Negli ultimi dieci anni la cosmetica italiana è cresciuta a un ritmo sei volte superiore rispetto al Pil nazionale e nel 2025 il fatturato ha toccato quota 18 miliardi. Numeri sorprendenti che confermano la solidità un comparto apprezzato in Italia e nel mondo per la sua capacità di innovare coniugando benessere, salute e sicurezza.
Nell’ambito della Giornata nazionale del Made in Italy il ministero della Salute, insieme agli Ifo Regina Elena-San Gallicano, ha dedicato al settore un evento di approfondimento – moderato da Margherita Lopes, caporedattrice de LaSalute di LaPresse – con l’obiettivo di offrirne una visione completa e aggiornata.
I numeri della cosmetica
“Se tutti gli altri fossero cresciuti come la cosmetica avremmo generato mille miliardi di Pil in più”, evidenzia Valerio De Molli, managing partner e amministratore delegato di The European House Ambrosetti.
Nel 2025 il comparto ha sostenuto 8,6 miliardi di esportazioni, con una bilancia commerciale positiva pari a 5,1 miliardi. La contribuzione fiscale della filiera estesa, invece, ammontava nel 2024 a 10,3 miliardi, impiegando 440mila persone. Il valore aggiunto complessivo, pari a 30,8 miliardi, vale circa l’1,4% del Pil.
La forza della cosmetica risiede anche nell’elevata propensione all’innovazione, con investimenti pari a circa il 6% del fatturato: il doppio rispetto alla media nazionale. “Se la cosmetica fosse un Paese – aggiunge De Molli – sarebbe il primo al mondo per incidenza degli investimenti in ricerca e sviluppo sul Pil”.

Un’espressione dinamica del Made in Italy
Per Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, “la cosmetica rappresenta una delle espressioni più dinamiche del Made in Italy. Il nostro impegno – aggiunge – è garantire che ogni prodotto immesso sul mercato rispetti i più elevati standard di qualità e sicurezza”.
A rimarcare l’importanza decisiva dell’industria cosmetica è Benedetto Lavino, presidente di Cosmetica Italia. “Non siamo un settore accessorio, come molti pensano, ma una filiera strategica del Made in Italy, che unisce manifattura avanzata, ricerca, sostenibilità e occupazione”.
Ma in un mondo in cui “la competizione non è più solo tra aziende ma tra sistemi industriali, dobbiamo essere sostenuti nel nostro percorso di crescita e industrializzazione”, osserva Lavino. Serve quindi “un quadro normativo europeo che, pur continuando a garantire elevati standard di sicurezza, eviti asimmetrie competitive che potrebbero penalizzarci sul mercato”.
Usare bene i cosmetici
“La pelle è l’organo più grande del nostro corpo e soprattutto la barriera tra il mondo esterno e gli organi interni”, sottolinea Livio De Angelis, direttore degli Ifo, gli Istituti fisioterapici ospitalieri. “Avere una bella pelle è quasi sempre indizio di ottima salute: cosmesi e medicina dermatologica sono in stretto contatto”.
È per questo che gli Ifo e in particolare il San Gallicano “hanno stretto una collaborazione col ministero della Salute – conclude De Angelis – per dare vita a una campagna informativa sul corretto uso dei cosmetici e in particolare delle creme solari: combattiamo una battaglia quotidiana contro il melanoma”.

