Quanti italiani ormai non iniziano la giornata senza un caffè e una capsula antiage, per fare il pieno di energia o rafforzare le proprie difese immunitarie? Forse facciamo prima a fare il calcolo opposto: 8 connazionali su 10 (85%) hanno utilizzato integratori nell’ultimo anno e 1 su 3 li prende regolarmente tutti i mesi. Insomma solo il 15% non li ha mai usati.
Inoltre quasi 8 persone su 10 ritengono che gli integratori abbiano migliorato il proprio benessere. A testimoniarlo è l’indagine ‘Italiani e Integratori alimentari’ realizzata da AstraRicerche per conto di Integratori & Salute, associazione che fa parte di Unione Italiana Food, aderente a Confindustria.
Un salto in farmacia
Così scopriamo che la farmacia è il luogo di elezione per l’acquisto di integratori alimentari (61%), seguita a distanza dall’online (33%) e dalla grande distribuzione (21,5%).
Due utenti su 3 (65%) si affidano al consiglio di medici e farmacisti, che rappresentano le figure professionali più influenti sull’acquisto. Mentre un connazionale su tre (34%) si affida al “fai da te”, una pratica sconsigliata e che – ricordano da Integratori & Salute – può comportare dei rischi.
“Gli italiani mostrano una crescente fiducia verso gli integratori alimentari”, afferma Germano Scarpa, presidente di Integratori & Salute. “Non si tratta di un acquisto impulsivo, ma di un utilizzo fatto con frequenza e metodo, basato sulla percezione di un reale giovamento per il benessere fisiologico e il miglioramento della qualità della vita”.
Per Scarpa “il mercato degli integratori in Italia ha dimostrato una resilienza straordinaria, evolvendo da settore di nicchia a pilastro fondamentale del mantenimento del benessere”.
Dottor Google batte l’influencer
Anche i canali digitali stanno acquistando un ruolo importante per la Gen Z e i Millennial, che chiedono al Dottor Google (22%) o si rivolgono ai siti web dei produttori (12,5%). Ancora marginali i social network (8%) e gli influencer (5%).
“Se la farmacia è un punto di riferimento per il consumatore è perché il cittadino riconosce nel professionista della salute un importante filtro di attendibilità”, prosegue Scarpa convinto dell’importanza di “continuare a investire nella formazione, in quanto la qualità del prodotto deve sempre camminare di pari passo con la qualità del consiglio”. Solo così “si combatte la disinformazione, anche del web”.
I più gettonati
Quanto alle tipologie di integratori più diffuse, dopo quelli per le difese immunitarie (39%) e per l’energia fisica (37%), figurano i prodotti destinati a bisogni più specifici, come quelli destinati a ossa, dieta, bellezza, intestino. Anche quelli per sonno, stress o umore (18%) e concentrazione (16%) vanno forte, come si legge nell’indagine.

