Iran, Israele: ucciso comandante della Marina dei Pasdaran. Teheran impone pedaggio a Hormuz – La diretta

Iran, Israele: ucciso comandante della Marina dei Pasdaran. Teheran impone pedaggio a Hormuz – La diretta
(AP Photo/Alex Brandon)

Il tycoon ha parlato di un regime che “implora un accordo”. Intanto Israele annuncia l’uccisione del comandante della Marina dei Pasdaran

Non si ferma la guerra in Iran. L’aeronautica israeliana ha messo in atto nella notte raid aerei “su larga scala” in diverse aree dell’Iran. Lo ha dichiarato l’esercito israeliano (Idf) come riportato dal Times of Israel. L’esercito ha specificato che gli attacchi hanno preso di mira “siti infrastrutturali del regime iraniano”.

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Guerra in Iran – Tutte le notizie di oggi 26 marzo
Inizio diretta: 26/03/26 07:10
Fine diretta: 26/03/26 23:30
Rubio: "E' interesse dei Paesi G7 assisterci nello Stretto di Hormuz"

E’ “nell’interesse” degli altri Paesi del G7 “fornire assistenza” agli Stati Uniti per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio, in partenza per la Francia per partecipare al G7 Esteri. “Gli altri Paesi ricavano da quella zona una quota di carburante ben superiore alla nostra” ed è “nel loro interesse nazionale, ha aggiunto il segretario di Stato

Colloquio tra Rubio e il premier curdo Barzani

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto oggi un colloquio con il primo ministro del governo regionale del Kurdistan Masrour Barzani. Rubio, riferisce il dipartimento di Stato, ha espresso le proprie condoglianze alle famiglie dei Peshmerga rimasti uccisi in un attacco missilistico iraniano il 24 marzo e ha augurato una pronta guarigione ai feriti. Il segretario ha condannato fermamente i continui attacchi da parte dell’Iran e delle milizie terroristiche irachene allineate con l’Iran contro i cittadini statunitensi e le infrastrutture energetiche in tutto l’Iraq. Rubio ha inoltre espresso la propria gratitudine al governo regionale del Kurdistan per avere consentito al petrolio proveniente dall’Iraq, inclusa la Regione del Kurdistan iracheno, di raggiungere i mercati globali.

Tajani parla con l'omologo saudita: "Dall'Italia ferma condanna ad attacchi"

La ferma condanna dell’Italia per gli ingiustificati attacchi iraniani all’Arabia Saudita è stata al centro del mio incontro con il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud al G7 in Francia”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Ho espresso gratitudine per il sostegno garantito ai nostri connazionali e discusso delle ripercussioni economiche della crisi, in particolare sul traffico nello Stretto di Hormuz”, spiega. “La diversificazione delle rotte commerciali è una priorità strategica. Ho ribadito anche il ruolo che l’Arabia Saudita avrà nello sviluppo del Corridoio Imec. Europa e Golfo condividono un interesse fondamentale per la stabilità: intendiamo promuovere un rafforzamento concreto dei rapporti politici ed economici tra G7, Europa e Paesi del Golfo attraverso nuovi accordi e maggiori investimenti”, aggiunge

Lavrov: "Russia non fornisce informazioni di intelligence a Teheran"

“Abbiamo già detto che abbiamo strette relazioni con l’Iran. Abbiamo un accordo di cooperazione militare e tecnica. Abbiamo fornito all’Iran alcuni materiali di livello militare, ma non possiamo concordare con l’accusa di aiutare l’Iran, di trasmettere informazioni di intelligence”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov in un’intervista a France 2. “Le coordinate delle basi americane nella regione non sono segrete, queste informazioni sono di dominio pubblico”, ha aggiunto

Media israeliani, Trump propenso a ordinare operazione di terra

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sembra propenso a ordinare un’operazione di terra contro l’Iran, con Washington convinta che Teheran cederà sotto tale pressione militare. Lo ha dichiarato a Times of Israel un funzionario di uno dei Paesi che mediano tra gli Stati Uniti e l’Iran, secondo cui Washington ha ammesso in privato che è improbabile che Teheran accetti le concessioni previste dal piano americano in 15 punti e che ha inviato migliaia di soldati nella regione per conquistare l’isola di Kharg su ordine del presidente. Un secondo funzionario di un Paese mediatore ha avvertito che, sebbene gli Stati Uniti possano riuscire a conquistare l’isola, mantenerne il controllo per un periodo prolungato richiederà molti più soldati e combattimenti più lunghi, ben oltre le quattro-sei settimane che Washington ha dichiarato pubblicamente come durata prevista della guerra. Entrambi i funzionari hanno affermato che l’Iran difficilmente capitolerà, indipendentemente dal fatto che venga avviata o meno un’operazione di terra.

