Dalla formula 1 al phon, i rumori colorati sono amici del sonno?

Dalla formula 1 al phon, i rumori colorati sono amici del sonno?

La ricerca e le prove dell’efficacia dei rumori colorati sul sonno: il focus dei dottori anti-bufale.

Dal rombo dei motori della Formula 1 al chiacchiericcio di una serie tv, fino al rumore del phon o ai palleggi delle partite a tennis: quanti di voi non riescono a resistere con gli occhi aperti? Ebbene, su social e piattaforme di streaming si moltiplicano le raccolte di rumore bianco, ma anche rosa o marrone, proposte come rimedio contro linsonnia e lo stress. Ma davvero alcuni rumori sono amici del sonno?

A rispondere – in occasione della Giornata mondiale del sonno – sono i medici anti-bufale di Dottoremaeveroche.it, il portale contro le fake news della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici).  Ebbene, in barba ai racconti degli appassionati la ricerca scientifica “su questo tema è ancora limitata e le prove non sono solide come invece il marketing vorrebbe far credere – avvertono gli esperti – Le ipotesi sull’efficacia di questi suoni sul sonno sono diverse. La più diffusa sostiene che i rumori a banda larga riescano a nascondere quelli ambientali che, quando siamo a letto, possono catturare l’attenzione e interferire con il rilassamento”. Ma facciamo un passo indietro.

Dottore, cos’è il rumore bianco?

“Il rumore bianco è un tipo specifico di suono a banda larga che comprende tutte le frequenze udibili nello spettro sonoro. Tipicamente ci si riferisce al rumore bianco come a quello di una radio sintonizzata su una frequenza vuota (o come il fruscio di una tv analogica senza segnale). Il cervello percepisce questo rumore come un sottofondo neutro e uniforme, capace quindi di attenuare la percezione di rumori molesti come traffico, sirene o cantieri”, ricordano i dottori anti-bufale.

Il colore dei rumori

Non c’è solo il bianco. Pensiamo alle frequenze sonore come a un arcobaleno. “Le diverse tonalità appartengono a uno spettro che viene percepito dall’orecchio e dal cervello in modi diversi. Ad esempio, il rumore rosa è una variante con i toni bassi più accentuati: è, dunque, meno potente e squillante. Ascoltare il rumore rosa potrebbe essere paragonato ad ascoltare il suono dell’acqua che scorre o quello del fruscio del vento tra le foglie di un albero”.

Il rumore marrone, invece, “è un tono più basso, paragonabile a quello di un fiume in piena: questo brusio sembrerebbe favorire il relax notturno o la produttività e la concentrazione nel corso della giornata”, spiegano gli esperti. Ma attenzione: “Come per gli altri rumori colorati, le evidenze scientifiche restano ancora limitate”.

Cosa dice la ricerca sui rumori e il sonno

Ma perché a livello personale molti sottolineano di beneficiare di queste strategie? Secondo alcune ricerche a scattare è l’effetto routine: “Ascoltare determinate sequenze di suoni diventa una routine serale, al pari di un bagno caldo o di una tisana. Entrambi gli aspetti non sono facilmente misurabili e gli effetti sono molto variabili, personali”. 

Insomma i miglioramenti del sonno sarebbero magari legati ad altri fattori in gioco. “Per lo stesso motivo, non esistono indicazioni su come utilizzare i rumori: non è possibile raccomandare durata dell’utilizzo, tipologia e volume dei suoni adatti a chiunque. Dimostrare l’efficacia oggettiva del rumore bianco è un obiettivo che la ricerca scientifica non ha ancora raggiunto”. Attenzione poi ad alcuni rischi. 

Rumore rosa contro tappi

Preferite i tappi per allontanare suoni molesti? Ebbene, analizzando in laboratorio la qualità del sonno su adulti sottoposti a rumore rosa e altri partecipanti con tappi auricolari è emerso che le frequenze rosa avevano ridotto la fase Rem del sonno (dall’inglese Rapid Eye Movement) “quella in cui si sogna più intensamente, il cervello consolida i ricordi e regola emozioni e stress”.  I tappi, invece, si sono dimostrati più efficaci nell’isolare dai rumori ambientali.

“Non conosciamo, al momento, l’eventuale impatto negativo a lungo termine legato all’abitudine di addormentarsi con i rumori a banda larga. Considerata la loro elevata popolarità, sarebbe necessario misurarne gli effetti non solo sul sonno ma anche sulla salute delle orecchie e sulle prestazioni cognitive”, concludono i dottori anti-bufale, interrogandosi sui rischi di sviluppare una sorta di dipendenza da questa strategia.

Cosa fare? In attesa dei risultati della ricerca “il buon senso suggerisce di non abituarsi ad addormentarsi esclusivamente con questi suoni. Se le playlist di rumori a tema colore sono piacevoli e rilassanti, possono far parte della nostra routine serale, ma – concludono gli esperti – non consideriamole un trattamento per l’insonnia”.

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