Un traguardo storico per il Dipartimento Interaziendale Trapianti del San Camillo-Forlanini di Roma diretto da Giuseppe Maria Ettorre. Tre interventi in un solo giorno – con donatori dagli ospedali di Agrigento, Latina e Sant’Andrea di Roma – hanno portato a mille i trapianti di fegati eseguiti in venticinque anni di attività nella struttura.
Nato nel 2001 dall’intuizione e la visione di Eugenio Santoro, nel 2007 il centro si trasforma in POIT – Polo Interaziendale Trapianti San Camillo-Spallanzani- e ne assume la direzione il Giuseppe Maria Ettorre. Fino al 2020 il centro eseguiva in media 35 trapianti l’anno; nel 2021 il primo salto significativo, con 61 interventi; nel 2022 si sale a 66, nel 2023 a oltre 80, fino al superamento della soglia dei 100 trapianti annui nel 2024 e nel 2025.
“Questo traguardo è prima di tutto la testimonianza dell’impegno quotidiano di una squadra straordinaria. Dietro ogni trapianto ci sono competenza, sacrificio e una motivazione profonda. È grazie a questo spirito che riusciamo a garantire risposte concrete a pazienti in condizioni critiche, spesso senza altre opzioni terapeutiche”, dichiara Ettorre.
Se negli ultimi mesi non sono mancate le ombre, dopo il caso di Napoli, “il sistema trapianti italiano funziona – rivendica Ettorre – ed è un bene collettivo che va sostenuto e alimentato, a partire dalla cultura della donazione, gesto di straordinario valore che consente di salvare vite e offrire nuove possibilità di cura a numerosi pazienti”.
Il centro trapianti di fegato tra passato e futuro
Oggi il 30% dei trapianti viene eseguito su pazienti in condizioni critiche d’urgenza; il 40% su riceventi con patologia oncologica – epatocarcinoma, metastasi da tumori colorettali, colangiocarcinoma. Sono attivi tre protocolli per il trapianto di fegato in pazienti con metastasi da tumore colorettale non suscettibili di resezione chirurgica e due protocolli per il colangiocarcinoma: indicazioni che fino a pochi anni fa erano considerate al limite del trattabile.
Nel 2026, in poco più di quattro mesi, gli interventi eseguiti sono già 58, a un ritmo che conferma e supera i record degli anni precedenti. E circa il 40% dei pazienti proviene da fuori regione, a testimonianza della capacità attrattiva del centro su scala nazionale.
La UOC Chirurgia Generale e Trapianti lavora in stretta sinergia con la UOC Anestesia e Rianimazione diretta da Luigi Tritapepe, il cui contributo è determinante nella gestione perioperatoria dei pazienti e nel garantire standard elevati di sicurezza.
“Essenziale è inoltre il ruolo del Centro Regionale Trapianti Lazio, guidato da Mariano Feccia, che – ricordano dal San Camillo – assicura una gestione efficace e tempestiva dell’intero processo donativo e trapiantologico”.
Il successo dei mille trapianti di fegato è il frutto di un modello di collaborazione interaziendale approvato e sostenuto dalla Regione Lazio, che ha investito in questo progetto risorse, competenze e visione nel tempo. Dallo scorso agosto, poi, il Dipartimento Interaziendale Trapianti dispone di nuovi ambienti e sale operatorie dedicate di ultima generazione presso il Padiglione Puddu del San Camillo-Forlanini.

