Che succederà sul fronte della revisione del prontuario, che tanti ‘mal di pancia’ ha alimentato in questi giorni nelle imprese del farmaco? Parlando con i giornalisti a margine dell’Assemblea pubblica di Farmindustria, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato non si sottrae e mette sul tavolo due pezzi del puzzle.
“C’era stata una lettera inviata dal ministro della Salute Schillaci in cui si chiedeva ad Aifa quali fossero gli strumenti per ridurre la spesa farmaceutica. L’Aifa risponde offrendo una serie di possibilità per validare un risparmio. L’altro pezzo del puzzle – continua Gemmato – è che oggi i dati sulla spesa farmaceutica ci dicono che questa curva di crescita sta flettendo: è cresciuta dal 2014-19 del 7,2 nel 2021-24 del 7 e nel 2025 del 5,2%”.
“Quindi – ragiona il sottosegretario – non c’è questa proiezione di spesa fuori controllo. Vedrò dunque molto bene i dati”, ha assicurato, precisando che la legge di Bilancio prevede che il nuovo prontuario farmaceutico entri in vigore dal primo gennaio 2027. “Dunque, a fronte di questi due pezzi del puzzle, ora la decisione sulle misure da adottare spetta al ministro della Salute Orazio Schillaci”, conclude Gemmato.
Che succederà allora? “L’accesso all’innovazione non può dipendere dal cap di residenza”, ha ricordato il ministro della Salute Orazio Schillaci, sottolineando le possibilità di risparmio legate alla razionalizzazione a livello regionale. “Il mondo non aspetta i nostri iter, la velocità conta”, ha aggiunto Schillaci, sottolineando l’ondata di innovazione in arrivo. La sensazione è che la strategia proprosta da Aifa sia destinata a restare nel cassetto.

