Diabete e caldo dopo il caso Zverev, i consigli degli specialisti

Diabete e caldo dopo il caso Zverev, i consigli degli specialisti
Alexander Zverev Photo by: Friso Gentsch/picture-alliance/dpa/AP Images

Il caldo che scioglie l’Europa impatta sull’organismo delle persone con diabete, ma anche sui device. L’analisi della Sid

Il caldo che scioglie l’Europa rischia di mandare in tilt i sistemi di monitoraggio continuo del glucosio. A sperimentarlo sulla propria pelle, durante la semifinale del torneo di Halle, il tennista Alexander Zverev, atleta con una diagnosi di diabete di tipo 1 arrivata a 4 anni.

“Ho avuto enormi problemi con la glicemia, perché il sensore che uso mi ha dato una lettura sbagliata. Indicava valori molto alti quando in realtà erano bassi, così mi sono iniettato molta più insulina di quanto avrei dovuto”, ha detto il numero tre del mondo dopo il match. Per compensare la conseguente ipoglicemia, durante la partita il campione ha dovuto consumare circa 350 grammi di zucchero.

“Mi sentivo malissimo ma è il primo episodio del genere in nove anni di monitoraggio continuo”. Un episodio raro ma possibile, che in occasione di questa ondata di calore spinge gli esperti della Società Italiana di Diabetologia (Sid) a fare il punto sugli effetti del caldo per i pazienti con diabete.

Caldo e diabete: che succede all’organismo

“La sudorazione abbondante favorisce la disidratazione, che a sua volta può ‘concentrare’ il sangue, elevare la glicemia e interferire con il corretto assorbimento dell’insulina”, spiega la presidente Sid Raffaella Buzzetti.

“Il caldo determina anche una vasodilatazione cutanea che accelera l’assorbimento dell’insulina iniettata, aumentando il rischio di ipoglicemie improvvise, soprattutto se ci si muove o si fa sport nelle ore più calde. Nelle ondate di calore il rischio di oscillazioni rapide e di episodi ipoglicemici aumenta in modo significativo, in particolare nei bambini e nei giovani con diabete di tipo 1. Anche l’esposizione prolungata al sole, se causa scottature, costituisce uno stress per l’organismo, che porta ad un aumento della glicemia. Per questo è opportuno restare all’ombra nelle ore più calde e proteggere la pelle con creme solari ad ampio spettro”.

L’effetto del caldo sui sensori

I sensori per il monitoraggio continuo della glicemia hanno cambiato la vita alle persone con diabete: misurano il glucosio attraverso una reazione enzimatica calibrata sulla temperatura corporea, intorno ai 37°C. “Un’esposizione prolungata a temperature ambientali molto elevate può alterare questa chimica e generare letture errate o instabili. Anche la sudorazione eccessiva e l’umidità – avverte la specialista – possono indebolire l’adesivo che fissa il sensore alla pelle: un sensore che si stacca parzialmente o si sposta altera il microambiente sottocutaneo in cui avviene la misurazione, con conseguenti letture poco attendibili”.

Il calore prolungato può inoltre incidere sulla durata della batteria del trasmettitore e sulla trasmissione del segnale allo smartphone. “Di fronte ad una lettura di glicemia ‘sospetta’ è bene fare un controllo con un glucometro tradizionale (la ‘punturina’ al dito), prima di adottare misure correttive che potrebbero rivelarsi sbagliate”, consiglia la presidente Sid.

Insulina, strisce e altri presidi per il diabete mai in auto

Il calore eccessivo può accelerare la degradazione dell’insulina, riducendone l’efficacia. “I flaconi non ancora aperti vanno conservati in frigorifero tra 2°C e 8°C, mentre quelli in uso possono restare a temperatura ambiente, ma in genere fino a circa 25-30°C (bisogna seguire le indicazioni del produttore). Anche le strisce reattive e i glucometri possono perdere precisione se esposti a temperature troppo elevate. È quindi importante non lasciare mai insulina, sensori di scorta o strisce in macchina, alla luce diretta del sole o in ambienti privi di climatizzazione. In estate è meglio utilizzare borse termiche per il trasporto”.

Dal canto suo Zverev, archiviata la sconfitta di Halle, ha confermato che l’episodio non lo preoccupa in vista di Wimbledon. “Ma la sua disavventura ricorda a tutte le persone con diabete l’importanza di adottare queste semplici precauzioni quando le temperature si impennano”, conclude Buzzetti.

© Riproduzione Riservata