Gregis (Bayer) e le ‘alleanze coraggiose’ per il futuro della farmaceutica

Gregis (Bayer) e le ‘alleanze coraggiose’ per il futuro della farmaceutica
Arianna Gregis Bayer

Il sito produttivo di Garbagnate Milanese festeggia gli 80 anni di attività e guarda al futuro, parla la Ceo di Bayer Italia

Un’eccellenza “tutta italiana con numeri importanti: 8 miliardi di compresse prodotte ogni anno, distribuite in 130 Paesi e soprattutto una stima di 33 milioni di pazienti che possono beneficiare di queste soluzioni terapeutiche”. Parte proprio dai numeri Arianna Gregis, Ceo Bayer Italia e Amministratrice delegata Bayer Spa, per descrivere il sito di Garbagnate Milanese, che festeggia gli 80 anni di attività ospitando l’evento ‘Innovazione e produzione di valore’ promosso da Farmindustria.

“Numeri uniti a una storia di lungo termine, perché siamo uno degli stabilimenti farmaceutici più antichi in Italia, anche nel contesto europeo. E questo sicuramente è un motivo d’orgoglio”, confida la manager ai giornalisti. Tra l’altro, la produzione di cardioaspirina di Garbagnate è destinata per circa il 70% al mercato cinese e per il restante 30% ai mercati europei. Insomma, se ormai la maggioranza dei principi attivi arriva da Oriente, i farmaci prodotti nel sito lombardo compiono il tragitto opposto.

Gregis (Bayer) e le ‘alleanze coraggiose’ per il futuro della farmaceutica
Produzione nel sito Bayer di Garbagnate Milanese

Nel futuro? Alleanze coraggiose

Insieme all’orgoglio, Gregis non nasconde le sfide per il settore. “Il contesto geopolitico di oggi è caratterizzato da incertezza e da problematiche, anche strutturali, che non possono essere gestite da un singolo interlocutore. Come Bayer crediamo nella possibilità di creare delle alleanze coraggiose con interlocutori politici istituzionali, ma anche con le associazioni, le università, le start-up per far sì che il sistema delle life science possa non solo essere una colonna portante per il Pil dell’Italia, ma anche dare slancio al nostro futuro. Questo non avverrà mai per caso – avverte – ma mettendo in campo soluzioni concrete”.

Le criticità, d’altra parte, non sono poche. “In Italia però c’è un grande lavoro in atto, a partire dalla revisione del Testo unico della farmaceutica, in cui riponiamo tanta fiducia, per vedere risultati concreti che possano aiutare ad attrarre investimenti, sia in termini di ricerca e sviluppo che di produzione. E che, soprattutto, aiutano le persone ad avere accesso alle terapie innovative nel più breve tempo possibile”. Insomma, “abbiamo tanto lavoro da fare, ma anche tanta passione, per far sì che le soluzioni della scienza si traducano in un impatto nella vita delle persone”, confida Gregis.

Tre pilastri per l’Europa

Se guardiamo oltre i confini italiani “accelerare, attrarre e accesso” sono invece i tre pilastri per “sostenere l’industria farmaceutica del Vecchio Continente “di fronte alle crisi geopolitiche e alle sfide messe in campo da Stati Uniti e Cina”, rileva Stefan Oelrich, presidente Efpia e presidente di Bayer Pharmaceuticals. Non ha caso “Mario Draghi ha indicato questa come una delle industrie chiave per la salute dell’Europa”, ricorda Oelrich. 

La guerra in Medio Oriente

Poi c’è il blocco dello stretto di Hormuz e delle forniture di principi attivi per i farmaci: sta impattando sulle produzioni Bayer? “In questo momento stiamo gestendo la situazione con le nostre risorse qui in Europa. Allo stesso tempo l’economia è sempre più globale e quindi adesso c’è il tema dei principi attivi, ma anche del costo dell’energia. È quello sì” che sta avendo un impatto, ragiona Gregis.

D’altronde quello dei principi attivi “è un tema di sicurezza nazionale, se pensiamo al contesto geopolitico. Ebbene, il nostro impegno è quello di trovare soluzioni per far sì che ci possano essere dei piani B”, aggiunge la manager che guarda all’Italia, ma anche all’Europa, per “soluzioni che attraggano investimenti invece che disincentivarli”.

Gregis invita a monitorare “Stati Uniti e Cina: stanno accelerando sia per il numero di studi clinici, sia per la capacità di attrarre investimenti nel campo produttivo. Ecco abbiamo bisogno di creare le condizioni per cui anche in Italia e in Europa questo sia la norma. Penso che in Italia ci siano le expertise e le strutture per far sì che ci possa essere un’autonomia europea” in tema di principi attivi. Un tema caro al sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, che ne ha parlato in video collegamento dalla Puglia.

“Vogliamo riportare in Italia la produzione di principi attivi ed eccipienti“, ha ribadito Gemmato. Quanto alle ombre del conflitto in Medio Oriente “il Governo è presente e vigile, la filiera è solida e non sono previsti aumenti dei prezzi. Insomma, dal Tavolo tecnico sull’approvvigionamento dei farmaci non sono emerse criticità, ma siamo pronti ad attivarci tempestivamente qualora lo scenario dovesse mutare”, ha assicurato il sottosegretario.

Gli investimenti Bayer in Italia

Tornando al Gruppo, negli ultimi otto anni Bayer ha investito circa 120 milioni per supportare lo stabilimento produttivo di Garbagnate Milanese. Ebbene, “la nostra intenzione è quella di aumentare la nostra capacità di collaborare all’interno di un modello di open innovation e, quindi, di riuscire a creare più valore per tutto il sistema Paese”, conclude la manager.

Gregis (Bayer) e le ‘alleanze coraggiose’ per il futuro della farmaceutica
Lo stabilimento Bayer di Garbagnate Milanese
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