Legge elettorale, bocciate le preferenze per un voto: caccia ai franchi tiratori. Meloni: “Ha vinto la palude, ora serve una riflessione”

Legge elettorale, bocciate le preferenze per un voto: caccia ai franchi tiratori. Meloni: “Ha vinto la palude, ora serve una riflessione”
Opposizioni in piazza Montecitorio dopo il voto sulla legge elettorale alla Camera dei Deputati (Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

Opposizioni all’attacco. Schlein: “Prendete atto del vostro fallimento, governo vada a casa”. Conte: “Siete andati sotto, aprite crisi: tocca a noi”. Renzi: “Maggioranza non c’è più”

L’Aula della Camera ha bocciato, con voto segreto, (188 no a 187 sì) l’emendamento sulle preferenze messo a punto da FdI, Udc e Noi Moderati, con l’appoggio, sulla carta, di FI e Lega. È accaduto durante l’esame della riforma della legge elettorale, ovvero lo ‘Stabilicum‘. Le opposizioni, che esplodono di gioia alla lettura dell’esito della votazione, vanno all’attacco: “La maggioranza non c’è più, Giorgia Meloni si dimetta e si vada al voto”. La premier sui social si sfoga: “Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude”. E ancora: “Nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione”.

La legge elettorale e le schermaglie tra i partiti – Tutte le notizie di oggi 14 luglio
Inizio diretta: 14/07/26 13:50
Fine diretta: 14/07/26 23:30
Opposizione protesta per video voto segreto, fatto di gravità inaudita

“Si apra una istruttoria da parte del consiglio di presidenza per individuare gli autori di una grave violazione del regolamento e un insulto a questa aula, non è goliardia, a chi dovevano dimostrare come votavano, qui siamo a livello del voto di scambio. Non è accettabile quello che è avvenuto, chiediamo un pronto intervento del presidente della Camera Fontana. Qui siamo nel parlamento della Repubblica e queste cose sono da Repubblica delle Banane”. Così il dem Federico Fornaro intervenendo in aula di Montecitorio sul fatto che circola un video in cui durante il voto alla Camera sull’emendamento sulle preferenze per la legge elettorale, tenutosi a scrutinio segreto, i vannacciani risulterebbero avere filmato la preferenza.Enrica Alifano dei 5 Stelle aggiunge sempre in aula: “ci associamo alla richiesta del collega Fornaro, venga informata della questione la presidenza della Camera. Turbare così le votazioni va stigmatizzato in tutti i modi” Marco Grimadi di Avs tuona: “non so se ha rilevanza penale ma è un fatto di gravità inaudita”. Laura Ravetto, deputata di FnV fa notare: “Eventualmente il diritto violato è dei soggetti che l’hanno subito”.E’ scattata la bagarre in aula. Vari deputati della opposizione hanno chiesto al presidente di turno Mulè di sospendere i lavori che dopo diversi richiami poi ha sospeso la seduta che è in seguito ripresa ed è ora in corso.

Tajani: "Voto incidente di percorso ma si va avanti"

“Sono incidenti di percorso che non dovrebbero accadere. Bisognerà riflettere ma non era la fiducia al governo”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, a margine della festa della Repubblica francese a palazzo Farnese a Roma parlando di quanto accaduto oggi alla Camera. “Se si va avanti? Assolutamente si”, ha aggiunto. “Quello che conta è la sostanza della legge. Questo è un emendamento non ha alcuna influenza sulla stabilità del governo e sulla maggioranza, tanto è vero che dopo abbiamo fatto altri voti e la maggioranza ha votato in maniera compatta – ha aggiunto – c’è qualcuno che era contrario alle preferenze e con il voto segreto ha votato liberamente. Il tema fondamentale era una legge che garantisse la stabilità al nostro paese perché le stabilità significa crescita economica, investimenti. Questo è l’obiettivo”.

