Il caldo torrido in estate rappresenta un rischio spesso sottovalutato per le donne in gravidanza. Le modificazioni fisiologiche della gestazione rendono infatti l’organismo materno più vulnerabile alle temperature elevate, aumentando il pericolo di disidratazione, ipotensione, trombosi e possibili complicanze per il feto. A richiamare l’attenzione è il professor Tullio Ghi, direttore della Uoc di Ostetricia e patologia ostetrica della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs, che ha elaborato un decalogo di consigli per affrontare in sicurezza i mesi più caldi.
I rischi del caldo in gravidanza
Uno dei momenti più delicati è il primo trimestre di gravidanza. “In questo periodo, complice la nausea e il vomito, le donne tendono a bere meno e a disidratarsi e questo aspetto può essere aggravato dalle alte temperature e dalla sudorazione profusa”, spiega Ghi. La disidratazione può provocare squilibri idro-elettrolitici e complicazioni anche importanti, motivo per cui è fondamentale assumere regolarmente liquidi, preferibilmente acqua, “in quantità non inferiori ai 2,5 litri al giorno”.
Anche l’ultimo periodo della gravidanza richiede particolare attenzione. “Nel terzo trimestre avanzato la donna presenta già fisiologicamente una riduzione dei valori di pressione arteriosa”, ricorda Ghi. Se alla fisiologica ipotensione si sommano vasodilatazione e perdita di liquidi dovute al caldo, aumenta il rischio di lipotimie, svenimenti e cadute.
Tra gli altri problemi favoriti dalle alte temperature figurano il gonfiore degli arti inferiori e il ristagno venoso, che possono aumentare il rischio di trombosi. “Le trombosi venose sono tra gli eventi avversi più temuti in gravidanza e possono ulteriormente complicarsi con un’embolia polmonare, evenienza potenzialmente fatale”, avverte lo specialista..
La disidratazione può avere conseguenze anche sul bambino. Nel terzo trimestre, infatti, una riduzione dell’acqua corporea materna può diminuire la quantità di liquido amniotico. “Non è dunque insolito che, soprattutto in estate, ai controlli ecografici del terzo trimestre si possa rilevare la condizione che chiamiamo oligoamnios o oligoidramnios”, osserva Ghi. Una condizione che richiede un monitoraggio più attento del benessere fetale, perché il liquido amniotico svolge un’importante funzione protettiva nei confronti del bambino.
Le regole del ginecologo
Per limitare i rischi, il ginecologo invita le future mamme a seguire alcune semplici regole: bere almeno 2,5 litri di acqua al giorno, svolgere attività fisica moderata nelle ore più fresche, evitare l’esposizione al sole nelle fasce centrali della giornata, non restare troppo a lungo sedute o in piedi e preferire ambienti climatizzati.
Nei viaggi prolungati è consigliabile muoversi frequentemente e, nelle donne a maggior rischio di trombosi, valutare con il medico un’eventuale profilassi anticoagulante. Sono inoltre raccomandati indumenti leggeri in fibre naturali, una dieta mediterranea ricca di frutta e verdura, la limitazione di caffeina e cibi piccanti e il divieto assoluto di consumare alcol durante tutta la gravidanza.

