La decisione di Jannik Sinner di chiudere in anticipo la stagione 2026 per una serie di problemi al ginocchio appare, dal punto di vista ortopedico, una scelta “corretta e condivisibile”. Pur non avendo accesso alla documentazione diagnostica dell’atleta, i riscontri trapelati dallo staff sanitario e le dichiarazioni dello stesso Sinner consentono agli specialisti riuniti al 18° Trauma Meeting Otodi (la società scientifica degli ortopedici e traumatologi ospedalieri) di Riccione di formulare alcune considerazioni sull’infortunio e i tempi di recupero. Vediamole.
Che cosa ha detto Jannik Sinner
“Ciao a tutti, insieme ai medici abbiamo deciso che ho bisogno di un ciclo di trattamenti per il mio ginocchio che significa che la stagione 2026 è ufficialmente finita”, ha annunciato in un post su Instagram Jannik Sinner. A causare lo stop sarebbe una sindrome della bandelletta ileotibiale.
L’analisi degli ortopedici
Ma di che si tratta? “La sindrome della bandelletta ileotibiale è un sovraccarico funzionale della fascia fibrosa che corre lungo il lato esterno della coscia, dal bacino fino alla tibia sulla prominenza ossea denominata tubercolo di Gerdy”, spiega Fabrizio Cortese, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto e del Dipartimento ad attività integrata ortopedico traumatologico (Apss Trento), presidente 18° Trauma Meeting Otodi.
Jannik Sinner, diagnosi e trattamento di una sindrome dolorosa
“Questa sindrome – continua Cortese – provoca dolore sulla faccia laterale dell’articolazione, che si accentua con lo sforzo ripetuto. Nota come ‘ginocchio del corridore’ nella variante che interessa il compartimento laterale, i continui spostamenti laterali, le frenate e i cambi di direzione tipici del tennis, accentuati dalle superfici e soprattutto dai ritmi di gioco, la rendono frequente anche in questo sport”.
“Il trattamento – chiarisce Federico Bove, direttore della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano – è quasi sempre conservativo. Si basa su riduzione del carico, controllo dell’infiammazione e fisioterapia mirata, seguite da un ritorno graduale al gesto sportivo. La chirurgia è riservata a rarissimi casi, resistenti a terapie conservative”.
Le controindicazioni di un rientro anticipato
“Il nodo, per un atleta di vertice come Sinner, è il tempo”, nota Francesco Ippolito, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia del Presidio Ospedaliero San Giuseppe da Copertino (Asl Lecce), già consigliere Otodi.
Insomma, in questi casi il riposo fa parte della terapia. “Rientrare prima che i tessuti abbiano recuperato espone a recidive e alla cronicizzazione del dolore. Fermarsi per completare le cure è quindi l’investimento più sensato per la salute di Sinner e per la sua carriera. Con un percorso riabilitativo completo, la prognosi è generalmente favorevole”, conclude Ippolito.