La Russa: "Se infortunio, Senato corregga risultato, altrimenti riflessione seria"

“Meloni invita a riflessione politica dopo bocciatura emendamento preferenze? E’ lei la presidente del consiglio, credo che abbia la situazione assolutamente sotto controllo”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa, intercettato dai cronisti nei pressi del parlamento. La Russa entra quindi nel merito del regolamento, ricordando che “siamo in un sistema bicamerale” e “qualunque siano le ragioni che hanno portato a questo voto”, “l’altra Camera, in questo caso il Senato, ha la possibilità di correggere o di cambiare il risultato della prima Camera che ha votato”. “Quindi se si è trattato di un infortunio per assenza, per qualcosa del genere, è facile recuperare al Senato”, spiega l’esponente di punta di Fratelli d’Italia, che tra le motivazioni dell’infortunio cita vari fattori, tra cui anche il fatto che la presidenza dell’aula fosse affidata a uno dei vicepresidenti: “dico la più banale, presiedeva un vicepresidente di centrodestra, bastava che presiedesse uno di centrosinistra il il risultato era opposto, anche che presiedesse il presidente della Camera, sarebbe stato pareggio, dico al di là delle assenze”.”Se invece le ragioni fossero diverse, ha ragione la Meloni e si apre un momento di riflessione seria”, ammette però La Russa. “Franchi tiratori? In questi casi è scontato – risponde – “proprio per questo Meloni aveva chiesto che ognuno rinunciasse a chiedere al voto segreto, in modo che ciascuno ci mettesse la propria faccia”. “C’è chi non ha neanche presentato un emendamento, c’è chi l’ha presentato e si è nascosto, quindi io credo che è stato rispettato il regolamento. Quindi non c’è nulla da dire sul voto alla Camera”, commenta La Russa, che sottolinea la possibilità, “se ritiene di aprirla” di “una riflessione politica che tocca al governo”. In ogni caso “c’è una possibilità più banale al Senato di correggere o di cambiare sul punto, senza voto segreto, perché al Senato non è consentito se ricordo bene sul punto, credo di ricordare bene, di cambiare quello che l’altra Camera ha deciso”.”C’è ancora possibilità di fidarsi tra i partiti della maggioranza? Sì. Non era il voto su di fiducia, non era il voto finale di una legge, era un voto su un emendamento. Ci sono decine di casi di emendamenti di maggioranza”, conclude quindi il presidente del Senato.

La Russa: "Bicameralismo consente modifica di quanto votato alla Camera"

“Alla luce del voto sulle preferenze ricordo – da Presidente del Senato – che nel bicameralismo esiste la concreta possibilità di modificare, anche chirurgicamente, quanto votato alla Camera. Ovviamente con un voto favorevole che per il regolamento del Senato non consente sul punto il voto segreto e rende perciò palesi gli intendimenti dei singoli senatori”. Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica.

Bonelli: "Noi pronti al voto"

“La Presidente Meloni oggi ha chiesto la fiducia, l’ha chiesta via social, ma il Parlamento l’ha sfiduciata ed è mancato il voto di Giorgia Meloni, perché la votazione è stata 187 a 188, da questo punto di vista noi chiediamo subito che Giorgia Meloni vada dal Presidente della Repubblica, si apra la crisi di governo, decida poi ovviamente il Presidente della Repubblica come proseguire, come la Costituzione prevede, noi siamo pronti a votare, ma una cosa è certa, mentre Giorgia Meloni pensa alla legge elettorale, pensa al Premierato, al futuro Presidente della Repubblica ha dimenticato i problemi degli italiani, la sanità pubblica, la povertà, la demolizione del diritto internazionale, pensa al riarmo, alla guerra, ad essere a fianco di Trump facendo finta di litigare. Oggi è mancato il voto di Giorgia Meloni, è incredibile, lei che aveva chiesto la fiducia al Parlamento per un voto non è passato quell’emendamento ed era il voto di Giorgia Meloni”. Così Angelo Bonelli di Avs.

Fratoianni: "Oggi messaggio chiaro, Meloni si dimetta"

“Quello di oggi è un messaggio molto chiaro, è un voto di sfiducia nei confronti di Giorgia Meloni che aveva messo la fiducia su questo passaggio, lo aveva fatto via social perché ormai fa così, lei ha posto la fiducia e la fiducia non l’ha avuta, anzi ha avuto una sonora sfiducia e il messaggio politico è molto chiaro, andate a casa, credo che debba notrarne atto Giorgia Meloni, la sua maggioranza perché è del tutto evidente, lo dicono i numeri, noi avevamo dichiarato il nostro voto, la maggioranza aveva fatto altrettanto, i voti mancanti sono tanti, tantissimi, sono tutti della maggioranza, questo governo non ha oggi una maggioranza, devono notarne le conseguenze”. Così il leader di Avs Nicola Fratoianni.

