La difesa di Andrea Sempio, indagato per omicidio nella nuova inchiesta della Procura di Pavia sul delitto sul delitto di Garlasco in cui Chiara Poggi fu uccisa il 13 agosto 2007.. ha in programma da mercoledì mattina, al tribunale di Pavia, l’ascolto delle intercettazioni dell’inchiesta classificate come non rilevanti. ”Oggi ascolteremo varie intercettazioni, temo siano veramente tante, quelle non rilevanti. Non penso di finire tutto oggi, sinceramente”, ha detto la legale di Sempio, Angela Taccia, ai cronisti all’ingresso del tribunale. ”Se dovesse esserci qualcosa di particolarmente rilevante per noi, ci segneremo i vari rit e chiederemo copia in settimana o la settimana prossima”, ha aggiunto. L’obiettivo è prepararsi a un eventuale dibattimento. ”Vorremmo capire che cosa c’è nella complessità, per portarci avanti a studiare per un eventuale futuro processo. Ci hanno già avvertito dalla procura che sono veramente tante, quindi ci metteremo lì con i cuffioni e ascolteremo”, ha spiegato Taccia. Nessuna novità, invece, sull’ipotesi di corruzione. ”Ho controllato la pec stamattina e non ho ricevuto alcun riscontro per l’istanza che ho depositato lunedì ex articolo 335 del codice di procedura penale. Potrebbero anche non rispondere, dipende dalle esigenze investigative. Io ci ho provato”, ha detto la legale. A chi le ha chiesto se la difesa abbia fiducia nella procura di Pavia, Taccia ha risposto di avere fiducia nella giustizia.
L’avvocata Taccia: “Non ci sono indizi così forti verso di lui”
“A nostro avviso ad oggi, per quello che sappiamo, non ci sono indizi così forti verso Andrea Sempio“, ha detto Angela Taccia. “Bisognerà accertare molto bene tutto quello che è uscito, in particolar modo, a mio avviso, la questione tecnico-calzaturiera e la traccia 33”, ha aggiunto.Il termine per il deposito degli atti difensivi scade il 18. “Stiamo continuando il lavoro, è un lavoro complesso, devo dire la verità. Depositeremo un paio di giorni prima, il giorno prima, ma solo perché sono ansiosa e ho paura che con il portale telematico ci sia qualche problema”, ha spiegato Taccia. Sui contenuti la legale è rimasta sul generico: la difesa punterà “su tutto, soprattutto gli accertamenti tecnici ma non solo”. Nessun commento, invece, sulla posizione di Alberto Stasi, per rispetto dei colleghi che lo assistono.
La legale: “Per Sempio è una difficoltà quotidiana”
‘‘È una difficoltà quotidiana, quello sì, per le abitudini di vita quotidiana”, affermato ancora la legale di Andrea Sempio, Angela Taccia, sul momento che sta attraversando il suo assistito, Andrea Sempio indagato nell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Secondo la legale il rapporto con la gente è cambiato. ”Il clima con le persone reali in strada è decisamente migliorato rispetto alla prima indagine”, ha aggiunto Taccia, che ha ricordato di averne già parlato ieri in una trasmissione televisiva.Un peggioramento c’è stato ”nei giorni nei quali è uscito il comunicato stampa della procura con la specifica degli indizi a suo carico”, dopo l’avviso di conclusione delle indagini. Da qui la scelta di Sempio di intervenire ancora, anche se poco, sui media. ”Ha detto ‘forse è il caso che io chiarisca ancora un paio di cose alla popolazione che segue”’, ha spiegato l’avvocata. Per Taccia la situazione resta comunque migliore rispetto alla prima inchiesta, quando nessuno si era occupato dell’aspetto mediatico.
Spunta un nuovo test negativo sui pedali della bici di Stasi
Un nuovo esame non noto spunta dalle carte dei Ris relative al caso Garlasco. Emerge un nuovo particolare di cui non si sapeva nulla. Lo riporta Il Corriere della Sera. Il 20 settembre 2007, “come riporta un foglio di appunti scritto dall’allora consulente del pm Marino, il pedale della bici di Alberto Stasi ‘con vite sinistrorsa con almeno una traccia bruna su un tacchetto’ è stato sottoposto all’Obti test con esito negativo. Un dato mai apparso in nessuna relazione e di cui mai si era parlato prima, anche informalmente. Nel tardo pomeriggio di quel 20 settembre 2007, Marino farà su quel campione — che il giorno prima aveva evidenziato 2,78 nanogrammi del dna di Chiara Poggi — due controanalisi con esito negativo. Anche quei risultati però non saranno mai messi agli atti e della loro esistenza si scoprirà solo con la recente analisi dei ‘dati grezzi’”. Secondo il quotidiano “a far insospettire chi indaga ci sono altri due aspetti. Il 25 settembre (mentre Stasi è ancora in carcere in attesa di convalida) Matteo Fabbri, consulente della difesa, chiede a verbale che ‘venga effettuata una diagnosi di specie, tipo Obti test, sulle tracce rinvenute sui pedali’. Il capitano Marino (che firma il documento) ‘prende atto’ ma scrive che non effettuerà quell’analisi procedendo alla ricerca del Dna su una nuova traccia nel frattempo prelevata dai pedali (anche questa sarà negativa al test genetico). Mentre due anni più tardi, quando Stasi è a processo (sarà assolto), sempre Marino ‘consiglia’ al perito del Tribunale, Carlo Robino, di non procedere con il “test immunologico2, come l’Obti, perché il campione è esiguo”. “Coincidenze – spiega ancora Il Corriere della Sera – che adesso vengono lette con una luce del tutto diversa. Specie dopo la conferma che era stato Marino a dare ordine di distruggere i reperti di Garlasco conservati al Ris nel settembre 2016, appena nominato comandante della sezione di Biologia. Il comandante Donghi ha scritto alla procura di Pavia che si trattava di campioni intermedi e che non potevano essere conservati in eterno (i giudici ne ordineranno la distruzione 6 anni dopo). Ma in una relazione interna (scovata ora dai pm), Donghi aveva invece riportato che quell’ordine era arrivato in autonomia da Marino. Agli atti anche alcune mail dove l’ex comandante Luciano Garofano spronava un carabiniere affinché ‘adombrasse una misura (con tutte le cautele del caso)’ delle famose impronte di scarpa del killer nel sangue: ‘Sarebbe auspicabile’”.
Tg1, nella relazione del Ris nessuna traccia di sangue umano
Il Tg1 pubblica sui suoi profili social la relazione del 2007 nella quale l’ex capitano del Ris Marino riportò il Combur test, positivo alla ricerca generica di sangue sui pedali della bici di Stasi. Non indicò invece l’Obti, il test specifico per il sangue umano, che aveva dato esito negativo.

