Si è fatto attendere forse un po’ più del dovuto, ma alla fine il caldo è arrivato e con esso le preoccupazioni per la salute di anziani e cardiopatici. Ma che cosa avviene al corpo quando le temperature incominciano a salire drasticamente? Il nostro organismo mette in atto un meccanismo di difesa per disperdere il calore verso l’esterno: la vasodilatazione periferica.
Il caldo e la vasodilatazione
“Allargando i vasi sanguigni, il corpo cerca di raffreddarsi, ma questo processo aumenta il rischio di un ristagno di sangue nelle vene delle gambe. È per questo motivo che in estate molte persone, in particolare le donne, tendono ad avvertire una sensazione di pesantezza, gambe gonfie e un peggioramento dei sintomi dell’insufficienza venosa”, spiega a LaSalute di LaPresse Eugenio Stabile, ordinario di Cardiologia all’Università della Basilicata e direttore dell’Unità operativa complessa di Cardiologia dell’Ospedale San Carlo di Potenza.
La dilatazione delle arterie, “combinata con la perdita di liquidi attraverso il sudore e la conseguente riduzione del volume del sangue, ci espone più facilmente a cali di pressione”, prosegue lo specialista. Ecco perché, con l’arrivo del caldo, è sempre bene controllare il dosaggio dei medicinali per la pressione con il proprio specialista.
La reazione del cuore
Poi c’è la risposta del cuore. “Quando sudiamo molto a causa del caldo, il volume di sangue nelle arterie si riduce, innescando meccanismi di compensazione naturale come la tachicardia”, chiarisce Stabile.
Per garantire che l’organismo riceva sempre la giusta quantità di sangue, “il corpo deve bilanciare costantemente pressione arteriosa e frequenza cardiaca. Se la pressione si abbassa a causa della disidratazione, il cuore è costretto ad aumentare i battiti. È questo il fenomeno che i pazienti avvertono sotto forma di palpitazioni”, aggiunge l’esperto.
I consigli per i soggetti a rischio
È proprio per questo motivo che i cardiopatici sono tra i soggetti più a rischio con le ondate di calore. Oltre agli anziani, per i quali è consigliabile non esporsi a temperature elevate e restare il più possibili in spazi freschi e ventilati.
Ma il consiglio fondamentale resta sempre lo stesso: “Bere molta acqua e mantenersi costantemente idratati. Ai pazienti più anziani si raccomanda inoltre di evitare campi di postura repentini per prevenire bruschi cali di pressione. In generale – conclude Stabile – non vanno sottovalutati alcuni campanelli d’allarme: vertigini, astenia e palpitazioni sono segnali che meritano attenzione”.

