Sinner, la tecnologia alleata della prevenzione e le 3 fasi di recupero

Sinner, la tecnologia alleata della prevenzione e le 3 fasi di recupero
Jannik Sinner (AP Photo/Manu Fernandez)

Dalla prevenzione alla cura: la sindrome della bandelletta ileotibiale e il percorso di Sinner analizzato dal medico dello sport

La sindrome della bandelletta ileotibiale è salita agli onori della cronaca dopo l’annuncio dello stop anticipato di Jannik Sinner. Ma se il campione di tennis ha in programma di tornare in campo a gennaio, al One Point Slam degli Australian Open, in che cosa consisterà il suo recupero e, soprattutto, questa dolorosa sindrome tendinea si può prevenire? “È possibile, anche se non è semplice”, dice al LaSalute di LaPresse Fabrizio Tencone, specialista in Medicina dello sport e direttore del Centro di riabilitazione sportiva Isokinetic di Torino.

Tecnologia e prevenzione, la strategia per gli atleti

“Il primo step – spiega lo specialista, con una lunga storia come medico della Juventus – è fare una valutazione accurat del movimento dell’atleta, attraverso alcuni test che permettono di capire se durante gli esercizi il movimento è corretto, ad esempio nei cambi di direzione o durante lo squat. In pratica, attraverso delle apparecchiature, si possono esaminare i diversi movimenti dell’atleta. Se si notano, ad esempio, anomalie a livello del ginocchio che tendono a generare attrito, si può correggere il movimento per ridurre il pericolo di infiammazione ed evitare il sovraccarico funzionale della fascia fibrosa che corre lungo il lato esterno della coscia”.

Insomma, la tecnologia oggi può aiutare molto nello studio del movimento. “Analizzare il gesto atletico – precisa Tencone – ci consente di individuare movimenti anomali a rischio infortunio, ma anche a correggerli con esercizi ad hoc, da inserire nella routine quotidiana di uno sportivo”. Una strategia utile sia a livelli altissimi, come quelli di Jannik Sinner, sia nel caso si pratichino discipline sportive diverse dal tennis, a livello agonistico e non.

L’approccio giusto nel caso di Sinner è quello conservativo

Quanto all’approccio conservativo adottato nel caso del campione italiano, Tencone sottolinea come, in effetti, nel caso della sindrome della bandelletta ileotibiale non si arrivi “praticamente mai a un trattamento chirurgico. Questo è un tendine che va incontro a sfregamento e infiammazione. I casi in cui si ricorre alla chirurgia sono rarissimi”. D’altra parte la tempistica per il ritorno in campo è molto precisa. 

Un percorso di cura diviso in 3 parti

“Dividerei il percorso di cura in tre parti, nell’arco di tre mesi: la prima fase è già iniziata ed è legata allo spegnimento dell’infiammazione. Fra poche settimane Sinner non avrà più male, ma dovrà iniziare un percorso di riallenamento. La seconda fase è, appunto, quella del ritorno al gesto sportivo, con un’intensità molto bassa, diciamo un iniziale collaudo”, aggiunge il medico dello sport. 

“Il terzo mese sarà quello del progressivo aumento dei carichi fino alle intensità di allenamento necessarie a un atleta del calibro di Jannik Sinner. Lungo la strada, aumentando progressivamente i carichi, se non ci sono intoppi sapremo già come andranno le cose. Dunque secondo me la ripresa a gennaio 2027 è coerente con il percorso di recupero del campione”, chiosa lo specialista.

Sinner, la tecnologia alleata della prevenzione e le 3 fasi di recupero
Fabrizio Tencone, specialista in Medicina dello sport e direttore del Centro di riabilitazione sportiva Isokinetic di Torino.
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