Sono ore decisive per chi indaga sulla vicenda del cuore ‘bruciato’ dal ghiaccio secco, trapiantato a Napoli in un bambino di poco più di 2 anni. Domani al Monaldi arriveranno gli ispettori del ministero della Salute, mentre per l’Azienda dei Colli il bambino, ricoverato in terapia intensiva, resta in lista per il trapianto “fino a nuova valutazione”. Ma quanti sono i bimbi in Italia che aspettano un cuore nuovo?
Il trapianto di cuore pediatrico in numeri
Stando ai dati del Centro nazionale trapianti erano 48 i pazienti in attesa di un cuore nuovo nel programma nazionale pediatrico 0-17 anni a fine 2024. Tanti, e ora la preoccupazione degli specialisti, ma anche del ministro della Salute Orazio Schillaci, è che la vicenda del cuore ‘bruciato’ possa alimentare la diffidenza e ostacolare le donazioni.
Eppure, come hanno confermato gli specialisti di trapianti a LaPresse, il nostro Paese ha una tradizione di eccellenza in questo campo. Sono stati 4.642 i trapianti realizzati in totale nel 2024 (+3,9%), di cui 179 in urgenza nazionale (75 di fegato, 86 di cuore, 14 di polmone, 4 di rene) e anche 191 pediatrici (79 di fegato, 76 di rene, 32 di cuore, 4 di polmone).
L’Heart Team
A operare, molti dei cardiochirurghi che parteciperanno all’Heart Team organizzato dall’Azienda Ospedaliera dei Colli per la tarda mattinata di domani. Nell’elenco gli specialisti di: Bambino Gesù di Roma (professor Lorenzo Galletti e dottoressa Rachele Adorisio), Azienda Ospedale Università Padova (professor Giuseppe Toscano), Asst Papa Giovanni XXIII – Ospedale di Bergamo (dottor Amedeo Terzi), Ospedale Regina Margherita di Torino (professor Carlo Pace Napoleone).
In cerca di un cuore nuovo
Mentre gli specialisti faranno il punto sulle condizioni del bimbo e sulle chance di un eventuale nuovo trapianto (un organo compatibile si cerca in tutta Europa), gli ispettori del ministero – una volta conclusa la missione napoletana – si recheranno all’ospedale di Bolzano, dove il cuore era stato espiantato.
Verranno ricostruite tutte le tappe del viaggio del cuore ‘bruciato’: dall’espianto all’inserimento dell’organo in una box, fino al trasporto e alla decisione di trapiantare il bimbo, che resiste da più di 50 giorni grazie all’Ecmo.