Trump: "Colloqui procedono bene, ultimatum spostato a lunedì"

Su richiesta del governo iraniano, la presente dichiarazione serve a comunicare che sospendo il periodo di distruzione degli impianti energetici per 10 giorni, fino a lunedì 6 aprile 2026, alle ore 20:00 (ora della Costa Orientale)”. Lo annuncia Donald Trump su Truth. “I colloqui sono in corso e, nonostante le erronee dichiarazioni contrarie diffuse dai media delle ‘Fake News’ e da altri soggetti, stanno procedendo molto bene”, aggiunge il presidente americano

Soldato israeliano ucciso in attacco Hezbollah nel sud del Libano

Un soldato di 21 anni delle Forze di Difesa Israeliane è morto e altri quattro sono rimasti feriti in un attacco missilistico anticarro di Hezbollah nel sud del Libano. Lo ha annunciato l’esercito. E’ il quarto militare dell’Idf a essere ucciso nella rinnovata offensiva di terra israeliana. Secondo un’indagine dell’esercito, alcuni militanti di Hezbollah avrebbero lanciato due missili anticarro da un’area a nord del fiume Litani, nel settore orientale del Libano meridionale, prendendo di mira un carro armato israeliano. Il primo missile è stato intercettato, il secondo ha colpito il carro armato, uccidendo il soldato e ferendo altri membri dell’equipaggio.

Idf: "Continueremo a dare la caccia ai leader di Teheran"

L’esercito israeliano continuerà a dare la caccia ai leader iraniani, in seguito all’uccisione del capo della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, Alireza Tangsiri. Lo ha annunciato il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane Effie Defrin. “Le eliminazioni non si fermeranno; continueremo a dare la caccia a chiunque minacci Israele”, ha affermato. Secondo Defrin, dall’inizio della guerra l’esercito ha colpito oltre 1.000 obiettivi appartenenti alle industrie di produzione di armi iraniane. “Fabbriche che producono missili, droni e sistemi di difesa”, ha dichiarato, aggiungendo che l’Idf colpirà “tutti i beni delle industrie di armi”. “Nei prossimi giorni consolideremo i risultati ottenuti e allontaneremo questa minaccia per molto tempo”, ha detto.

Teheran: "Accoglieremo le richieste di Madrid per passaggio Stretto Hormuz"

L’ambasciata iraniana in Spagna ha detto che Teheran “è disponibile ad accogliere qualsiasi richiesta da parte di Madrid” in relazione al passaggio delle navi dallo Stretto di Hormuz. “L’Iran considera la Spagna un Paese impegnato nel rispetto del diritto internazionale ed è pertanto disponibile ad accogliere qualsiasi richiesta da parte di Madrid”, ha scritto l’ambasciata in un tweet, con l’hashtag #Stretto di Hormuz, pubblicando poi una mappa del corridoio da cui transita circa il 20% del petrolio e del gas mondiale

La Farnesina aggiorna l'avviso di viaggio per l'area del Golfo

La Farnesina, tramite l’Unità di Crisi, ha aggiornato l’avviso di viaggio per l’intera area del Golfo in considerazione della perdurante instabilità. In particolare, riferisce il ministero degli Esteri in una nota, si consiglia ai connazionali che abbiano previsto una destinazione o un transito nell’area di riconsiderare i viaggi se non strettamente necessari e di tenere conto delle possibili variazioni nella programmazione. A chi fosse già presente nell’area e decidesse di restare si raccomanda di osservare le raccomandazioni delle autorità locali e di valutare la partenza di persone fragili o in stato di difficoltà. Sono stati inoltre aggiornati gli avvisi di viaggio per Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Iraq, Kuwait, Oman, e Qatar. Nel caso di Emirati Arabi Uniti e Qatar si suggerisce di posticipare viaggi non essenziali, compresi eventuali scali aerei verso altre destinazioni. Per Arabia Saudita, Giordania e Oman si raccomanda di valutare con attenzione la necessità di intraprendere un viaggio in o attraverso questi Paesi in base alla situazione in atto. In Bahrein e Kuwait lo spazio aereo risulta tuttora chiuso. In Iraq restano sconsigliati tutti i viaggi a qualunque titolo. Infine, la Farnesina ricorda a tutti i connazionali in viaggio di registrarsi sul sito Dove Siamo nel Mondo e di scaricare l’App Viaggiare Sicuri per aggiornamenti in tempo reale.

Francia presiede videoconferenza militare di 35 Paesi su Stretto di Hormuz

I capi di Stato Maggiore delle Forze armate di 35 Paesi si sono incontrati in videoconferenza per creare una coalizione volta a contribuire alla “ripresa della navigazione nello stretto di Hormuz dopo la cessazione dei combattimenti”. Lo ha annunciato il ministero francese delle Forze Armate, citato da Bfmtv. L’incontro, “organizzato dal capo di Stato Maggiore delle Forze armate francesi ha permesso di raccogliere le posizioni dei paesi che desidererebbero partecipare a un’iniziativa coordinata volta a contribuire alla sicurezza della navigazione marittima in quest’area strategica”. L’iniziativa è “scollegata dalle operazioni militari in corso nella regione” e “si inserisce in una logica strettamente difensiva”, ha precisato il ministero, ribadendo la posizione di numerosi Paesi che si dichiarano pronti a lavorare per la sicurezza dello stretto, ma che non vogliono essere associati alle offensive americane e israeliane.

Ghalibaf: "Nessuno può imporci un ultimatum"

“La vostra presenza per le strade e il sacrificio delle forze armate hanno creato condizioni per una storica vittoria”. Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, elogiando il “popolo eroico”. “Nessuno può imporre un ultimatum all’Iran e agli iraniani”, ha aggiunto.

