Dalla Lombardia alla Cina, sì: avete letto bene. È decisamente controcorrente il viaggio delle compresse di cardioaspirina prodotte da Bayer Italia nello stabilimento di Garbagnate Milanese. Specializzato nella produzione di forme solide orali, nel 2025 lo stabilimento ha realizzato quasi 8 miliardi di compresse, contribuendo alla produzione ed esportazione di farmaci essenziali, tra cui antibiotici, anticoagulanti orali e, appunto, il cardiovascolare più iconico del Gruppo. Proprio quest’ultimo è destinato per circa il 70% al mercato cinese e per il restante 30% ai mercati europei, a conferma del ruolo del sito come hub produttivo orientato all’export.
Se ne è parlato in occasione dell’evento ‘Innovazione e produzione di valore. Industria farmaceutica in Italia, una leadership da difendere al tempo della Most Favored Nation’, organizzato da Farmindustria e ospitato dal sito produttivo lombardo.
80 anni del sito di produzione di farmaci orali a Garbagnate Milanese
Fra i numeri ‘pesanti’ resi noti nel corso dell’evento spiccano anche i 120 milioni di euro di investimenti in 8 anni nello stabilimento di Garbagnate Milanese. Se l’azienda nota per l’aspirina – sintetizzata nel 1897 – è presente nel nostro Paese da oltre 125 anni, il sito produttivo quest’anno spegne ben 80 candeline.
L’Italia rappresenta oggi un Paese di riferimento e un laboratorio di innovazione all’interno del Gruppo Bayer, sostenuto da competenze di alto livello e da un ecosistema capace di favorire sinergie tra istituzioni, ricerca e comunità scientifica. In questo contesto si inserisce lo stabilimento di Garbagnate Milanese. L’eccellenza del sito è stata riconosciuta anche a livello internazionale: il World Economic Forum lo ha infatti inserito tra i migliori impianti manifatturieri a livello mondiale.
Un po’ di storia: come nasce il farmaco più iconico di Bayer
Vi siete mai chiesti come siamo arrivati alla scoperta dell’aspirina? Se, come abbiamo detto sopra, il medicinale nasce ufficialmente il 10 agosto 1897 grazie a Felix Hoffmann della Bayer – che lo sintetizzò per curare l’artrite del padre – le sue origini risalgono all’antichità. Già gli antichi Egizi utilizzavano a scopo medico il salice, come pure Ippocrate di Kos, che ne impiegava la corteccia contro dolori e febbri. Nel 1899 Bayer registra il marchio: “A” indica acido acetico, “SPIR” deriva da Spiraea ulmaria (una pianta ricca di acido salicilico). Tutto il resto è storia.