Conte: "Se Meloni ha senso onore deve dimettersi"

“Dopo quattro anni oggi ci ritroviamo con un Paese che ha la crescita a zero nonostante gli investimenti PNRR, un calo della produzione industriale da tre anni di fila, abbiamo gli stipendi tra i più bassi d’Europa e le bollette tra le più care d’Europa e le liste d’attesa che s’allungano. Dopo quattro anni e zero riforme il Governo e la maggioranza hanno pensato di bloccare il Parlamento per cambiare le regole del gioco presentando peraltro una legge elettorale incostituzionale, che addirittura priva completamente i cittadini della libertà di scegliere i propri candidati, un accrocchio totale e in tutto questo Giorgia Meloni personalmente con Fratelli d’Italia cosa fa? L’ennesima presa in giro, presenta un emendamento per preferenze farlocche, un emendamento truffaldino per far credere che vuole le preferenze, se fosse passato non avremmo avuto le preferenze, avremmo avuto l’ottanta e il novanta per cento del Parlamento precostituito dalle segreterie di partito e solo una piccolissima parte scelto dai cittadini”. Così il leader M5s Giuseppe Conte. “la presa in giro viene svelata e vanno sotto, quindi è stata sfiduciata Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, dalla stessa maggioranza, dagli altri partiti, dai parlamentari – aggiunge – c’è solo una cosa da fare, se questo governo ha la dignità, conserva la dignità minima della politica e un senso dell’onore e del dovere istituzionale e costituzionale, questa sera, non domani, questa sera andare subito al Quirinale a rassegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato”.

Schlein: "Meloni prenda atto del fallimento, oggi voto sfiducia"

“Oggi il governo ha beccato un voto di sfiducia, oggi è venuta giù la maggioranza, è venuta giù per l’arroganza con cui ha provato a imporre a questo Parlamento una legge elettorale, l’ha fatto come tutte le altre riforme, compresa quella costituzionale su cui erano stati già fermati da 15 milioni di italiani, l’hanno fatto anche stavolta, una riforma calata dall’alto, fatta di accordi di potere tra i partiti di maggioranza, a cui però evidentemente neanche tutti i deputati di maggioranza e tutte le deputate hanno voluto dare il loro assenso. È un momento in cui la maggioranza e Giorgio Meloni devono prendere atto del loro fallimento, prendere atto del loro fallimento vuol dire capire che è giunto il momento di andare a casa e che noi lavoreremo per costruire un’alternativa in questo Paese che finalmente si faccia carico di quello che loro non sono stati capaci di fare”. Così la leader del Pd, Elly Schlein dopo il voto sulla legge elettorale.

Costa: "Franchi tiratori? Noi presentissimi, non cercate in FI"

“Noi siamo stati presentissimi e solidissimi nel voto quindi non cercate tra di noi”. Così il capogruppo di Forza Italia, Enrico Costa, a chi gli chiede dei franchi tiratori, dopo che la maggioranza è andata sotto sull’emendamento per le preferenze. “Il testo è quello della commissione e non c’è alcun impedimento strutturale a proseguire i lavori – aggiunge -. Le opposizioni chiedono di sospendere ed è un loro diritto, ma noi andiamo avanti”.

Meloni: "Opposizione esulta per aver impedito a cittadini di scegliere parlamentari"

“La scena dell’opposizione che esulta come se avesse vinto un Mondiale per aver impedito ai cittadini di poter scegliere i propri parlamentari dice tutto”. E’ il post scriptum al post su Facebook della premier Giorgia Meloni.

Meloni: "Mancati diversi voti in maggioranza, serve riflessione"

“Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione”. Lo scrive su Facebook la premier Giorgia Meloni.

Meloni: "Ci abbiamo provato, ha vinto di nuovo palude"

“Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude. Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate. Abbiamo chiesto che si votasse con voto palese e che ognuno mettesse la faccia sul suo voto, ma le opposizioni hanno voluto il voto segreto”. Lo scrive su Facebook la premier Giorgia Meloni. “L’emendamento è stato respinto per un solo voto. Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci”, è il commento.

Calenda: "Italia allo sbando, politica si occupi di cose serie"

“Mentre sono in corso due guerre e gli europei sfilano, per la prima volta nella storia, insieme agli ucraini a Parigi, la politica italiana si occupa di legge elettorale, con la maggioranza che va sotto e il campo largo, senza un leader, un programma e una linea di politica estera, che strilla scompostamente “elezioni”. E’ l’immagine plastica di un’Italia allo sbando, con la destra e la sinistra attori di un teatrino ridicolo. Dobbiamo riportare la politica a occuparsi di cose serie, costruendo un’alternativa di centro a questo bipopulismo rumoroso e inutile”. Così in una nota Carlo Calenda.