Wadephul: "Serve linea comune G7, importante dialogo con Rubio"

Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha sollecitato un approccio comune con gli Stati Uniti per una rapida fine della guerra con l’Iran in occasione della riunione dei ministri degli Esteri del G7. “Dobbiamo e ci impegneremo a trovare soluzioni comuni in intense discussioni nei prossimi giorni. Per quanto difficile possa essere, data la situazione”, ha affermato Wadephul all’inizio della riunione a Vaux-de-Cernay, a ovest di Parigi. Bisogna prevenire un’ulteriore destabilizzazione, garantire la libertà economica e sviluppare prospettive per la fine delle ostilità e per il periodo successivo, ha dichiarato Wadephul dopo un primo scambio di opinioni con i suoi omologhi britannica Yvette Cooper e francese Jean-Noel Barrot. Wadephul ha affermato che era “positivo, importante e giusto” che il gruppo potesse parlare anche con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Si è detto fiducioso “che si possa definire una posizione comune”. “Naturalmente, l’obiettivo è porre fine a questo conflitto il più rapidamente possibile, ma anche in modo sostenibile”. Ciò significa garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, bloccato dall’Iran, e assicurare che Teheran non rappresenti una minaccia futura per Israele, gli altri Stati vicini o l’Europa.

Idf: "Uccisi in scontri 750 militanti di Hezbollah in Libano"

L’esercito israeliano ha ucciso oltre 750 militanti di Hezbollah in Libano da quando le ostilità sono aumentate nel contesto della guerra con l’Iran. Lo ha dichiarato il capo del Comando Nord delle Forze di Difesa Israeliane, Rafi Milo. LO riferisce Times of Israel. “Abbiamo ampliato l’operazione terrestre di un ulteriore passo per estendere la zona di sicurezza”, ha spiegato. “Finora abbiamo eliminato più di 750 terroristi, distrutto infrastrutture in tutto il Libano e continuiamo i colpi profondi contro i centri di gravità dell’organizzazione. Stiamo esercitando pressione su Hezbollah, spingendolo verso nord e distruggendo le sue capacità”, ha aggiunto.

Beirut: "Oltre 1100 vittime da inizio raid israeliani in Libano"

Gli attacchi di Israele contro il Libano hanno causato la morte di oltre 1100 persone. Lo riferisce l’agenzia libanese Nna, spiegando che il numero totale delle vittime è salito a 1116 e quello dei feriti a 3229. Oltre 136mila gli sfollati.

Houthi: "Pronti a entrare in guerra se necessario"

Gli Houthi hanno avvertito che potrebbero entrare nella guerra tra Israele e Stati Uniti contro l’Iran se le circostanze lo richiederanno. “Al minimo sviluppo del conflitto che richieda una risposta militare, interverremo senza esitazione come abbiamo fatto nelle fasi precedenti”, ha affermato uno dei leader dell’organizzazione, Abdel Malek al-Houthi, citato da Al Jazeera.

Lagarde: "Guerra shock reale, da mercati ottimismo forse eccessivo"

Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, ha definito la guerra in Iran “uno shock reale probabilmente oltre ogni nostra immaginazione attuale” e ha espresso preoccupazione per l’atteggiamento dei mercati finanziari, che a suo avviso mostrano segnali di “ottimismo eccessivo”. In un’intervista a The Economist, Lagarde ha sottolineato come molti operatori sembrino troppo ottimisti, sperando che “lo scenario positivo si realizzi rapidamente e il mondo torni alla normalità in tempi brevi”. “Questo non corrisponde a quanto ci indicano gli esperti tecnici in termini di capacità produttiva, raffinazione e distribuzione”, ha spiegato. Secondo la presidente della Bce, i danni già subiti sono tali che il ripristino non potrà avvenire in pochi mesi: “La maggior parte degli esperti parla di anni”.

Ripetute esplosioni udite a Teheran

 Testimoni riferiscono di nuovi pesanti attacchi a Teheran, spiegando di aver sentito il rumore di quello che sembra essere il passaggio di aerei da combattimento. In precedenza testimoni hanno spiegato di aver udito ripetute esplosioni in gran parte della capitale, accompagnate dall’attivazione dei sistemi di difesa aerea. 

Trump: "Abbiamo speso trilioni per proteggere l'Europa e la Nato non ci aiuta"

“Abbiamo speso trilioni di dollari per proteggere l’Europa” e “la Nato non era lì per noi quando ci serviva”. Lo ha detto Donald Trump, lamentando nuovamente il mancato sostegno europeo alla guerra contro l’Iran. 

Un morto e 14 feriti in attacco missilistico Hezbollah in nord Israele

E’ salito a un morto e 14 feriti il bilancio dell’attacco missilistico di Hezbollah nella città di Nahariya, nel nord di Israele. Lo riferisce il servizio di soccorso israeliano, citato da Times of Israel. Un uomo di circa 30 anni è deceduto sul posto e un altro di circa 50 anni è rimasto gravemente ferito dalle schegge. Altre 13 persone sono in buone condizioni dopo essere state colpite da schegge o dall’esplosione.

