Furto Fentanyl: dalla camera blindata ai registri speciali, la gestione degli stupefacenti in ospedale

Furto Fentanyl: dalla camera blindata ai registri speciali, la gestione degli stupefacenti in ospedale
Fentanyl Photo by: Michael Matthey/picture-alliance/dpa/AP Images

Nella stanza blindata dove il Fentanyl è custodito in cassaforte: parla Pani (Policlinico Gemelli)

Sono in corso le indagini per chiarire le circostanze del furto di 80 fiale di Fentanyl all’Ospedale Israelitico di Roma, ma come funziona davvero nelle farmacie degli ospedali la gestione di farmaci come il Fentanyl? LaSalute di LaPresse lo ha chiesto a Marcello Pani, direttore dell’Unità operativa complessa di farmacia ospedaliera del Policlinico Gemelli Irccs di Roma, che ci fa entrare – virtualmente – nella stanza protetta da una porta blindata, dove alcune casseforti custodiscono il Fentanyl e altri medicinali stupefacenti.

“C’è una normativa molto stringente di riferimento, che garantisce tutta la gestione dei farmaci stupefacenti fin dall’arrivo in ospedale. Si tratta del DPR 309 del ’90 e delle successive modifiche. Molti farmaci sono stati derubricati: negli ultimi anni sono passati a una gestione con ricetta non ripetibile tradizionale. Mi riferisco alle forme orali, piuttosto che ai cerotti o agli spray, con una potenza centinaia di volte più bassa di quella delle formulazioni utilizzate in ambito ospedaliero. Nel caso del Fentanyl, l’uso in ospedale è legato soprattutto agli interventi chirurgici: il farmaco serve per indurre e mantenere l’anestesia generale e periferica. Quindi una struttura che fa chirurgia fa anche un largo utilizzo del Fentanyl iniettivo”, come quello sottratto a Roma

Dall’acquisto all’utilizzo del Fentanyl: il registro speciale

La normativa impone anche una modulistica ministeriale che “prevede un bollettario buoni-acquisto per comprare dai fornitori questi farmaci in triplice copia, e poi un registro che deve essere in dotazione alla farmacia, oltre che ai reparti. Tutti gli stupefacenti sono presenti dentro questo registro, dove viene registrato ogni singolo movimento in entrata o in uscita”, continua Pani.

Ogni volta che avviene una registrazione su questo registro ministeriale, “contemporaneamente viene fatta una verifica della giacenza fisica rispetto a quella contabile. Per cui se ricevo dal  fornitore 1.000 fiale di Fentanyl, quando le registro si sommano alla giacenza aggiornata fino al minuto prima dell’arrivo dell’ordine”, chiarisce.

La stanza blindata e i farmaci in cassaforte

Ma dove si conservano questi medicinali? “Noi abbiamo una stanza con una porta blindata e all’interno delle casseforti. Non facciamo eccessive scorte, ma neanche ordiniamo il prodotto tutti i giorni: mediamente abbiamo una scorta che copre almeno 15-20 giorni e questo anche per tutti gli altri stupefacenti”, spiega lo specialista.

Non solo. “Il locale dove stocchiamo gli stupefacenti è protetto da un allarme perimetrale e da telecamere che registrano H24 gli accessi ma anche tutto quello che accade all’interno. Qui entrano solo i farmacisti abilitati non altre professionalità”, puntualizza Pani.

Insomma, la protezione è stringente “ma, insieme alla normativa sui registri, permette di monitorare in maniera puntuale l’andamento dei farmaci. Le uscite di Fentanyl sono molto più frequenti delle entrate e per ogni singola consegna alla sala operatoria si fa il controllo per vedere che ci sia un allineamento” rispetto alle scorte rimaste.

La sorte del Fentanyl rubato

Quanto all’utilizzo del Fentanyl rubato, quale sarà la sorte delle fiale? Potrebbero finire nel mercato parallelo delle terapie per scopi medicinali? “No, un sistema europeo coordinato da Aifa impedisce l’utilizzo di un farmaco rubato sul canale legale. In pratica, si evita che un medicinale sottratto da un ospedale italiano possa essere utilizzato in Germania”, conclude lo specialista. Non resta che il darkweb e l’uso criminale per quella che è nota come la ‘droga degli zombie’.

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