Molinari: "Franchi tiratori? Sono 31, non della Lega"

I franchi tiratori del centrodestra? “Secondo i conti che abbiamo fatto sono 31″. Così parlando con i giornalisti il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari.”Bisogna sempre vedere se gli otto deputati vannacciani hanno votato come hanno dichiarato – aggiunge -. Diciamo che a conti fatti, in base alle dichiarazioni di voto, i conti che ballano sono 31”. E a chi gli chiede se ci siano franchi tiratori nella Lega, risponde: “Per quanto ci è dato sapere assolutamente no, non ho motivo di pensare che ce ne siano stati nella Lega”.

Bonelli: "Meloni vada al Colle"

“Oggi la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in modo davvero inusuale, con un post sui social – come è solita fare – ha chiesto la fiducia al Parlamento. Presidente Meloni, oggi la faccia non ce l’ha messa lei. E pensi: è mancato proprio il voto di Giorgia Meloni. Il Parlamento ha sfiduciato Giorgia Meloni. Questa è la più grande sconfitta politica della presidente del Consiglio e non può che trarne le conseguenze. Lei oggi è intervenuta a gamba tesa, cercando di condizionare le prerogative costituzionali del Parlamento, chiedendo di fatto una fiducia via social: una cosa che non si era mai vista. Ed è stata sfiduciata. Per questo chiediamo alla presidente del Consiglio di andare rapidamente dal Presidente della Repubblica. Ancora una volta Giorgia Meloni ha perso. Oggi, ancora una volta, è intervenuta a gamba tesa ed è stata l’artefice della propria sconfitta”. Così intervenendo in Aula Angelo Bonelli.

Lupi (Nm): "Giusto riflettere ma governo e legge vanno avanti"

“Non nascondiamoci dietro un dito: è evidente che, da un punto di vista politico, ogni volta che una maggioranza va sotto su un provvedimento ciò assume un significato politico rilevante. La mia esperienza mi porta a ricordare numerosi casi in cui il Governo e la maggioranza dell’epoca sono stati battuti su emendamenti significativi, come quello relativo alle preferenze. Ciò non ha impedito a quei governi di proseguire il proprio lavoro, pur nella consapevolezza del valore politico di quanto accaduto. C’è però un altro elemento che dobbiamo tenere in considerazione. La legge elettorale sottoposta all’esame del Parlamento ha un testo base che si fonda su alcuni principi fondamentali. In quel testo base non era previsto il sistema delle preferenze. Il nostro gruppo, Noi Moderati, insieme a Fratelli d’Italia, ha presentato un emendamento perché è convintamente favorevole all’introduzione delle preferenze. Si trattava, tra l’altro, di un emendamento non sottoscritto dagli altri gruppi di maggioranza: i parlamentari hanno esercitato il loro diritto di decidere nel merito delle proposte sottoposte al voto. È evidente che, qualora l’intera proposta di legge dovesse essere respinta, non ci troveremmo più di fronte al solo tema di un singolo emendamento, ma a una questione politica ben più ampia sulla quale la maggioranza dovrebbe inevitabilmente svolgere una riflessione”. Lo ha detto il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi intervenendo in Aula.

La conferenza dei capigruppo convocata alle 20.15

Dopo il voto che ha visto andare sotto la maggioranza in Aula alla Camera sull’emendamento alla legge elettorale sulle preferenze messo a punto da FdI, Udc e Nm, la conferenza dei capigruppo di Montecitorio è convocata alle 20.15.

L'Aula respinge la richiesta di sospensione lavori con 84 voti di scarto

La Camera ha respinto per 84 voti di differenza la richiesta di sospensione dei lavori arrivata dalle opposizioni.

Renzi: "La maggioranza non c'è più, Meloni si dimetta e si vada al voto"

“Siamo da sempre a favore delle preferenze. E riteniamo una vergogna che a scrutinio segreto i parlamentari della destra abbiano bocciato un emendamento che migliorava la pessima legge elettorale”. Così Matteo Renzi che sui social aggiunge: “A questo punto però il dato di fatto è semplice: la maggioranza non c’è più. Meloni vada al Quirinale subito e si dimetta. Non ha la fiducia del popolo e oggi ha perso anche quella del palazzo. Noi prendiamo un impegno: nessun inciucio, nessun governo tecnico. Si vada subito al voto: restituiamo la parola ai cittadini, con questa legge elettorale. Si voti a settembre, come già si è fatto quattro anni fa, e vediamo chi ha paura davvero del giudizio degli italiani”.

