Ciclosporiasi, nessun allarme in Italia per l’epidemia di diarrea che spaventa gli Usa

Ciclosporiasi, nessun allarme in Italia per l’epidemia di diarrea che spaventa gli Usa
Silas Stein/picture-alliance/dpa/AP Images

Come avviene il contagio e quali sono i sintomi della ciclosporiasi, l’infezione intestinale che sta generando allarme negli Stati Uniti

Infezione intestinale causata dal parassita Cyclospora cayetanensis, la ciclosporiasi sta generando allarme negli Stati Uniti, ma in Italia “è molto rara e non rappresenta un motivo di particolare preoccupazione per la popolazione generale”, rassicura Antonio Cascio, professore di Malattie infettive dell’Università di Palermo e membro della Simit, Società italiana malattie infettive e tropicali.

“L’uomo rappresenta l’unico serbatoio noto dell’infezione: finora il parassita non è stato identificato come causa di malattia in altri animali”, spiega l’esperto. “Al microscopio la Cyclospora appare molto simile a Cryptosporidium, un altro protozoo noto per provocare diarrea, soprattutto nei pazienti con Aids. Ma la Cyclospora è di dimensioni maggiori e presenta caratteristiche che permettono di distinguerla in laboratorio”.

Come avviene il contagio e quali sono i sintomi

Il contagio avviene per via oro-fecale, principalmente attraverso il consumo di acqua o alimenti contaminati da materiale fecale, in particolare frutta e verdura consumate crude. La trasmissione diretta da persona a persona è invece molto improbabile. “Possono verificarsi però piccoli focolai epidemici quando più persone consumano gli stessi alimenti contaminati. I sintomi più comuni sono nausea, diarrea acquosa e dolori addominali”, chiarisce Cascio. Nella maggior parte delle persone sane la malattia tende a risolversi spontaneamente somministrando antibiotico. Nei soggetti immunocompromessi può essere invece più grave, durare più a lungo e associarsi a manifestazioni extraintestinali.

Come (e dove) prevenire la ciclosporiasi

I casi segnalati in Italia sono quasi sempre associati a viaggi in aree tropicali o subtropicali. “Per chi viaggia in Paesi dove l’infezione è più diffusa, la prevenzione è fondamentale. È consigliabile lavare accuratamente frutta e verdura, preferire acqua in bottiglia sigillata, evitare il ghiaccio se non si è certi che sia stato preparato con acqua potabile e rispettare sempre le comuni norme igienico-sanitarie, come il frequente lavaggio delle mani”, conclude Cascio.

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