Trump rivela: "'Regalo' Teheran è stato passaggio di 10 petroliere"

Donald Trump ha rivelato che il misterioso “regalo” fato dall’Iran agli Stati Uniti di cui aveva parlato ai giornalisti all’inizio di questa settimana, consisteva in 10 “navi cariche di petrolio” che hanno attraversato con successo lo Stretto di Hormuz. In quell’occasione, il presidente aveva lasciato intendere che quel gesto di buona volontà, di cui non aveva rivelato la natura, avesse favorito gli sforzi diplomatici volti a porre fine alla guerra. Oggi, parlando con i giornalisti, Trump ha affermato che gli Stati Uniti hanno intavolato “colloqui molto sostanziali” con funzionari iraniani rimasti anonimi, e che il transito delle petroliere attraverso lo Stretto ha rappresentato la prova della serietà dei negoziatori. “Hanno detto: ‘Per dimostrarvi che siamo reali, affidabili e presenti, vi lasciamo avere otto navi di petrolio: otto navi, otto grandi navi cariche di greggio’”, ha raccontato Trump, aggiungendo che “avevano ragione ed erano sinceri”, e che le navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz battendo bandiera pakistana. Il presidente ha aggiunto che gli iraniani hanno poi inviato altre due navi “per scusarsi di alcune dichiarazioni che avevano rilasciato”. 

Un morto e un ferito grave nel nord di Israele dopo missile Hezbollah

Un uomo è morto nell’attacco missilistico di Hezbollah nella città di Nahariya, nel nord di Israele. Lo riferisce il servizio di soccorso israeliano, citato da Times of Israel. La vittima, di 30 anni, era rimasta gravemente ferita dalle schegge. Un altro uomo sulla cinquantina è stato trasportato in ospedale in gravi condizioni. Secondo i servizi di soccorso, il missile lanciato dal Libano ha colpito il parcheggio di un edificio residenziale della città

Trump: "Ci sono altri bersagli che vogliamo colpire prima di andarcene"

In Iran “ci sono altri bersagli che vogliamo colpire prima di andarcene”. Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. Il presidente non ha voluto fornire dettagli sui prossimi bersagli da colpire.

Bessent: "Movimenti petroliere nel Golfo sono in aumento"

“Oggi vediamo sempre più movimento in ingresso e in uscita dal Golfo”. Lo ha detto il segretario Usa al Tesoro, Scott Bessent, parlando del traffico di petroliere nella regione. “E’ più di ieri e siamo solo all’inizio”, ha aggiunto Bessent durante la riunione di gabinetto alla casa Bianca. 

Idf: "Raid contro infrastrutture Hezbollah nel sud del Libano"

Le Forze di Difesa Israeliane annunciano di aver lanciato una serie di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah nel sud del Libano. 

Witkoff: "Forti segnali di possibilità di accordo"

Ci sono “forti segnali” che una soluzione pacifica del conflitto con l’Iran sia “una possibilità”. Lo ha detto il mediatore americano Steve Witkoff, intervenendo alla riunione di gabinetto in corso alla Casa Bianca. Dopo la consegna agli iraniani, attraverso il Pakistan, del piano americano in 15 punti, ci sono stati “forti e positivi scambi di messaggi”, ha riferito Witkff senza ulteriori dettagli. “Vederemo dove ci portano le cose e se riusciremo a convincere l’Iran che questo è un punto di flessione”, ha affermato. 

Trump: Questo era un test per la Nato, sono molto deluso"

La guerra contro l’Iran era “un testo per la Nato” e “per questo sono molto deluso”. Lo ha detto Donald Trump parlando alla riunione di gabinetto alla Casa Bianca. Ma, ha aggiunto il presidente, “ce ne ricorderemo”. 

Trump: "Pensavo che conseguenze economiche sarebbero state più gravi"

“Pensavo che il prezzo del petrolio sarebbe salito di più e pensavo che la Borsa sarebbe scesa di più”. Lo ha detto Donald Trump parlando alla riunione di gabinetto alla Casa Bianca. “Non è stato così grave come pensavo”, ha aggiunto il presidente. 

Trump: "Con l'accordo giusto lo Stretto di Hormuz riaprirà"

Se gli iraniani faranno “l’accordo giusto, lo Stretto (di Hormuz) riaprirà”. Lo ha detto il presidente Donald Trump. “Ora non sappiamo se ci sono mine”, ma l’Iran aveva “22 navi posamine” e “ora sono tutte distrutte”, ha aggiunto il presidente durante la riunione di gabinetto alla Casa Bianca. 

Trump: "Non so se riusciremo a trovare un accordo"

“Non so se riusciremo” a fare un accordo con gli iraniani, “non so se vogliamo farlo”. Lo ha detto Donald Trump parlando durante una riunione di gabinetto alla Casa Bianca. 

Trump: "Teheran sta implorando di fare accordo non io"

Gli iraniani “stanno implorando di fare un accordo, non io”. Lo ha detto Donald Trump, presiedendo una riunione di gabinetto alla Casa Bianca. Gli iraniani “non sono pazzi, anzi sono molto intelligenti” e sono “dei grandi negoziatori”, ha aggiunto il presidente. 

5 morti e 19 feriti in raid israeliani nel Libano meridionale

Due persone sono state uccise in un attacco aereo israeliano che ha preso di mira la città di Harouf, nel distretto di Nabatieh, nel Libano meridionale. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale National News Agency (NNA), secondo quanto riportato da Al Jazeera. L’attacco aereo ha anche ferito otto persone. Un altro attacco israeliano ha ucciso tre persone e ne ha ferite undici in un attacco contro Qounine, nel distretto di Bint Jbeil nel Libano meridionale, secondo quanto riferito dal centro operativo di emergenza del Ministero della Salute libanese.

