Caldo in Europa: Hans Kluge, le 10mila vittime e la corsa record delle temperature

Caldo in Europa: Hans Kluge, le 10mila vittime e la corsa record delle temperature
(AP Photo/Kin Cheung, File)

In Europa temperature in aumento a un ritmo circa doppio rispetto alla media globale, l’allarme dell’Oms

Cattive notizie per l’Europa alle prese con la terza ondata di calore del 2026: il Vecchio Continente si sta riscaldando in fretta. Anzi, è l’area che lo sta facendo più rapidamente, con temperature in aumento a un ritmo circa doppio rispetto alla media globale. Ormai il caldo estremo rappresenta una minaccia crescente per la salute pubblica, e le cose peggioreranno di anno in anno. Nel giorno della nuova Cabina di regia prevista dal Piano del ministero della Salute il nuovo monito arriva dall’Oms Europa. I dati preliminari, provenienti da soli cinque Paesi, mostrano già quasi 10.000 morti in più dovuti al caldo.

“La nostra Regione è quella che si sta riscaldando più rapidamente a livello globale”, sottolinea senza mezzi termini Hans Kluge, direttore regionale dell’Oms per l’Europa. “Solo negli ultimi quattro anni il caldo ha causato oltre 200.000 decessi, mentre la mortalità correlata è aumentata del 30% negli ultimi 20 anni”. E se quest’anno siamo a quota 10mila decessi, “l’estate non è ancora finita”, riflette Kluge.

Obiettivo: prevenire i morti da caldo

La buona notizia è che “i decessi dovuti al caldo non sono inevitabili. Sappiamo come proteggere le persone: avvisare tempestivamente le comunità, rendere le città più fresche, garantire l’accesso all’acqua e all’ombra, monitorare le persone più a rischio e preparare i sistemi sanitari prima che le temperature raggiungano il picco”, sottolinea Hans Kluge.

Perché morire di caldo non è “una calamità naturale: il fenomeno si ripete ogni anno perché troppi governi continuano a considerare il caldo come un evento meteorologico piuttosto che come un’emergenza sanitaria. Gli strumenti per prevenire la maggior parte di questi decessi esistono. Le linee guida sono state pubblicate. Le prove ci sono. La scelta spetta ai governi, e quest’estate dimostra cosa è in gioco”, scandisce l’esperto.

Le iniziative dell’Oms Europa per le ondate di calore

L’Oms Europa ha sviluppato una serie di strumenti e consigli di sanità pubblica per aiutare i paesi a prepararsi e a rispondere al caldo estremo, tra cui le linee guida aggiornate del Piano d’azione per il caldo e la salute, pubblicate nel giugno 2026. Le linee guida forniscono un quadro di otto elementi per un’azione sistematica e basata sull’evidenza scientifica in materia di caldo e salute, e sono accompagnate da documenti di sintesi specifici per settore e da una banca dati di messaggi di sanità pubblica pronti all’uso.

Le ondate di calore possono infatti causare un aumento di ricoveri, mettendo sotto pressione strutture che potrebbero non essere progettate per far fronte alle alte temperature. Molti ospedali cittadini sono colpiti dall’effetto ‘isola di calore urbana’. “Questo può causare il surriscaldamento degli edifici e portare a guasti alle reti elettriche, ai sistemi di raffreddamento e ai servizi IT. Sia il personale che i pazienti sono vulnerabili allo stress da calore”, segnala l’Agenzia di Ginevra.

Prevenzione chiave, ma occorre fare di più

I Piani d’Azione per il Caldo e la Salute riuniscono misure relative alla preparazione, alla comunicazione del rischio e alla risposta, ricorda l’Oms citando il Piano per le condizioni meteorologiche avverse e la salute dell’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (HSSA).

L’aumento delle temperature in Europa non può essere affrontato solo con azioni europee. Nel luglio 2024 il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha invitato tutti i Paesi a elaborare piani d’azione per il caldo e la salute e a una cooperazione internazionale urgente sulle ondate di calore estreme, mentre le temperature salgono inesorabilmente. “Insieme possiamo salvare vite umane”, chiosa Kluge.

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