti del Ssn sono 279.990, pari a 4,75 per 1.000 abitanti, con valori compresi tra 3,75 della Lombardia e 6,78 della Liguria.

Anche formazione e retribuzioni restano indietro: 19,5 laureati in infermieristica ogni 100 mila abitanti contro 43,6 della media Ocse e retribuzioni degli infermieri ospedalieri inferiori del 27% a parità di potere d’acquisto. Il risultato è uno squilibrio strutturale tra le due professioni: 1,2 infermieri per medico, con l’Italia al 30° posto su 33 Paesi.

C’è poi un tema interessante: nel 2025 la spesa per il personale dipendente e convenzionato ammonta a 52,2 miliardi, ma la sua incidenza sulla spesa sanitaria pubblica è scesa dal 39,7% del 2012 al 36,9%. Se questa quota negli anni fosse rimasta invariata, nel periodo 2012-2025 sarebbero stati destinati al personale 36,8 miliardi in più, di cui 23,9 miliardi nel periodo 2020-2025. “Non si tratta di un taglio nominale, ma della differenza rispetto a uno scenario ipotetico”, precisa Gimbe.

La spesa per i gettonisti cresce

Dove trova operatori il Ssn? Non resta che pagarli ‘a gettone’. Nel biennio 2024-2025 il valore dei contratti per servizi di fornitura di personale ha raggiunto 1,06 miliardi. E nel 2025? La spesa è cresciuta del 15% e il valore dei contratti specificamente riferiti al personale medico è aumentato del 62% rispetto al 2024.

“Lo stop normativo ai gettonisti non riporta automaticamente medici e infermieri nei reparti: deve essere accompagnato da misure capaci di reclutare e trattenere i professionisti nel Ssn, altrimenti si rischia di lasciare scoperti servizi essenziali”, avverte Nino Cartabellotta.

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