Anelli (Fnomceo): “Sì alle postazioni del 118 nelle Case di Comunità”

Anelli (Fnomceo): “Sì alle postazioni del 118 nelle Case di Comunità”

La proposta lanciata dal presidente della Sis 118 Mario Balzanelli piace al presidente dei medici italiani

Postazioni fisse del 118 nelle Case di Comunità, per riempire queste strutture di specialisti e dare risposte sul territorio ai cittadini, che altrimenti troppo spesso finiscono per affollare i pronto soccorso. La proposta lanciata dal presidente della Sis 118 Mario Balzanelli su LaPresse piace al presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici) Filippo Anelli. “Mi sembra un’ottima idea”, dice Anelli a LaSalute. E ora vediamo perché.

Completezza nei servizi e risposte agli utenti

“La proposta consente alle Case di Comunità di avere completezza nei servizi, anche là dove i cittadini dovessero avere problemi che riguardano urgenza ed emergenza. La valutazione dei colleghi emergenzisti del 118 consente, infatti, di offrire migliori competenze all’utenza, e allo stesso tempo di dare maggior affidabilità al sistema delle cure sul territorio”, riflette Filippo Anelli.

Oltretutto la strategia permetterebbe di ‘popolare’ con i medici del 118 le Case di Comunità, che in alcune aree del Paese faticano ad entrare ‘a regime’ proprio per mancanza di operatori.

Dalla chiamata alla postazione fissa: il futuro del 118

“Il 118 territoriale viene visto oggi come un sistema che funziona a chiamata. La presenza di operatori all’interno delle Case di Comunità costituirebbe una sorta di ambulatorio dell’emergenza, che permette ai colleghi presenti di svolgere attività clinica ordinaria, ma anche di dare risposte in caso ci fosse bisogno di un intervento emergenziale”, ragiona il presidente della Fnomceo.

Una strategia, quella delle postazioni fisse, che in Puglia ha dato risultati interessanti rispetto al ‘filtro’ del pronto soccorso. Nel territorio tarantino, infatti, esistono tre postazioni medicalizzate fisse del 118, rispettivamente a Taranto (presso l’ospedale Moscati), a Grottaglie e a Massafra. Nel 2025 queste postazioni hanno effettuato, nel complesso, 44.000 prestazioni, in cui nel 97% dei casi il paziente è stato visitato, trattato e rinviato al domicilio. Evitando così le attese in pronto soccorso.

L’H16

“Non solo, in vista dell’estensione H16 dell’attività della medicina generale, questa strategia potrebbe essere utile per la gestione delle emergenze notturne. La prospettiva, infatti – chiarisce Anelli – è quella di andare verso l’H16. Questa soluzione consentirebbe di assicurare in maniera ottimale la presenza dei medici del 118 sul territorio”, conclude il numero uno della Fnomceo.

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