Pappataci, insetti ‘di velluto’ che possono provocare la meningite virale

Pappataci, insetti ‘di velluto’ che possono provocare la meningite virale
(AP Photo/University of Florida, J.F. Butler)

Alla scoperta di un’arbovirosi che si manifesta in estate soprattutto in Toscana, attraverso la puntura dei pappataci

Piccoli come moscerini, dal colore nero o bruno e dal volo insolitamente silenzioso, i pappataci sono insetti forse un po’ sottovalutati. Ogni estate però in Italia, soprattutto in Toscana, possono causare forme di meningite virale. “Anche detti flebotomi, sono piccoli insetti a sei zampette dotati di ali, chiamati anche sand fly o moschine della sabbia. Il nome italiano viene da mangia (pappa) in silenzio (taci), perché pungono senza emettere alcun rumore”. A spiegarlo a LaSalute di LaPresse è Andrea Rossanese, dell’Ambulatorio per la medicina del viaggiatore dell’Irccs Sacro Cuore Don Calabria Negar di Valpollicella (Verona) e presidente della Società italiana per la medicina dei viaggi e delle migrazioni.

“Il pappatacio viene anche chiamato insetto di velluto proprio per questa sua caratteristica”, aggunge lo specialista. Colpisce come una ‘carezza’, ma presenta non poche insidie. Vediamo meglio quali.

Meningite virale da pappataci, i numeri in Italia

Ma come è possibile incappare in una meningite per una puntura d’insetto? “Il fatto è che i pappataci sono vettori di una arbovirosi, il Toscana virus”, chiarisce l’esperto. Tra il 2016 e il 2023 l’Istituto superiore di sanità segnala ben 607 casi di malattia neuroinvasiva da questo patogeno, isolato per la prima volta proprio in Toscana nel 1971. Mentre nel 2025 i dati preliminari indicano 116 casi di questo virus, di cui 38 in Toscana e 43 in Emilia Romagna.

Dalla puntura ai sintomi

“La saliva dell’insetto che viene inoculata nel momento in cui questo punge, determina la comparsa di macchioline sulla pelle e induce un’irritazione delle terminazioni nervose sottocutanee che, a seconda di come vengono ‘interpretate’ dal cervello, possono essere percepite come dolorose piuttosto che pruriginose, o come un misto di dolore, fastidio, prurito, disagio”, aggiunge lo specialista. Il sito della puntura in genere non si gonfia, “a meno che la persona non abbia una ipersensibilità alla saliva dell’insetto”.

Ma come mai le punture di pappataci possono provocare meningite virale? “Questi insetti sono vettori capaci di albergare dentro di sé un agente patogeno: germi trasmessi all’ignara vittima della puntura. In questo caso parliamo del Toscana virus, che ha una particolare predilezione per il sistema nervoso centrale, ovvero per le pellicole che lo rivestono e che si chiamano meningi”, spiega Rossanese.

“Arrivando nel sistema nervoso centrale, il virus può infiammare queste pellicole, causando quindi una meningite. A differenza dalla meningite batterica, quella causata da questo virus generalmente è un po’ meno grave, ma questo non significa che possa essere sottovalutata”. Febbre alta, mal di testa, rigidità del collo sono sintomi che “accompagnano anche questa meningite. Un’infezione che, in una ristretta minoranza di casi, può lasciare delle problematiche che si risolvono solo a distanza di tempo”, prosegue l’esperto.

I mesi più caldi e come difendersi dai pappataci

I casi si registrano soprattutto nei mesi estivi, quando i pappataci sono più attivi. Come difendersi? “I repellenti sono gli stessi che si utilizzano contro le zanzare. Inoltre bisognerebbe avere zanzariere alle porte e alle finestre con una trama molto fitta, perché questi insetti sono più piccoli delle zanzare e potrebbero oltrepassare le maglie delle zanzariere comuni”, suggerisce lo specialista.

“I repellenti a base di DEET o icaridina sono i più efficaci e vanno applicati sulle parti esposte della pelle. Infine consiglio di arieggiare e illuminare le stanze perché i pappataci, a differenza di altri insetti, amano i luoghi caldi, bui e umidi. Pertanto la luce e l’aria fresca sono per loro elementi di forte disturbo”, conclude.

Pappataci, insetti ‘di velluto’ che possono provocare la meningite virale
Andrea Rossanese
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