Cuore: valvola mitrale riparata in HD, intervento da primato su un’adolescente a Roma

Cuore: valvola mitrale riparata in HD, intervento da primato su un’adolescente a Roma
Foto: Archivio LaPresse

Prima operazione al cuore totalmente video-assistita su una paziente di 17 anni al Bambino Gesù di Roma.

Mini-incisioni e tecnologia alleate della salute del cuore. All’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma è stata effettuata con successo la prima operazione intracardiaca totalmente video-assistita su una paziente di 17 anni con insufficienza mitralica. Dopo una giornata in terapia intensiva e 5 giorni di ricovero in reparto, la giovane è stata dimessa “in ottime condizioni generali”.

Una valvola fondamentale

La riparazione della valvola mitrale – una delle quattro valvole del cuore che regola il flusso del sangue – è stata eseguita con una tecnica mininvasiva video-assistita e con endoscopia tridimensionale ad alta definizione. Un intervento da primato eseguito da un’équipe multidisciplinare guidata dai cardiochirurghi dell’Unità di Cardiochirurgia diretta da Lorenzo Galletti. Un passo avanti nello sviluppo delle tecniche mini-invasive in età pediatrica. Ma di che si tratta?

Pochi centimetri per operazioni al cuore dal minimo impatto psicologico

La tecnica permette di effettuare interventi a cuore aperto attraverso incisioni di pochi centimetri. Il tutto, spiegano dall’ospedale, grazie all’impiego di videocamere ad alta definizione (HD) che restituiscono immagini tridimensionali estremamente dettagliate e strumenti miniaturizzati. 

Obiettivo, ridurre in modo significativo il trauma e il dolore post-operatorio, il rischio di infezioni e la durata del ricovero, garantendo “un risultato estetico nettamente migliore e un minore impatto psicologico su bambini e ragazzi”, spiegano i sanitari.

La giovane paziente è stata sottoposta a un intervento di annuloplastica e chiusura del “cleft” mitralico attraverso un’incisione laterale di soli 4 centimetri. In pratica, i chirurghi hanno ristretto e rinforzato l’anello della valvola, chiudendo una piccola fessura anomala presente su uno dei lembi. In questo modo la valvola è tornata a chiudersi correttamente senza far rifluire il sangue. 

“L’approccio totalmente endoscopico rappresenta un’evoluzione naturale del nostro programma di cardiochirurgia mini-invasiva”, commenta Galletti. “Questa tecnica ci consente di offrire ai giovani pazienti interventi sempre più sicuri e meno invasivi, ampliando le possibilità di applicazione dell’endoscopia anche in età pediatrica e riducendo la necessità di ricorrere a procedure più complesse”.

Cuore: i numeri del Bambino Gesù

Un passo avanti verso un utilizzo sempre più esteso della chirurgia endoscopica. Basti pensare che al Bambino Gesù vengono trattati ogni anno 450 casi di malformazioni cardiache congenite o acquisite in età pediatrica, ma anche giovani adulti il più delle volte già trattati in età pediatrica.

L’operazione da primato è stata possibile grazie al lavoro coordinato di un’équipe multidisciplinare composta da cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti, tecnici di circolazione extracorporea e infermieri di sala operatoria del Bambino Gesù, con il supporto di un esperto della procedura sugli adulti, Andrea Salica, proveniente dall’European Hospital di Roma. Un lavoro di squadra che apre agli interventi hi-tech anche nei bambini.

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