“Ho imparato che non bisogna mai giudicare un libro dalla copertina”. Lo dice con un sorriso Davide Bendotti, atleta paralimpico e testimonial Lilly per Milano Cortina 2026, che oggi è intervenuto all’incontro ‘Relazioni. La visione dei pazienti per la sanità di domani’, terza edizione della piattaforma istituzionale dedicata al dialogo: 16 realtà, rappresentative di oltre 20 milioni di persone, hanno incontrato a Roma i rappresentanti delle Istituzioni e del Governo.
L’incidente e la ripartenza
A 17 anni un grave incidente motociclistico, in cui perde il suo migliore amico, porta via a Bendotti la gamba sinistra, amputata sopra il ginocchio. Parlando con LaPresse, l’atleta lo descrive come un momento drammatico, che è stato anche una ripartenza, oltre la disabilità. “Nel corso della mia seconda vita ho imparato a non giudicare troppo le persone dall’aspetto: quando indosso la protesi e un pantalone lungo, le persone non notano la mia amputazione. Prima di esprimere dei giudizi è importante cercare di capire quello che le persone possono aver vissuto”.
Lo sport per rinascere
Uno sguardo attento che, in Davide Bendotti, si accompagna all’amore per lo sport. “Per me significa tutto: è stato il mezzo che mi ha permesso di rinascere e di ottenere, per assurdo, probabilmente anche una vita migliore”, racconta lo sciatore.
“Certo, quello che mi manca di più è il mio amico Alessandro, che purtroppo non tornerà più indietro. Ma se dovessi davvero mettere sul piatto di una bilancia le cose che ho ottenuto nella mia vita post-incidente e in quella precedente, farei davvero fatica a scegliere quale sia la migliore”, ammette.
“Non mollare mai”
A Roma l’atleta ha incontrato i rappresentanti di 16 associazioni di pazienti che si battono per l’accesso alle cure e all’innovazione, ma anche per l’equità del diritto alla salute. Qual è il suo messaggio? “Non mi reputo un maestro di vita – si schermisce – quindi non sono qui per insegnare nulla a nessuno. Però magari, raccontando la mia storia, posso stimolare le persone a credere di più in se stesse, a non mollare quando l’abbandono sembra la cosa più facile. Ma a svegliarsi tutti i giorni, cercando nuovi stimoli per rifiorire”.
Oggi dopo il quinto posto nella combinata, l’ottavo nello slalom e il nono in super G a Milano Cortina 2026, Davide Bendotti guarda al futuro. “Si sono concluse le Paralimpiadi più importanti della mia carriera sportiva. Ora punto a recuperare un po’ di energie fisiche e mentali per poi riprendere la preparazione in vista della prossima stagione invernale, che sarà comunque molto importante”. All’orizzonte i Mondiali e il prossimo traguardo: le Paralimpiadi in Francia nel 2030.