Le opposizioni chiedono sospensione lavori e convocazione capigruppo

Dopo la bocciatura dell’emendamento del centrodestra sulle preferenze le opposizioni chiedono l’immediata sospensione dei lavori e la convocazione della conferenza dei capigruppo.

Fratoianni: "Governo Meloni tragga conseguenze dopo questo KO"

“Erano loro che avevano tutti i numeri, come si è dimostrato in tutti gli altri voti segreti, dove avevano dai 60 agli 80 voti di scarto. Stavolta, pur avendo la maggioranza sulla carta, hanno perso clamorosamente: ne prendano atto e ne traggano le conseguenze. Questa vicenda va ben oltre la legge elettorale. Questo voto dice molto di più: quando una parte decisiva della tua maggioranza viene meno, forse devi trarne qualche conclusione”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti in Transatlantico dopo la bocciatura sulla legge elettorale

Schlein: "Prendete atto del vostro fallimento, il governo vada a casa"

“È un voto contro l’arroganza di una leader donna che per difendere il suo potere, era pronta a schiacciare quello delle altre donne”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, parlando in Aula dopo la bocciatura dell’emendamento del centrodestra sulle preferenze. “Diamo il tempo ai colleghi di prendere atto che hanno fallito e che è il momento di ritornare a casa per dare finalmente un governo a questo paese in grado di risolvere i problemi dei milioni di italiani che avete ignorato per quattro anni, mentre vi occupavate solo dei vostri patti di potere che oggi, sotto gli occhi del governo, sono saltati. Prendete atto del vostro fallimento e andate a casa”, conclude.

Conte: "Siete andati sotto, ora aprite crisi e andate a casa"

“A me piace sempre parlare di senso dell’onore, giusto? Chi ha senso dell’onore, come chi vi parla, nel Conte due, ha aperto una crisi di governo, è andato al Quirinale quando ha avuto sia la maggioranza al Senato e sia la maggioranza dei votanti alla Camera dei Deputati. Ora, che siete andati sotto, vi rimane un’unica cosa: aprire una crisi di governo e andare a casa perché tocca a noi”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte parlando in Aula dopo la bocciatura dell’emendamento del centrodestra sulle preferenze.

Aula Camera boccia emendamento centrodestra su preferenze per un voto

L’Aula della Camera ha bocciato per un voto l’emendamento di Fratelli d’Italia, Noi moderati e Udc alla legge elettorale, numero 1.1077, che prevedeva insieme al capolista bloccato, la possibilità di barrare fino a tre preferenze della stessa lista. La bocciatura, con voto segreto, è arrivata con 188 contro e 187 sì.

Ascani (Pd): "Meloni indebolisce rappresentanza femminile"

“Una legge elettorale che smaschera le ipocrisie di una destra determinata a garantirsi il potere, invece che ad assicurare i diritti. Tra i tanti record che Giorgia Meloni ama celebrare potrà aggiungerne uno che fa rabbrividire: la maggioranza della prima presidente del Consiglio donna del nostro Paese sta promuovendo una norma che cambia le regole del gioco sfavorendo le donne. Saltano i meccanismi che fin qui sono serviti a rafforzare la rappresentanza femminile. Un arretramento gravissimo e vergognoso. Una scelta politica precisa che indebolisce la nostra democrazia, proprio nell’anno in cui ricorrono gli 80 anni del primo voto delle donne”. Così Anna Ascani, vicepresidente della Camera e deputata dem.

Non ammissibile emendamento Lega su terzo mandato

L’emendamento della Lega alla riforma della legge elettorale, presentato dal deputato Massimiliano Panizzut, eletto nella circoscrizione Friuli-Venezia Giulia, sul terzo mandato del presidente della Giunta regionale è stato dichiarato fra quelli “non ammissibili in quanto estranei ai contenuti del provvedimento in esame”. Lo ha annunciato in Aula alla Camera il presidente di turno, Fabio Rampelli.