Media, Teheran ha inviato ieri risposta a piano Usa e attende

L’Iran ha inviato ieri sera la risposta al piano in 15 punti proposto dagli Stati Uniti tramite intermediari, aggiungendo di essere in attesa di una risposta. Lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim citando una fonte informata. 

Usa: colpiti oltre 10.000 obiettivi regime Teheran

Le forze statunitensi hanno colpito più di 10.000 obiettivi dall’inizio delle operazioni contro l’Iran. Lo ha affermato il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom). Il comando ha affermato che le sue forze “continuano a eliminare le minacce” poste dall’Iran.

Netanyahu: "Bene uccisione Tangsiri, continuiamo a colpire con tutta nostra forza"

Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele continua a colpire l’Iran “con tutta la sua forza”. Lo ha detto in un breve videomessaggio in cui ha elogiato l’assassinio, avvenuto ieri, del capo della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, Alireza Tangsiri. “Continuiamo a colpire con tutta la nostra forza gli obiettivi del regime terroristico iraniano”, ha detto, “ieri sera abbiamo eliminato il comandante della marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Quest’individuo ha le mani sporche di sangue ed è stato anche responsabile della chiusura dello Stretto di Hormuz”. Netanyahu ha definito Tangsiri “un ulteriore esempio di cooperazione tra noi e il nostro alleato, gli Stati Uniti, nel perseguimento dei nostri comuni obiettivi di guerra”. Lo riporta il Times of Israel.

 

Idf: ucciso anche capo intelligence marina Pasdaran

Oltre a Tangsiri, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) affermano che l’attacco ha ucciso anche il capo dell’intelligence della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), Behnam Rezaei. L’esercito non ha immediatamente reso noti i nomi degli altri alti comandanti uccisi nell’attacco. Lo riporta il Times of Israel. Secondo l’Idf, l’uccisione di Tangsiri e dei vertici della Marina delle Guardie Rivoluzionarie “costituisce un ulteriore duro colpo alle strutture di comando e controllo delle Guardie Rivoluzionarie e alla loro capacità di orchestrare attività terroristiche in ambito marittimo contro i paesi della regione”.

 

Putin: "Conseguenze guerra come pandemia da Covid-19"

Le conseguenze del conflitto in Medio Oriente sono ancora difficili da prevedere, ma è necessario “vivere nelle condizioni in cui questi eventi si stanno svolgendo”. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin durante la sessione plenaria del Congresso dell’Unione russa degli industriali e degli imprenditori. “È vero, ci sono già valutazioni che li paragonano all’epidemia di coronavirus. E quest’ultima, permettetemi di ricordarvelo, ha rallentato drasticamente lo sviluppo di ogni regione e continente senza eccezioni”, ha aggiunto, come riporta l’agenzia Tass, “gli eventi che la comunità globale ha dovuto affrontare negli ultimi anni dimostrano che gli sconvolgimenti nel commercio, negli investimenti e nelle relazioni internazionali in generale si verificano con frequenza crescente. Stanno diventando una nuova realtà, che accompagna la transizione dell’intera economia globale verso un nuovo stato”.

Oggi videoconferenza tra forze armate di 20 nazioni su navigazione Hormuz

Il capo delle forze armate francesi, il generale Fabien Mandon, riunirà oggi i suoi omologhi di circa 20 nazioni per esaminare come ripristinare e salvaguardare la navigazione nello Stretto di Hormuz una volta che la guerra con l’Iran si sarà conclusa. Lo ha rivelato un funzionario coinvolto nella pianificazione della videoconferenza ospitata da Mandon, capo di stato maggiore della difesa francese. L’incontro ospitato da Mandon ha lo scopo di contribuire a determinare quali risorse una missione di questo tipo potrebbe richiedere ai paesi interessati a parteciparvi, tra cui navi da guerra, servizi di intelligence e altra assistenza militare.

Pakistan: in corso colloqui indiretti tra Usa e Teheran

Il massimo diplomatico pakistano, Ishaq Dar, afferma che “sono in corso colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran”. Il commento di Dar segna la prima volta che Islamabad riconosce pubblicamente di essere il canale attraverso il quale i due Paesi stanno negoziando. “I colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran si svolgono tramite messaggi trasmessi dal Pakistan”, ha scritto Dar in un post sul social X. Ha aggiunto che Egitto e Turchia, così come altri paesi, stanno lavorando per sostenere i colloqui.

 

Trump: "La Nato non ha fatto nulla, non ne abbiamo bisogno ma non dimenticheremo"

“I Paesi della Nato non hanno fatto assolutamente nulla per aiutare l’Iran, quel paese follissimo, ora militarmente decimato. Gli Stati Uniti non hanno bisogno di nulla dalla Nato, ma ‘non dimenticheremo mai’ questo momento così importante!”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth.

