Dalla legge elettorale all’elezione del prossimo presidente della Repubblica, dal caso Roggero al ddl sull’imputabilità dei minori, passando per i temi di politica internazionale. Il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, interviene a tutto campo in occasione della tradizionale cerimonia della consegna del Ventaglio da parte dell’Associazione stampa parlamentare. Fra gli argomenti più caldi c’è quello della riforma del sistema di voto.
“Io – confessa Fontana – dissi anche in altre occasioni che per scaramanzia non l’avrei cambiata, poi vedendo anche tutte le difficoltà sarebbe stato più leggero il lavoro in Parlamento. Però, al di là delle battute, immagino che la Corte costituzionale potrà pronunciarsi come ha fatto altre volte in passato”, dice sul rischio di incostituzionalità delle liste bloccate. A suo dire, “la cosa più importante è che, se non la sera stessa il giorno dopo le elezioni, ci sia una maggioranza stabile che possa governare. La stabilità a livello internazionale è necessaria”.
Al Quirinale possibile un esponente del centrodestra. Sul caso Roggero: “Sarà Mattarella a valutare la grazia”
Sulla partita del Colle che si aprirà in vista del 2029, alla domanda se ci potrà essere un capo dello Stato di centrodestra, Fontana afferma ancora: “Non vedo perché no, ma quando” una persona “diventa presidente della Repubblica deve rappresentare l’Italia cercando di fare l’arbitro nel miglior modo possibile”. E sulla possibilità che lui stesso possa ambire al Quirinale, ricordando che fra tre anni non avrà compiuto ancora 50 anni, replica con il sorriso sulle labbra: “Non ho l’età, quindi sono tranquillo”.
Non finisce qui. Sul caso legato al gioielliere Mario Roggero, dopo l’idea lanciata dal suo partito, la Lega, di una sua candidatura anche se solo ci fosse una possibilità su un milione, come sottolineato da Matteo Salvini nei giorni scorsi, il presidente della Camera chiarisce: “Mi sembra che non ci siano le possibilità giuridiche. Se ci fossero, quello sta alla sensibilità di un partito o di un altro la possibilità di vagliare le candidature”. E “sulla grazia – precisa – avendo un grande rispetto per il presidente della Repubblica, è una cosa che deve valutare la presidenza”.
I rapporti con Vannacci e i dossier internazionali
Un altro tema scottante riguarda la collocazione di Futuro nazionale di Roberto Vannacci in vista delle prossime elezioni. Su questo punto, Fontana assicura: “Non saprei dire quali sono le sensibilità del centrodestra nei confronti di questa nuova formazione politica e penso che” i leader “lo decideranno probabilmente pochi mesi prima delle elezioni. Dipende anche spesso anche da situazioni di empatia personale”. Intanto, mentre non si placano le polemiche sul ddl sull’imputabilità dei minori, il presidente della Camera rimarca: “La repressione è una parte importante, ma dall’altra parte spesso ci dimentichiamo che è importante per la nostra cultura giuridica riabilitare”.
Passando poi alla politica internazionale, Fontana si esprime sulle guerre in Ucraina e in Iran. “Speravo ardentemente che si potesse arrivare alla fine” del conflitto russo-ucraino, “ma mi sembra che manchi la volontà. Ci siamo poi trovati con l’apertura di altri conflitti”, rimarca la terza carica dello Stato. Che poi confessa di essere “rimasto abbastanza stupito dall’azione che è stata fatta nei confronti dell’Iran, non tanto perché condivida le posizioni del regime iraniano”, ma “perché era abbastanza evidente che difficilmente attraverso dei bombardamenti si sarebbe potuto cambiare il regime iraniano”.