 

Conte: "Se Meloni vuole preferenze faccia votare emendamento M5S"

“Presidente Meloni, poco fa ci ha sfidato sulla legge elettorale. Credo però che il suo post sia frutto di un equivoco. Quale sarebbe l’emendamento sulle preferenze su cui ci sta sfidando? Ho letto e riletto gli emendamenti di maggioranza, ma non ne trovo nessuno che consenta agli elettori di scegliere liberamente i propri rappresentanti. Non vorrà mica farci credere che l’emendamento “farsa” presentato da Fratelli d’Italia introduca davvero le preferenze. Le vostre sono preferenze farlocche, come il blocco navale e i 1000 euro con un click che lei aveva millantato”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte sui social.
“La verità è che avete blindato con un accordo di maggioranza una proposta di legge con listone nazionale e listini locali tutti preconfezionati dalle segreterie di partito – aggiunge -. E così nella “legge truffa” avete introdotto un emendamento “truffaldino” su finte preferenze, che non toccheranno mai la stragrande maggioranza dei parlamentari che entreranno nel nuovo Parlamento. Lei la faccia ce la mette. Certo. Ma è la solita faccia di bronzo. Quando la smetterà di prendere in giro gli italiani? L’appello contenuto nel suo post mi induce a credere che non è sicura dei numeri della maggioranza. Sbrigatevela tra voi. Noi per bloccare i vostri obbrobri useremo tutti i mezzi previsti per il voto parlamentare.
Se davvero vuole fare una battaglia per le preferenze, faccia votare l’emendamento del M5S che lascia agli elettori l’effettiva libertà di scegliere i nomi dei propri rappresentanti. Ma soprattutto ci richiami quando inizierà a occuparsi di stipendi ed emergenze degli italiani anziché di come rimanere imbullonati alle poltrone”.

Colucci (Nm): "Basta accordi di palazzo, chi vince governa"

“Questa è una legge chiara, che evita il rischio di pareggi e di accordi di palazzo che agli italiani danno fastidio e non sopportano. Chi vincerà le prossime elezioni avrà i numeri per governare e ci sarà stabilità. Inoltre, uno degli elementi di maggiore chiarezza è l’indicazione del nome di chi guiderà la coalizione. Per questo credo che sia una legge che verrà apprezzata anche dall’elettorato del campo largo. Il lavoro svolto è stato serio ed è dimostrato dal fatto che abbiamo presentato due versioni del testo. La seconda tiene conto di molte osservazioni formulate dai costituzionalisti e dagli esperti ascoltati in Commissione. L’innalzamento dal 40 al 42% della soglia per il premio di governabilità, il coordinamento tra Camera e Senato, l’eliminazione del ballottaggio e la riduzione del numero massimo dei seggi attribuito alla coalizione vincente sono il segnale che abbiamo recepito le indicazioni emerse durante il confronto. Non è vero che questa riforma arriva troppo a ridosso del voto”. Lo ha detto intervenendo in aula Alessandro Colucci, deputato di Noi moderati e relatore della proposta di legge elettorale. “La legge elettorale vigente è stata approvata cinque mesi prima delle elezioni, mentre oggi c’è tutto il tempo per consentire le opportune valutazioni dopo l’approvazione, che avverrà a un anno di distanza dalla scadenza della legislatura, prevista per ottobre 2027. La cosa certa è chi vincerà le prossime elezioni avrà la garanzia di avere i numeri per governare. Un ulteriore elemento di chiarezza è quello di indicare il nome di chi guiderà la coalizione. E forse questo è l’elemento maggiormente divisivo nell’opposizione, perché noi sappiamo chi la guiderà, ma mi sembra che l’opposizione è molto divisa su questo e ha gravi problemi nel trovare equilibri sotto questo punto di vista. Di fatto, abbiamo costruito questa legge perché fosse il più possibile condivisa e sono convinto che molti colleghi dell’opposizione la voteranno. Chiediamo quindi di respingere le questioni pregiudiziali, perché questa riforma garantisce chiarezza, stabilità e governabilità”, ha concluso Colucci.

Ammessi 114 voti segreti, compreso emendamento preferenze e voto finale

Sono in tutto 114 le votazioni per cui è stato ammesso lo scrutinio segreto nell’ambito dell’esame della legge elettorale, in corso nell’Aula della Camera. Tra di essi, oltre al voto finale sul testo, anche quello sull’emendamento preferenze presentato da Fratelli d’Italia, Noi moderati e Udc.

