Federica Brignone tra ipnosi e antifragilità, così ha superato l’infortunio 

Federica Brignone tra ipnosi e antifragilità, così ha superato l’infortunio 
(Photo Spada/LaPresse)

Lo psicologo di Federica Brignone racconta il percorso della campionessa per tornare a vincere dopo l’infortunio.

Frequentare ogni giorno la paura e l’incertezza, trasformando gli eventi avversi in energia propulsiva, fino a raggiungere vette altissime e insperate. Dietro il recupero prodigioso di Federica Brignone dal gravissimo infortunio di dieci mesi fa, culminato con i due ori conquistati alle Olimpiadi di Milano Cortina, c’è anche un enorme lavoro psicologico. Guidato da un metodo che va consolidandosi nell’alveo della psicologia dello sport: l’antifragilità.

L’antifragilità di Federica Brignone

“È come dicevano i latini: ‘per aspera ad astra’. L’antifragile è colui che vede l’opportunità dove gli altri vedono il limite, e che utilizza l’ostacolo come propulsore, per raggiungere obiettivi superiori a quelli prefissati all’inizio del viaggio”. Lo spiega a LaSalute di LaPresse lo psicoterapeuta responsabile dell’area psicologica del Coni e della Fisi, Giuseppe Vercelli, che ha supportato Federica nel suo percorso di recupero fatto di insidie e paure. E tanto dolore. 

Quando, dieci mesi fa, un grave incidente in pista le procurò la rottura del crociato e la frattura scomposta di tibia e perone della gamba sinistra, nessuno avrebbe scommesso su un suo ritorno sugli sci. Era il classico infortunio da fine carriera. 

Invece “Federica ha concepito l’infortunio e il suo recupero come una competizione: in molti le dicevano che non sarebbe tornata a sciare”, ricorda Vercelli. Ma quando ci si fa male in modo così traumatico, il ricordo della caduta e la paura di rivivere il dolore possono diventare dei fantasmi ingombranti. 

Federica Brignone tra ipnosi e antifragilità, così ha superato l’infortunio 
(AP Photo/Jacquelyn Martin)

Stare nel presente 

“All’inizio Federica non voleva neanche rivederlo, il video del suo infortunio. Abbiamo lavorato tanto sulla gestione delle emozioni”, racconta lo psicoterapeuta. “La cosa più importante era stare nel presente accettando, ad esempio, che un giorno il dolore potesse essere particolarmente intenso. Stare nel presente permette una connessione tra corpo e mente che amplifica il nostro sistema di autoguarigione”.  

L’ipnosi

A proposito di corpo e mente: c’è stata anche l’ipnosi, nel tortuoso viaggio di Federica Brignone verso Milano Cortina 2026. “L’ipnosi è una disciplina medica che consente una connessione molto forte tra corpo e mente e questa connessione cambia lo stato di coscienza, consentendoci di controllare alcune sensazioni che provengono dal nostro corpo”, chiarisce Vercelli. 

Trasformare la paura in energia

È così che l’ipnosi consente di trasformare il dolore in una sensazione assai più tenue. “Dal punto di vista agonistico, invece, è un potenziatore di risorse. Amplifica la capacità di concentrazione e tante altre qualità”. Ma come si affronta la paura di cadere di nuovo e tornare a vivere il dolore atroce, le operazioni chirurgiche, le incertezze sul futuro? 

“La paura ci deve essere, è normale che ci sia – conclude Vercelli – soprattutto quando si torna in pista dopo un lungo stop. Ma anche quella viene trasformata in energia propulsiva. È come quando uno è arrabbiato, insoddisfatto della propria vita e decide che deve cambiare qualcosa: la rabbia diventa il motore del cambiamento. Bisogna riuscire a trasformare le proprie emozioni”. 

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