A 50 anni dal successo di Adriano Panatta un altro italiano torna a trionfare agli Internazionali di Roma: è Jannik Sinner, il numero uno del mondo che continua a macinare record e sta risvegliando la passione degli italiani per il tennis. Ma se crescono gli amatori che si avvicinano a questo sport, aumenta anche il numero di traumi e infortuni.
“Il tennis è uno sport particolarmente aggressivo per le articolazioni, che prima o poi vanno incontro a qualche problema”, spiega a LaSalute di LaPresse Raffaele Garofalo, responsabile Ortopedia di Humanitas Irccs di Rozzano (Milano) e presidente della Società italiana di chirurgia della spalla e del gomito.
Gli infortuni tra i più giovani
C’è una categoria, in particolare, che desta preoccupazione. “Se guardiamo ai numeri del tennis junior, per il quale disponiamo di una banca dati affidabile, il numero dei traumi sta crescendo in modo significativo, perché aumenta la pressione sui ragazzi che praticano questo sport a livello agonistico”, spiega Garofalo.
Uno su mille ce la fa
Una tensione dovuta alla competizione crudele per tentare l’approdo tra i grandi del tennis: “Su mille ragazzini che incominciano, in media, solo uno o due riusciranno a giocare a tennis a livello professionistico dopo i 18 anni. I ragazzi vanno tutelati dalle pressioni eccessive, sia fisiche che psicologiche, oggi sempre più frequenti”, avverte lo specialista.

Le articolazioni a rischio: la spalla
Tornando agli infortuni, le sedi maggiormente coinvolte sono spalla, gomito e polso. “Nei più giovani il sovraccarico articolare, associato all’ampiezza dei movimenti richiesti, può favorire una sorta di instabilità della spalla”, chiarisce Garofalo.
Ma a rischio sono anche i tendini della cuffia dei rotatori. “Nel tennis il braccio lavora spesso oltre la testa, soprattutto quando il gesto atletico non viene eseguito in modo corretto”. Anche quando la meccanica del gesto è impeccabile, però, “la semplice reiterazione del movimento nel tempo può comunque determinare un danno”.
Il gomito e il polso
Per quanto riguarda il gomito, se i tennisti junior rischiano danni osteocondrali, dopo i vent’anni “aumenta la possibilità di sviluppare patologie legate al sovraccarico tendineo, dovute anche qui alla ripetizione del gesto nel tempo”. Il polso può invece essere interessato da patologie tendinee come le tenosinoviti.
La prevenzione
La primo forma di tutela, come sempre, è la prevenzione. “Molte persone si infortunano o perché non sono abbastanza allenate – è il caso degli amatori – o perché si allenano troppo e quindi per un eccessivo sovraccarico”, sottolinea Garofalo.
Durante un allenamento di tennis lo stesso movimento viene “ripetuto centinaia di volte. Bisogna imparare a gestire i carichi di lavoro e dare grande importanza alla qualità del gesto tecnico”.
La terapia
Il primo approccio “è sempre di tipo riabilitativo,con modifica del movimento e rinforzo mirato dei gruppi muscolari”, evidenzia l’esperto.
L’obiettivo, prosegue, “è potenziare quei muscoli che non lavorano in modo adeguato e che finiscono per creare un sovraccarico su uno specifico distretto articolare”. Soltanto in seconda battuta si ricorre alla chirurgia, che può risolvere il problema ma è più complessa e allunga i tempi di recupero.

