Sanità, la crisi strutturale del Ssn e le proposte di Anaao per invertire la rotta

Sanità, la crisi strutturale del Ssn e le proposte di Anaao per invertire la rotta
(Kike Calvo via AP Images)

Per il sindacato dei medici dirigenti la sanità pubblica continua a perdere professionisti perché non è più attrattiva

L’audizione dell’Istat alla Camera certifica una crisi del Ssn che non può più essere ignorata. La pensa così Pierino Di Silverio, segretario nazionale di Anaao Assomed, secondo cui “il Servizio sanitario Nazionale sta invecchiando, si sta svuotando di professionisti e stanno aumentando le diseguaglianze tra territori”.

“Ci sono documenti che dovrebbero far tremare i banchi del Parlamento, e questa memoria dell’Istituto nazionale di statistica è uno di questi”, afferma Di Silverio. “Non è il solito atto di accusa sindacale, sono numeri ufficiali, certificati, incontrovertibili”. 

Una crisi strutturale per la sanità

Secondo il sindacato dei medici e dei dirigenti sanitari, i dati evidenziano il progressivo calo dei medici di medicina generale, diminuiti di quasi 8mila unità nell’ultimo decennio, e l’invecchiamento della forza lavoro sanitaria, con un medico specialista su tre nell’area chirurgica che ha già superato i 60 anni. “Non è un problema che si risolverà da solo: è una voragine di pensionamenti che si apre proprio mentre la popolazione invecchia e la domanda di cure cresce”, osserva Di Silverio.

Aumentare i posti nei corsi di laurea non basta se non si interviene sulle condizioni di lavoro nel servizio pubblico. “Il problema non è quanti medici formiamo, ma quanti riusciamo a trattenere nel servizio pubblico”, sottolinea il segretario nazionale, ricordando che molti giovani specialisti scelgono la libera professione, il privato o l’estero.

Le disparità regionali 

Di Silverio punta inoltre il dito contro le disparità regionali messe in luce dall’Istat. “Viviamo in un Paese dove il diritto alla salute cambia consistenza a seconda del codice di avviamento postale”, sottolinea citando le differenze nella mortalità evitabile, nella disponibilità di posti letto e nell’accesso ai pronto soccorso. Secondo il sindacato, l’attuale modello di regionalismo sanitario produce “iniquità strutturali” che si riflettono sulla qualità dell’assistenza.

Fiducia nel Ssn in calo

Tra gli aspetti evidenziati anche il calo della fiducia dei cittadini nei confronti del sistema sanitario. “È il riflesso di un sistema che chiede ai professionisti di lavorare sotto organico, in reparti che scoppiano, con liste d’attesa che allontanano i pazienti dalle cure fino a spingere quasi 6 milioni di persone a rinunciare a una visita o a un accertamento”.

Cosa serve per invertire la rotta

Per invertire la rotta servono “investimenti veri sul capitale umano, non promesse”, con contratti più competitivi, il superamento del tetto di spesa per il personale, percorsi di carriera basati sul merito e una programmazione che garantisca il ricambio generazionale.

“I numeri dell’Istat non sono un’opinione”, conclude Di Silverio. “Sono la fotografia di un Servizio sanitario nazionale che tiene ancora, ma solo grazie al sacrificio quotidiano dei professionisti che lo animano. La politica ha oggi, nero su bianco, tutti gli elementi per intervenire. Fin dalla prossima legge finanziaria. Non ci sono più alibi”.

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