Farmaci, Lombardia locomotiva d’Italia: 100 imprese, 50% studi clinici e 11,9 mld di export

Farmaci, Lombardia locomotiva d’Italia: 100 imprese,  50% studi clinici e 11,9 mld di export
Photo by: Maurizio Gambarini/picture-alliance/dpa/AP Images

I numeri record dei farmaci made in Lombardia e le sfide geopolitiche

Se in fatto di farmaci l’Italia è ormai da qualche anno la locomotiva d’Europa, la Lombardia traina il settore nella Penisola. Con oltre 100 imprese, 25.300 addetti diretti e altri 30.000 nell’indotto, la farmaceutica lombarda rappresenta infatti circa la metà dell’intera presenza nazionale. Un primato che si riflette anche nella ricerca: qui si concentrano oltre il 50% degli studi clinici italiani, con investimenti in R&S pari a 640 milioni di euro e circa 2.500 addetti dedicati. Numeri importanti, quelli resi noti oggi in occasione dell’evento ‘Innovazione e produzione di valore. Industria farmaceutica in Italia, una leadership da difendere al tempo della Most Favored Nation’, organizzato da Farmindustria presso il sito Bayer HealthCare Manufacturing di Garbagnate Milanese.

80 anni di Bayer a Garbagnate

Una tappa non casuale, quella di oggi: il sito Bayer celebra i suoi 80 anni di attività. E c’è da dire che negli ultimi otto anni l’azienda celebre per l’aspirina ha investito qui circa 120 milioni di euro, accompagnandone l’evoluzione tecnologica e produttiva. Specializzato nella produzione di forme solide orali, solo nel 2025 lo stabilimento ha realizzato quasi 8 miliardi di compresse, contribuendo alla produzione ed esportazione di farmaci essenziali tra cui antibiotici, anticoagulanti orali e il farmaco cardiovascolare più iconico del Gruppo. 

Farmaci lombardi da export

A trainare la leadership della Lombardia nel settore è anche la forte vocazione internazionale del comparto: nel 2025 l’export regionale ha raggiunto 11,9 miliardi di euro. Si tratta di circa il 20% del totale nazionale e del 46% dell’export hi-tech regionale. Negli ultimi 10 anni le esportazioni sono quasi triplicate (+167%), con una crescita superiore alla media (+44%) degli altri settori manifatturieri. Giova ricordare che il settore cuba 69,2 miliardi di export, oltre 90% della produzione nel 2025 pari a 74 miliardi.

Non a caso Milano, Monza-Brianza, Pavia, Varese, Como, Bergamo e Lodi figurano tra le principali province della Penisola per export nel pharma. “La Lombardia rappresenta uno dei motori dell’industria farmaceutica in Italia e in Europa. Un ecosistema altamente competitivo, caratterizzato da imprese innovative, forte integrazione tra ricerca pubblica e privata e una spiccata proiezione internazionale”, sottolinea Marcello Cattani, presidente di Farmindustria. Un settore che però non è impermeabile rispetto alle grandi crisi dei nostri tempi.

Le sfide per i farmaci: conflitti e MFN

Cattani non si nasconde dietro un dito. Lo scenario geopolitico è “sempre più complesso e instabile, segnato da tensioni internazionali, criticità nelle catene di approvvigionamento e nuove sfide rappresentate in primis dall’ordine esecutivo dell’amministrazione Usa ‘Most Favored Nation’ (MFN)”, sottolinea. Una situazione che però mette in luce “il valore strategico di una filiera solida e innovativa”. A preoccupare il numero uno di Farmindustria è il “principio alla base della MFN”, ricorda Marcello Cattani. Ma di che si tratta? “I farmaci rimborsati negli Stati Uniti non possono avere prezzi superiori a quelli applicati negli Stati dove sono più bassi, Italia inclusa”. 

Si introduce così di fatto “un meccanismo di allineamento internazionale che sta contribuendo al ripensamento degli equilibri globali, premiando i sistemi più efficienti e resilienti.  Per l’Italia – insiste Cattani – diventa quindi cruciale rafforzare il dialogo con le istituzioni e consolidare politiche industriali e sanitarie capaci di sostenere innovazione, investimenti, competitività e attrattività”.

“In questa prospettiva è indispensabile superare meccanismi considerati fortemente penalizzanti come il payback. Solo attraverso una visione condivisa sarà possibile valorizzare ulteriormente il ruolo strategico dell’industria farmaceutica, garantendo al contempo crescita economica, sicurezza, accesso all’innovazione e tutela della salute pubblica”, chiosa Cattani.

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