Le ombre del cuore ‘bruciato’, la corsa al trapianto e l’impatto sulle donazioni

Le ombre del cuore ‘bruciato’, la corsa al trapianto e l’impatto sulle donazioni
Photo by: Soeren Stache/picture-alliance/dpa/AP Images

Il bimbo di 2 anni al Monaldi è primo nella lista per un trapianto. Gli ultimi sviluppi del caso del cuore ‘bruciato’

Mentre le condizioni del bimbo di due anni ricoverato in Ecmo al Monaldi di Napoli si aggravano e le indagini cercano di fare chiarezza sul ‘giallo’ del cuore ‘bruciato’, “c’è il rischio che questa vicenda possa avere un impatto sulle donazioni d’organo”. A dirlo a LaSalute di LaPresse è Piergiorgio Bruno, cardiochirurgo del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma. 

“La chirurgia cardiaca è molto delicata – aggiunge Bruno – e purtroppo temo che tutto ciò che mette in luce problematiche legate ai trapianti, possa avere un impatto negativo sulla donazione. Anche per questo voglio ricordare che l’Italia ha una tradizione importante nel settore e che negli ultimi anni questi interventi sono molto cresciuti. L’auspicio è che si trovi al più presto una soluzione per il bambino”.

Al momento il piccolo è “al primo posto nella lista dei trapiantandi italiani”, ha detto la mamma Patrizia, informata dal ministero della Salute, durante la trasmissione ‘La vita in diretta’ su Rai 1. Ma occorre fare in fretta.

I tempi di attesa per un cuore nuovo

Ma quali sono i tempi di attesa per un cuore nuovo? Stando ai dati del Centro nazionale trapianti a fine 2024 c’erano 8.024 pazienti in lista, con tempi medi d’attesa di 3 anni per un trapianto di rene, 1 anno e 7 mesi per il fegato, 3 anni e 4 mesi per il cuore e 2 anni e 5 mesi per il polmone. Tempi che però si riducono drasticamente per i pazienti in urgenza nazionale: in questo caso, l’attesa media è di 2 giorni per il fegato, 5-6 giorni per rene e polmone e 10-11 giorni per il cuore. Troppi, per il piccolo ricoverato al Monaldi.

Come sta il piccolo paziente

La speranza per lui sembra appesa a un filo, mentre il legale della famiglia ha annunciato l’intenzione di chiedere alla direzione sanitaria dell’ospedale Monaldi un parere terzo, al Bambino Gesù di Roma, sulla trapiantabilità del bimbo che è in Ecmo da fine dicembre.

A che punto sono le indagini

Cerchiamo allora di capire meglio costa sta succedendo. Sono 6 le persone indagate dalla Procura di Napoli, che ha aperto un fascicolo per lesioni colpose. Si tratta dei componenti dell’equipe dell’ospedale napoletano responsabile dell’espianto dell’organo all’ospedale di Bolzano e poi del trapianto.

Il contenitore utilizzato per il trasporto dell’organo è stato sequestrato, mentre il ministero della Salute ha disposto l’invio di ispettori all’ospedale di Bolzano. Ma come funziona la procedura per il trapianto di cuore?

Le tappe: dall’espianto al frigo

“La lista d’attesa è a livello nazionale: quando c’è un organo disponibile – spiega Bruno – viene assegnato in base alle priorità. A quel punto il centro che trapianta (in questo caso il Monaldi, ndr) manda un’equipe a espiantare il cuore dal donatore. Una volta espiantato, questo viene conservato in un sacchetto con soluzione fisiologica a circa 4 gradi, poi il tutto viene inserito in un altro sacchetto, posto in un frigo con fisiologica e ghiaccio. Che io sappia, il ghiaccio secco non è un’opzione”, aggiunge lo specialista.

“In media in questo modo – aggiunge – l’organo può essere conservato per 4-6 ore” mentre viaggia verso il paziente in attesa. “Si tratta di tempi entro i quali con buona probabilità non subirà danni”, continua Bruno. 

Chi verifica le condizioni del cuore

Ma chi verifica le condizioni dell’organo? “L’equipe che si occupa dell’espianto. Se c’è il via libera, si avverte l’equipe dell’ospedale dove il paziente è ricoverato e si inizia la preparazione all’intervento”, risponde lo specialista.

Nel caso del trapianto di cuore al Monaldi, l’organo sarebbe apparso danneggiato solo all’arrivo. “Se il chirurgo che deve eseguire l’intervento rileva anomalie, deve comportarsi di conseguenza. L’organo non viene espiantato se quello ‘nuovo’ ha delle problematiche”, dice l’esperto. Insomma, si richiude il torace. 

Non sono pochi i lati ancora oscuri della vicenda. Il cuore arrivato a Napoli sarebbe stato inutilizzabile, si è detto, per l’impiego di ghiaccio secco durante il trasporto. Dopo le prime verifiche eseguite dai carabinieri di Nola, la Procura partenopea ha delegato ai carabinieri del Nas di Napoli l’esecuzione di diversi accertamenti, a partire dall’acquisizione dei documenti clinici.

Le preoccupazioni della mamma

“Mio figlio è sempre più grave, peggiora ogni giorno di più. Vorrei un cuore, un cuore compatibile per mio figlio”, ha detto a LaPresse la madre del piccolo. Il tempo è sempre meno.

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