Trump: "Negoziatori Teheran facciano sul serio prima che sia troppo tardi"

“I negoziatori iraniani sono molto diversi e ‘strani’. Ci stanno ‘supplicando’ di concludere un accordo, cosa che dovrebbero fare dato che sono stati annientati militarmente, senza alcuna possibilità di rimonta, eppure dichiarano pubblicamente che stanno solo ‘valutando la nostra proposta’. Sbagliato!!! Farebbero meglio a fare sul serio al più presto, prima che sia troppo tardi, perché una volta che ciò accadrà, non si potrà più tornare indietro, e non sarà affatto piacevole!”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth.

 

Funzionario Golfo: "Imposto pedaggio per transito nello Stretto di Hormuz"

Il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jasem Mohamed al-Budaiwi, ha affermato durante una conferenza stampa a Riad, in Arabia Saudita, che l’Iran impone dei pedaggi alle navi per attraversare in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Al-Budaiwi è il primo alto funzionario ad accusare l’Iran di imporre un pagamento per il transito sicuro attraverso lo stretto. “Hanno chiuso lo Stretto di Hormuz e imposto tariffe per il suo transito, il che costituisce un’aggressione e una violazione dell’accordo delle Nazioni Unite sul diritto del mare”, ha affermato. Al-Budaiwi è a capo del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG), un blocco di sei nazioni arabe del Golfo, tra cui Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Wp, Pentagono valuta di dirottare armi destinate a Ucraina

Secondo quanto riportato dal Washington Post, che cita alcune fonti, il Pentagono starebbe valutando la possibilità di dirottare armi destinate all’Ucraina verso il Medio Oriente, a causa delle difficoltà incontrate dagli Stati Uniti nell’approvvigionamento di munizioni a causa della guerra con l’Iran.

Pistorius: "Germania pronta per sicurezza Hormuz con cessate il fuoco"

Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha per la prima volta indicato la possibilità di una partecipazione delle forze armate tedesche alla sicurezza dello Stretto di Hormuz. “Se si raggiungerà un cessate il fuoco, discuteremo di qualsiasi dispiegamento per garantire la pace, in particolare per salvaguardare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz”, ha affermato Pistorius, durante una visita nella capitale australiana, Canberra. Il ministro della Difesa ha sottolineato, durante un incontro con il suo omologo australiano, Richard Marles, che l’instabilità nella regione mediorientale ha enormi ripercussioni per il mondo intero. “Per questo siamo pronti a garantire qualsiasi pace”, ha aggiunto Pistorius.

 

Katz: "Comandante marina Pasdaran Tangsiri ucciso in attacco"

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha confermato che il comandante della Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), Alireza Tangsiri, è stato ucciso in un attacco israeliano. “Le Forze di Difesa Israeliane hanno eliminato il comandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, la persona direttamente responsabile dell’operazione terroristica di posa di mine e blocco dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo”, ha dichiarato Katz durante un colloquio di valutazione con i funzionari militari. Lo riporta il Times of Israel. Katz ha aggiunto che l’attacco è un “messaggio” al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC): “Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) vi daranno la caccia e vi elimineranno uno per uno”. “Continueremo a operare in Iran con tutta la nostra forza per raggiungere gli obiettivi della guerra”, ha assicurato. Secondo quanto riferito da funzionari israeliani, Tangsiri è stato preso di mira nella città portuale iraniana di Bandar Abbas mentre si trovava a colloquio con alti comandanti della Marina delle Guardie Rivoluzionarie.

Iraq, salgono a 23 i feriti in attacco a clinica militare

Le autorità irachene hanno affermato che sono saliti a 23 i feriti nell’attacco che ieri ha colpito una clinica militare nella provincia di Anbar, nell’Iraq occidentale. Le autorità hanno accompagnato i giornalisti in un tour del sito della clinica distrutta, dove il portavoce del ministero della Difesa iracheno, il generale Tahsin al Khafaj, ha comunicato l’aggiornamento sul bilancio delle vittime. Il ministero della Difesa ha condannato l’attacco definendolo una violazione del diritto internazionale e ha ribadito il proprio diritto a reagire. Il primo ministro ad interim iracheno, Mohammed Shia al-Sudani, ha incaricato il ministero degli Affari esteri di convocare l’incaricato d’affari dell’ambasciata statunitense in Iraq. Interpellato in merito, un funzionario della difesa statunitense ha affermato che l’esercito è a conoscenza delle notizie sull’attacco, ma ha aggiunto che le forze statunitensi non hanno preso di mira alcuna clinica medica in Iraq.

Ocse: "Conflitto mette alla prova resilienza economia globale"

“Il conflitto in evoluzione in Medio Oriente ha costi umani ed economici per i paesi direttamente coinvolti e metterà alla prova la resilienza dell’economia globale”. Lo scrive l’Ocse nel suo Interim Economic Outlook di Marzo, in cui si sottolinea che “l’interruzione delle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz e la chiusura o il danneggiamento delle infrastrutture energetiche hanno generato un’impennata dei prezzi dell’energia e interrotto l’approvvigionamento globale di energia e di altre materie prime importanti, come i fertilizzanti”.

“La volatilità dei mercati finanziari è aumentata, in particolare in alcune economie asiatiche, e le condizioni finanziarie si sono inasprite, pur rimanendo moderatamente accomodanti sia nelle economie avanzate che in quelle emergenti”, si specifica nel report, secondo cui nonostante “l’ampiezza e la durata del conflitto siano molto incerte, un periodo prolungato di prezzi dell’energia più elevati aumenterà notevolmente i costi per le imprese e farà crescere l’inflazione dei prezzi al consumo, con conseguenze negative per la crescita”.