Magi (+Eu): "Sia Meloni a mettere faccia su legge incostituzionale"

“Meloni chiede alle opposizioni di metterci la faccia: ma su cosa dovremmo mettere la faccia? su una riforma della legge elettorale che noi consideriamo profondamente incostituzionale? E non sarà l’escamotage di un emendamento sulle preferenze sotto la capolistura bloccata a cambiare la natura di questo progetto di legge che sostanzialmente modifica gli equilibri tra i poteri costituzionali e sovverte l’importanza vitale per la democrazia di avere un voto democratico libero e uguale”. Lo ha detto il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, illustrando le pregiudiziali di costituzionalità in Aula alla Camera sulla legge elettorale. “Giorgio Almirante, relatore di minoranza sulla legge truffa nel dicembre del ’52, diceva: ‘Non potete per ragioni politiche ritenere che alcuni cittadini italiani siano uguali ed altri no. E non si possono mutare improvvisamente le carte in tavola. La Costituzione è di tutti, maggioranza e minoranza, e non potete uscire da quei limiti solo perché siete maggioranza. Non potete rimediare con una legge elettorale ai difetti di un quinquennio di vostra politica interna’. Questa legge va respinta in toto, altro che metterci la faccia: ce la metta Meloni se ne ha il coraggio”, ha concluso Magi.

 

Marattin: "Pld per preferenze ma voterò contro emendamento pastrocchio"

“Oggi pomeriggio la Camera voterà l’emendamento di maggioranza che reintroduce le preferenze ma non per tutti: il capolista, infatti, viene nominato (e quindi eletto) d’ufficio. Il Partito Liberaldemocratico è a favore delle preferenze per un semplice motivo: siamo convinti che gli italiani sappiano fare una selezione della classe politica migliore rispetto a quella che hanno fatto in questi ultimi anni i segretari di partito. Ma questo emendamento riproduce uno dei peggiori vizi italiani: quando la scelta è tra due alternative chiare (mettere le preferenze oppure no), fare una soluzione ibrida”. Così Luigi Marattin, deputato e segretario del Partito Liberaldemocratico, in un post sui social.
“Che spesso – aggiunge Marattin – non è un compromesso nobile che raccoglie il meglio di entrambe le opzioni, ma un pastrocchio che risulta peggiore, e di parecchio, rispetto a ciascuna delle sue alternative. Avere il capolista bloccato infatti introdurrebbe una folle discriminazione tra i parlamentari: quelli eletti dal popolo, e quelli nominati nelle stanze di partito”.

“E, in secondo luogo, rappresenterebbe una colossale presa in giro degli italiani: la maggior parte dei partiti, nella maggior parte dei collegi, eleggerà solo un rappresentante e quindi il capolista bloccato. Non si vede quindi a cosa serva far correre gli altri con le preferenze; viene persino da chiedersi chi accetti di correre in queste condizioni”, prosegue. “Per questi motivi, e dopo una consultazione con la Direzione Nazionale del mio partito, annuncio che il mio voto – a nome del Partito Liberaldemocratico – sarà contrario a questo emendamento, anche se, come probabile, ci sarà il voto segreto”, conclude Marattin.

Opposizioni: "Diritti lesi con tempi ristretti, legge miope e sbagliata"

“Avevamo chiesto di poter avere più tempo in commissione. Non solo non ci è stato concesso, ma con tempi contingentati si è discusso della metà degli emendamenti. E ora, gli emendamenti di maggioranza presentati riscrivono il cuore della legge elettorale. Cito per tutti quello sulle circoscrizioni estero e quello sui fuori sede. Noi non siamo stati messi in condizione di esercitare il nostro diritto di commissari della commissione”. Così il deputato Pd Federico Fornaro che, in apertura della seduta sulla legge elettorale, ha avanzato un richiamo al regolamento per i tempi ridotti dell’esame del testo in commissione. Al Pd si sono uniti Avs, M5S, Iv, Azione e Più Europa.
“Non abbiamo avuto modo di poter discutere di una legge fondamentale che è il cuore della democrazia – ha aggiunto Fornaro -. Una legge sbagliata, miope e grave. Le logiche maggioranza non possono andare oltre la Costituzione”.

In corso esame pregiudiziali costituzionalità in Aula Camera

In corso nell’Aula della Camera la discussione sulle questioni pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni sulla legge elettorale. Nove gli iscritti a parlare. Dopo il voto, inizierà l’esame degli emendamenti.

Meloni: "Su preferenze sfido opposizioni a non chiedere voto segreto"

“Oggi pomeriggio si voterà l’emendamento, proposto da Fratelli d’Italia e condiviso dai partiti della maggioranza, per introdurre le preferenze nella legge elettorale, come in molti, anche tra le opposizioni, hanno chiesto. A questo punto credo sia doverosa un’operazione verità, per capire se quei partiti che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari lo facciano per convinzione o soltanto per prendersi gioco degli italiani. C’è un solo modo per scoprirlo: che l’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto. Sfido le opposizioni a non chiedere il voto segreto”. Lo scrive su Facebook la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Ognuno si assuma la responsabilità del proprio voto e ci metta la faccia davanti agli italiani. Sì alle preferenze. No al voto segreto”, conclude.

