Caldo, gli effetti sul cervello e i consigli del neurologo

Caldo, gli effetti sul cervello e i consigli del neurologo
(Foto di Valentina Stefanelli/Lapresse)

Con il caldo il cervello deve lavorare di più: tutti i motivi per cui aumentano stanchezza e nervosismo

A vedere il calendario l’estate è ancora lontana, ma il caldo già ci avvolge con la sua cappa opprimente, condizionando benessere fisico e salute mentale. “Con le temperature alte l’organismo entra in una condizione di stress: il caldo ha un forte effetto anti-ipertensivo, dilata le arterie e favorisce la perdita di acqua e sali minerali, mentre la pressione tende ad abbassarsi”, spiega a LaSalute di LaPresse Piero Barbanti, ordinario di Neurologia dell’Irccs-Università San Raffaele di Roma. 

Il ‘lavoro’ del cervello col caldo

Il cervello, per mezzo dell’ipotalamo, deve quindi “modificare i parametri del sistema nervoso simpatico e parasimpatico per ristabilire un equilibrio”, provocando nervosismo e irritabilità. A peggiorare la situazione contribuisce anche il sonno. “Col caldo si dorme meno e peggio, perché ostacola i meccanismi fisiologici del riposo: durante la notte il corpo dovrebbe disperdere calore verso l’esterno, ma le temperature elevate rendono il processo poco efficace”, chiarisce il neurologo. 

La mattina ci svegliamo quindi “con minore prontezza neurologica e una maggiore sensazione di fatica. Durante la giornata il cervello – aggiunge Barbanti – dovrà compiere uno sforzo significativo per contrastare l’abbassamento della pressione e la perdita di liquidi e sali minerali”.

I soggetti più a rischio

A rischio sono soprattutto gli anziani, che “possono andare incontro a scompensi dei livelli di sodio” e chi assume diuretici o farmaci per la pressione. Per loro è consigliabile “consultare il medico per valutare un adeguamento della terapia”. 

Tempi duri anche per chi soffre di emicrania. “D’estate siamo portati a consumare più drink e bevande come il caffè freddo: alcol e caffeina in eccesso possono favorire l’insorgenza del mal di testa”, fa notare lo specialista. Il caldo peraltro “tende ad accelerare la velocità con cui vengono trasmessi gli impulsi nervosi”, favorendo l’innesco dell’emicrania. 

Gli errori da evitare

Tra gli errori più comuni da evitare, “l’assunzione di bevande troppo fredde, che comportano un rischio di congestione. La regola più importante, però, è sempre quella dell’idratazione regolare e costante, idealmente un bicchiere d’acqua abbondante ogni ora”, suggerisce Barbanti. “Infine evitare, nei limiti del possibile, di uscire nelle fasce orarie più calde. E limitare il consumo di alcolici e caffè”.  

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