 

Pasdaran: attaccate infrastrutture nucleari di Israele

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) ha annunciato l’inizio dell’82esima ondata della sua operazione contro Stati Uniti e Israele, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Secondo i Pasdaran, l’ultima ondata di attacchi è iniziata all’alba di oggi e ha comportato un massiccio assalto con droni e missili contro il centro di controllo militare del comando israeliano, nonché contro le industrie legate alle infrastrutture nucleari a sud del Mar Morto. Lo riporta Al Jazeera.

 

Giappone inizia a rilasciare riserve petrolifere

Il Giappone ha iniziato a rilasciare le sue riserve petrolifere. Il rilascio di riserve petrolifere statali sufficienti per 30 giorni ha lo scopo di garantire un approvvigionamento stabile di petrolio e minimizzare le ripercussioni della guerra in Medio Oriente. Il rilascio è iniziato presso il deposito nazionale di petrolio di Kikuma, nella città occidentale di Imabari. Il materiale è stato trasferito tramite oleodotto a una raffineria commerciale vicina, secondo quanto si legge in un comunicato dell’Organizzazione giapponese per la sicurezza dei metalli e dell’energia.

Media, comandante marina Pasdaran preso di mira in attacco a Bandar Abbas

Il comandante della marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane Alireza Tangsiri è stato preso di mira in un attacco che ha colpito Bandar Abbas. Lo hanno riferito i media israeliani, citando un funzionario. Tangsiri è il responsabile della chiusura dello Stretto di Hormuz. Diverse esplosioni sono state udite a Bandar Abbas, nel sud dell’Iran, in seguito agli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele su una parte della città.

Parolin: "Mettere fine alla stoltezza della guerra"

La Pasqua “è un’occasione particolare per rinnovare l’invito a mettere fine a questa stoltezza che è la guerra. Il Papa rinnoverà l’appello a fermarsi”. Lo ha detto il Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, rispondendo ai giornalisti a margine di un evento su Alcide De Gasperi nella Biblioteca Apostolica della Santa Sede. Il porporato ha poi parlato della situazione in Terra Santa dove è stato modificato il calendario delle funzioni della Settimana Santa con la cancellazione della processione della Domenica delle Palme: “Si spera che almeno all’interno si possano celebrare i riti della Settimana Santa”, ha concluso Parolin.

Hegseth prega durante messa a Pentagono: "Fa' che ogni proiettile colpisca i nemici"

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth, ha presieduto ieri la sua prima funzione religiosa cristiana mensile al Pentagono dall’inizio della guerra con l’Iran e ha pregato affinché “ogni proiettile raggiunga il suo bersaglio”. “Ogni mese è giusto essere proprio qui”, ha detto ai dipendenti civili e al personale militare in divisa riuniti, “ancora più giusto questo mese, in questo momento, considerando ciò che decine di migliaia di americani stanno facendo proprio ora”. Ha poi letto una preghiera che, secondo lui, fu recitata per la prima volta da un cappellano militare alle truppe che catturarono l’ex presidente del Venezuela Nicolas Maduro. “Fa’ che ogni proiettile colpisca il bersaglio contro i nemici della giustizia e della nostra grande nazione”, ha aggiunto Hegseth durante la funzione trasmessa in diretta streaming, “dai loro saggezza in ogni decisione, resistenza per la prova che li attende, un’unità indissolubile e una violenza travolgente nell’azione contro coloro che non meritano alcuna pietà”.

Hegseth appartiene alla Communion of Reformed Evangelical Churches (CREC), una rete conservatrice co-fondata da Doug Wilson, che si autodefinisce nazionalista cristiano. I pastori della CREC sono apparsi alle funzioni religiose di Hegseth al Pentagono almeno tre volte, compreso Wilson che vi ha predicato a febbraio. Hegseth ha iniziato a ospitare funzioni di culto al Pentagono nel maggio 2025, quando ha invitato il suo pastore del Tennessee, Brooks Potteiger. Potteiger si trasferirà presto a Washington per assumere la guida della Christ Church DC, una nuova congregazione CREC che Hegseth ha frequentato. Hegseth, cresciuto come battista, ha affermato di aver vissuto una svolta nella sua fede nel 2018, quando ha iniziato a frequentare una chiesa evangelica nel New Jersey. Lui e sua moglie si sono trasferiti in un sobborgo di Nashville, nel Tennessee, per iscrivere i loro figli a una scuola cristiana classica affiliata alla CREC e hanno iniziato a frequentare la chiesa CREC di Potteiger, la Pilgrim Hill Reformed Fellowship.

Cina: "Volontà di negoziare è barlume di speranza per pace"

Secondo quanto riportato dal suo ufficio, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha discusso con i suoi omologhi di Egitto e Turchia della guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, auspicando un impegno globale per promuovere il dialogo tra le parti in conflitto. Nella sua conversazione con il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, Wang ha affermato che sia gli Stati Uniti che l’Iran stanno “segnalando la volontà di negoziare”, offrendo “un barlume di speranza per la pace”. Ha aggiunto che “la comunità internazionale dovrebbe promuovere attivamente il dialogo tra le parti in conflitto” e che “finché inizieranno i colloqui, ci sarà speranza di pace”. Wang ha ribadito tali concetti durante la sua telefonata con il diplomatico turco Hakan Fidan, affermando a entrambi che la Cina sostiene gli sforzi del Cairo e di Ankara per mediare tra le parti in conflitto e porre fine alla guerra. Lo riporta Al Jazeera.

