Una vittoria speciale, quella di Alexander Zverev al Roland Garros, per chi fa i conti con il diabete e per chi ha dedicato la vita a combattere questa patologia. “Zverev ha il diabete di tipo 1 da quando aveva 4 anni. Il suo successo è un messaggio di speranza, la dimostrazione di come si possa arrivare ad essere primi nello sport, pur con questa malattia cronica”. A dirlo a LaSalute di LaPresse è Raffaella Buzzetti, presidente della Società italiana di diabetologia.
“Naturalmente ci è dispiaciuto per il nostro Flavio Cobolli – precisa la specialista – ma la vittoria di Zverev conferma come oggi sia possibile giocare ininterrottamente per 5 ore, controllando la glicemia. Una possibilità legata all’esperienza maturata dal campione in questi anni, ma anche alla tecnologia e all’insulina, che hanno fatto progressi importanti”.
I numeri del diabete in Italia e la tecnologia
Stando alle stime gli italiani affetti da diabete di tipo 1 sono circa 300.000. L’evoluzione scientifica e tecnologica ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni, consentendo una gestione ottimale del controllo glicemico.
“Oggi – riflette Buzzetti – disponiamo di insuline di ultima generazione che vengono incontro alle esigenze delle persone con diabete. Ma anche di una tecnologia che aiuta molto nello sport”, dice Buzzetti. Zverev ha un sensore che monitora la glicemia, mentre le telecamere hanno catturato il momento in cui si somministra insulina in campo.
Tennis e non solo: i campioni con diabete
“Oggi il messaggio è che si può fare qualsiasi sport ai massimi livelli pur avendo il diabete di tipo 1: la vittoria di Zverev ne è la dimostrazione. Sosteniamo la valenza dello sport nelle persone con questa patologia e anche quanti lo fanno a livelli agonistici”, aggiunge la diabetologa.
“Io stessa seguo un giovane paziente con diabete di tipo 1 da quando aveva 4 anni e ipovedente che – racconta Buzzetti – ha raggiunto i massimi livelli nel nuoto paralimpico, altra dimostrazione esemplare di come si possano ottenere grandi risultati nello sport”.
Insomma, la vittoria di Alexander Zverev “è un messaggio di speranza per chi ha questa patologia. Ma è anche importante per la nostra campagna a favore degli atleti con diabete nelle forze armate. Abbiamo degli sportivi che gareggiano a livello nazionale e internazionale in varie discipline e che sosteniamo, come Fesdi (Federazione delle società diabetologiche italiane) con delle borse di studio, perché pur avendo raggiunto questi livelli non possono far parte dei gruppi militari e di polizia per via di un regio decreto del 1932, ormai del tutto obsoleto. Il tema è stato portato all’attenzione della politica e siamo fiduciosi che il decreto regio possa essere superato”, conclude Buzzetti.

