Emma Bonino, addio alla storica leader radicale: i funerali di Stato martedì in Campidoglio

Emma Bonino, addio alla storica leader radicale: i funerali di Stato martedì in Campidoglio
Emma Bonino (Foto LaPresse/Cecilia Fabiano)

Si è spenta a 78 anni. Mattarella: “Ha impresso un segno nella vita dell’Italia”

È morta Emma Bonino. La storica leader dei Radicali, le cui condizioni di salute si erano aggravate nei giorni scorsi, si è spenta a 78 anni. La notizia è arrivata venerdì mattina dal suo partito Più Europa: “Emma ci ha lasciati ma non ci lascerà mai – il pensiero commosso -. Oggi non ci lascia soltanto la nostra leader, ci lascia una delle protagoniste più lucide, coraggiose e libere della storia politica del nostro Paese e del mondo libero”. “La sua vita – ha aggiunto Più Europa – è stata una lunga lotta contro tutto ciò che nega le libertà: contro l’aborto clandestino, contro la fame nel mondo, contro la partitocrazia, contro l’infibulazione, contro il giustizialismo, contro i genocidi, contro ogni forma di autoritarismo. Ma ancora più numerose sono state le sue battaglie per: per la democrazia, per lo Stato di diritto, per la giustizia internazionale, per i diritti e i doveri di ogni persona e ogni famiglia, per l’autodeterminazione delle donne, per la libertà di scegliere, fino alla fine. E per l’Europa unita, democratica e federale”.

La camera ardente di Emma Bonino sarà allestita nella sala della Protomoteca del Campidoglio, a Roma, domenica 13 settembre dalle 12 alle 19 e lunedì 14 settembre dalle 10 alle 19. Le esequie di Stato in forma laica, con commemorazione ufficiale, si terranno martedì 15 settembre alle 12.30, sempre nella Protomoteca del Campidoglio. Inoltre, lunedì a partire dalle 19, in piazza del Campidoglio, +Europa ha organizzato una veglia civile per consentire a cittadini, esponenti politici e della società civile di ricordare pubblicamente Emma Bonino.

La notizia della morte e le reazioni

La notizia della morte di Emma Bonino ha subito scatenato una serie di reazioni dall’Italia all’Europa passando per il Vaticano. Al di là della diversità di idee il ricordo ha unito tutte le realtà del panorama politico e ha avuto come filo conduttore il riconoscimento del segno impresso da Bonino nella storia d’Italia e d’Europa con le sue battaglie portate avanti con coraggio e coerenza. In nome della libertà. Per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, Bonino “ha impresso un segno nella vita della Repubblica con un impegno tenace e coerente. Radicale, liberale, femminista, decisamente europeista, è stata protagonista di movimenti e di riforme che hanno inciso sul percorso della nostra società”. Il capo dello Stato ha messo in evidenza la “priorità” di Bonino che è stata “l’unità e la maggiore integrazione dell’Unione Europea”.

“Emma Bonino – ha detto la premier Giorgia Meloni – ha rappresentato per decenni una voce forte e riconoscibile della politica italiana, portando avanti le sue idee con determinazione”. “Le nostre storie – ha aggiunto – e le nostre sensibilità sono state lontane, ma questo non mi ha mai impedito di riconoscerne il peso e il ruolo nella vita pubblica della nostra Nazione”. Sempre Meloni ha fatto sapere che si predisporranno i funerali di Stato.

Omaggi a Emma Bonino sono arrivati dai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, da tutti i partiti e anche dalle istituzioni europee: “Emma Bonino non ha mai aspettato che il mondo fosse pronto. Ha sempre scelto di andare avanti, indicando la strada agli altri. È così che sarà ricordata in Italia e a Bruxelles, dove ha ricoperto il ruolo di deputata al Parlamento europeo e di commissaria europea. L’Europa per cui ha combattuto sentirà la sua mancanza”, ha scritto su X la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.
Il Vaticano ha ricordato Emma Bonino,con un articolo su Vatican News, come “leader delle campagne” che “negli anni ’70, legalizzarono l’aborto e il divorzio”. Dalla Santa Sede anche il ricordo degli incontri di Bonino con san Giovanni Paolo II e la visita di Papa Francesco, con cui condivideva le origini piemontesi, che, nel 2024, andò a trovarla offrendole dei cioccolatini e dei fiori e salutandola con il saluto piemontese ‘cerea’.

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