 

Hezbollah, attaccato a Tel Aviv quartier generale ministero Difesa

Hezbollah ha rivendicato la responsabilità di attacchi a Tel Aviv, tra cui raid contro il quartier generale del ministero della Difesa israeliano e una base dell’intelligence militare a nord di Tel Aviv, che sarebbero stati colpiti da missili di precisione. Lo riporta L’Orient Le Jour.

Idf, in Libano soldato ucciso in scontro a fuoco con Hezbollah

Un soldato delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) è rimasto ucciso durante uno scontro a fuoco con miliziani di Hezbollah nel sud del Libano. Lo ha reso noto l’Idf. Il soldato ucciso è stato identificato come il sergente maggiore Ori Greenberg, 21 anni, dell’unità di ricognizione della brigata Golani, originario di Petah Tikva. È il terzo soldato israeliano a essere ucciso nella rinnovata offensiva di terra di Israele contro Hezbollah nel Libano meridionale. Lo riporta il Times of Israel.

Ad Abu Dhabi due persone uccise da schegge missile intercettato

Negli Emirati Arabi Uniti, le autorità di Abu Dhabi hanno dichiarato che due persone sono rimaste uccise e altre tre ferite dalle schegge di un missile balistico intercettato. L’ufficio stampa di Abu Dhabi ha precisato che l’incidente è avvenuto sulla Sweihan Road e ha causato danni a diversi veicoli. L’identità delle vittime non è stata ancora confermata.

Comando Usa: portaerei Lincoln continua operazioni

Il Comando Centrale degli Stati Uniti, Centcom, ha reso noto in un post sul social x che la portaerei USS Abraham Lincoln continua le operazioni di volo contro obiettivi militari in Iran mentre naviga nelle acque regionali.

Wsj, Trump vuole che guerra finisca entro 4-6 settimane

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confidato ai suoi collaboratori, nei giorni scorsi, di voler porre fine alla guerra in Iran entro poche settimane ed evitare un conflitto prolungato. Lo hanno riferito al Wall Street Journal fonti a conoscenza dei fatti. In privato Trump, avrebbe affermato di credere che la guerra fosse nella sua fase finale e avrebbe esortato i consiglieri a rispettare una tempistica di quattro-sei settimane. Sempre secondo alcune fonti, i funzionari della Casa Bianca avevano programmato un vertice a metà maggio con il presidente cinese Xi Jinping, prevedendo che la guerra si sarebbe conclusa prima dell’incontro. Trump avrebbe anche detto a un collaboratore che il conflitto sta distogliendo l’attenzione dalle priorità interne.

 

Attacco a nord di Tel Aviv, 5 feriti

Il servizio di ambulanze di Israele ha affermato di aver prestato soccorso persone rimaste ferite in un’esplosione avvenuta dopo un lancio di missili a nord di Tel Aviv, nella località di Kfar Qasim. Un paramedico israeliano, il primo ad arrivare sul luogo dell’incidente, lo ha descritto come un “caos”. “Siamo arrivati in pochi minuti con unità di terapia intensiva e ambulanze. Sul posto regnava il caos. Abbiamo iniziato a perlustrare l’interno della casa e abbiamo trovato distruzione al centro dell’abitazione. Cinque persone che si trovavano all’interno sono rimaste ferite dall’esplosione”, ha raccontato Tomer Gussman, secondo un comunicato stampa diffuso dai servizi di soccorso israeliani. Gussman ha dichiarato che i feriti lievi sono stati trasportati in ospedale.

Parlamento Iran lavora a legge per imporre pedaggi alle navi nello Stretto di Hormuz

Secondo quanto riportato dai media locali, il parlamento iraniano sta lavorando a un disegno di legge per formalizzare le tariffe che, a quanto pare, verranno applicate ad alcune navi in transito nello Stretto di Hormuz. Le agenzie di stampa Fars e Tasnim, entrambe vicine alle Guardie Rivoluzionarie iraniane, hanno citato il parlamentare Mohammadreza Rezaei Kouchi, il quale avrebbe affermato che “il parlamento sta portando avanti un piano per codificare formalmente la sovranità, il controllo e la supervisione dell’Iran sullo Stretto di Hormuz, creando al contempo una fonte di entrate attraverso la riscossione di pedaggi”. “È del tutto naturale, così come le merci pagano tasse di transito quando attraversano altri corridoi, anche lo Stretto di Hormuz è un corridoio”, avrebbe dichiarato, “noi ne garantiamo la sicurezza, ed è naturale che navi e petroliere paghino tali tasse”.

Emirati: stiamo rispondendo ad attacchi con missili e droni da Teheran

Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha comunicato che il Paese del Golfo sta “rispondendo alle minacce missilistiche e dei droni provenienti dall’Iran”. I rumori uditi nella notte nel Paese sono “il risultato dell’intercettazione di missili e droni da parte dei sistemi di difesa aerea”, ha aggiunto il ministero in una breve dichiarazione pubblicata su X.

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