Lombardia motore della cosmetica italiana, le stime per il 2026  

Lombardia motore della cosmetica italiana, le stime per il 2026   
Cosmetica e imdustria della bellezza Photo by: Roland Weihrauch/picture-alliance/dpa/AP Images

L’industria cosmetica crescerà ancora, arrivando a un fatturato da 18,1 miliardi di euro. Prospettive e numeri dalla Milano Beauty Week

La ‘mappa della bellezza’ ha una regione italiana cerchiata in rosso. Con il 63% del fatturato nazionale la Lombardia si attesta, infatti, come polo principale della cosmetica italiana. E, stando alle stime diffuse in occasione della Milano Beauty Week, per il 2026 l’industria del settore crescerà ancora, arrivando a un fatturato da 18,1 miliardi di euro (+1% rispetto al 2025). 

L’export continua a trainare la crescita del comparto, con 8,6 miliardi di euro (+0,5%). Ma, a fronte di una contrazione verso alcuni mercati strategici come Stati Uniti ed Emirati Arabi – a causa delle situazioni geopolitiche contingenti – crescono Europa, area asiatica (trainata da Cina, Hong Kong, Corea del Sud) e India. Ecco perchè i dati presentati oggi in Assolombarda, nel corso dell’evento ‘Bellezza che crea valore. I numeri della cosmetica italiana e il ruolo strategico della Lombardia nell’economia del beauty’, fanno sorridere le imprese del settore.

Un settore strategico per il Made in Italy

“L’industria cosmetica italiana si conferma un settore strategico per la crescita del Paese. Negli ultimi dieci anni ha registrato tassi di sviluppo superiori di oltre sei volte rispetto al Pil e alla manifattura italiana, dimostrando una capacità unica di creare valore, innovazione e occupazione qualificata”, rivendica Benedetto Lavino, presidente di Cosmetica Italia.

Oggi il settore “entra in una nuova fase: la crescita continua, ma il contesto internazionale complesso sposta la competizione tra sistemi cosmetici mondiali, non solo tra aziende. Per affrontare questa sfida è necessario rafforzare il posizionamento, facendo leva sulla forza della filiera e sui suoi elementi identitari. In questa direzione – sottolinea il numero uno di Cosmetica Italia – si inserisce ‘This is Bellezza: Say Hello To Italian Beauty’, un sistema di alleanze che vuole raccontare al mondo i tratti distintivi della nostra industria, dove scienza, tecnologia, creatività e artigianalità si incontrano per generare opportunità, attrarre risorse strategiche e sostenere lo sviluppo del settore in Italia e nel mondo”.

Tutti i numeri della bellezza

Ma vediamo meglio le stime per il settore: il valore dei consumi attesi per il 2026 è di 13,1 miliardi di euro (+2,3%), sostenuti in particolare dall’e-commerce (+9%), dalla farmacia (+3,5%) e dalla profumeria (+2%). Un segnale di quanto il cosmetico resti un bene essenziale, con dinamiche analoghe a quelle dei beni per la salute.

La cosmetica in Lombardia

Se il comparto mantiene una “solida traiettoria di sviluppo”, la Lombardia si conferma come il principale polo del settore. Stando infatti alla ricerca ‘La cosmetica in Lombardia’ – realizzata da Assolombarda e Cosmetica Italia- nel 2025 la regione conta 648 imprese, 53,5 mila addetti e un fatturato di 11,3 miliardi di euro, con un +2,7% rispetto all’anno precedente. È lombardo il 35,1% delle imprese cosmetiche italiane, il 51,1% degli addetti e il 63% del fatturato nazionale. 

Come ricorda Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, “il Quadrilatero di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia è il cuore di questo sistema: qui si concentrano 434 imprese, 39mila addetti e 8,7 miliardi di euro di fatturato. Questi numeri raccontano la forza di un ecosistema fatto di imprese, competenze, ricerca, università e capacità produttiva, ma anche di una forte vocazione internazionale. È proprio questa combinazione tra radicamento territoriale e apertura ai mercati globali che dobbiamo continuare a rafforzare, investendo in innovazione, ricerca, competenze e nuove opportunità di sviluppo internazionale”. 

La Lombardia ha inoltre generato 6 miliardi di euro di export cosmetico, circa il 70% delle esportazioni italiane del settore. Perché “la bellezza crea valore quando alle spalle ha un’industria capace di innovare, investire e competere nel mondo. E qui, in Lombardia e nei territori di Assolombarda, quell’industria c’è”, rivendica Biffi.

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