Salgono a 29 i casi di meningite in Uk e la preoccupazione cresce. Ma contro questa malattia esiste un vaccino. A ricordarlo è il presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip), Rino Agostiniani. “Il recente focolaio di meningite meningococcica B nel Regno Unito, che ha coinvolto studenti e ha causato anche decessi, conferma ancora una volta che il vaccino è la più importante arma che abbiamo contro una malattia infettiva che può avere esiti fatali o gravemente invalidanti”.
Insomma, ad alimentare indirettamente questi focolai è la diffusione di informazioni scorrette, insieme alla scarsa consapevolezza del rischio, che porta a ‘dimenticare’ la vaccinazione.
Chi rischia di più
Se i sintomi iniziali della meningite possono essere aspecifici, come febbre e malessere, l’evoluzione può portare a quadri clinici severi, con sepsi, danni neurologici permanenti o morte. “I più a rischio sono i bambini nel primo anno di vita e gli adolescenti – ricorda Agostiniani – due fasce molto diverse ma entrambe vulnerabili: i più piccoli per l’immaturità del sistema immunitario, i più grandi per le maggiori occasioni di trasmissione legate alla vita sociale”.
Il vaccino contro il meningococco B
La buona notizia è che esiste un vaccino efficace. In Italia la vaccinazione contro il meningococco B è offerta gratuitamente nel primo anno di vita. Per gli adolescenti, invece, l’offerta varia da regione a regione: un esempio delle diseguaglianze di salute contro le quali Sip si batte da sempre.
Ecco allora un monito ai genitori con figli teenager: “Proprio in questa fascia d’età si concentra una maggiore esposizione al rischio, legata alla vita di comunità, alla socialità e ai contatti ravvicinati. Per questo è fondamentale controllare lo stato vaccinale e promuovere il completamento dei cicli e delle vaccinazioni raccomandate. La prevenzione non si esaurisce nei primi anni di vita, ma deve accompagnare tutto il percorso di crescita,” aggiunge Agostiniani.
Focolaio alimentato dalla disinformazione
“Mettere in dubbio l’efficacia e la sicurezza dei vaccini significa aumentare concretamente l’esposizione a malattie gravi ma prevenibili. La diffusione di informazioni scorrette, insieme alla scarsa consapevolezza del rischio e alla mancata aderenza alle tempistiche del Calendario vaccinale, riduce l’adesione vaccinale”, riflette lo specialista. In questo modo la malattia trova soggetti vulnerabili e ci ritroviamo a fare i conti con focolai come quello britannico.