Benzoni (Az): "Emendamento su preferenze è una presa in giro"

“L’emendamento di FdI-Nm-Udc sulle preferenze è una presa in giro. Parlano di preferenze, ma poi scrivono ‘listino bloccato’. Si riempiono la bocca di consenso popolare e di partecipazione, sapendo benissimo che a essere elette saranno, di fatto, solo le persone scelte come capilista dai vertici di partito, a scapito della parità di genere. Altro che preferenze, è l’ennesima operazione di facciata”. Lo dichiara Fabrizio Benzoni, vice capogruppo di Azione alla Camera.

Vannacci: "Voteremo emendamento FdI tappandoci il naso"

“Abbiamo già presentato l’emendamento delle preferenze vere. Quello presentato da Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc è la solita truffa: mette le preferenze ma con il capolista bloccato”. Lo ha detto Roberto Vannacci in un’intervista realizzata a Bruxelles, al Parlamento europeo, dal vicedirettore de L’Espresso.it, Felice Florio, sul tema della nuova legge elettorale. “Noi manteniamo il nostro emendamento, quello autentico, che ridà la sovranità al popolo e ridà dignità al Parlamento. Quello di Fratelli d’Italia lo voteremo comunque, tappandoci il naso, perché è il meno peggio”, ha proseguito il leader di Futuro nazionale.

Vannacci: "Voteremo emendamento FdI-Nm-Udc su preferenze"

“Anche sulle preferenze prevale la politica dell’inciucio e, quindi, viene fuori questo emendamento proposto da Fratelli d’Italia, Noi moderati e Udc che mantiene i capilista bloccati, quindi mantiene il potere nelle segreterie di partito e poi dà il contentino per le posizioni successive. Noi non siamo d’accordo. Noi vorremmo che effettivamente tutti i parlamentari fossero eletti a preferenza. Oggi in Parlamento però voteremo anche questo emendamento, perché sicuramente è meno peggio e riporta se non altro un minimo di sovranità al popolo”. Così Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale, in un video su Facebook, a proposito della legge elettorale.

Pd-M5S-Avs chiedono a Fontana voto segreto in Aula

Le opposizioni hanno formalmente chiesto al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che la proposta di legge sulla riforma elettorale sia votata integralmente a scrutinio segreto. La richiesta, avanzata dai presidenti dei gruppi parlamentari del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Braga, Riccardo Ricciardi e Luana Zanella, riguarda tutti gli emendamenti, gli articoli e il voto finale sul provvedimento.Nella lettera inviata a Fontana, i capigruppo richiamano gli articoli 51, comma 3, e 49, comma 1, del Regolamento della Camera, chiedendo che l’intero iter di votazione della proposta di legge n. 2822 e dei testi abbinati, recante disposizioni in materia di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, si svolga a scrutinio segreto. 

FI: "Voteremo emendamento preferenze con spirito collaborazione"

“Forza Italia ha condiviso e continua a condividere l’impianto della legge elettorale, che ha contribuito a scrivere e a migliorare rispetto alla versione iniziale. Non ha sottoscritto la proposta fatta da Fdi, Nm e UDC sui meccanismi per la composizione delle lista, ma, con spirito di collaborazione, voterà a favore dell’emendamento”. Lo ha detto durante la riunione del comitato dei nove sulla legge elettorale il deputato di FI, Paolo Emilio Russo.

Fratoianni (Avs): "Forzatura contro cui opposizioni saranno unite"
Una foto di Nicola Fratoianni. (Foto Cecilia Fabiano/LaPresse)

“Quella del governo è una forzatura inaccettabile : tentano di far passare il premierato con la legge elettorale, una forzatura sulle regole che tenteremo in ogni modo di respingere con le opposizioni unite”. Lo dichiara Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti in piazza Montecitorio. “Le opposizioni sono unite e lo dimostreranno oggi in Aula – prosegue il leader rossoverde – contro una legge che giudichiamo tutti inemendabile: non c’è emendamento che possa cambiare la natura di questa forzatura inaccettabile, con un enorme premio di maggioranza, con l’ indicazione del premier che è di fatto una lesione alle prerogative del Capo dello Stato, con l’introduzione del premierato per via di legge ordinaria”. “E questo perché hanno capito bene che cambiare la Costituzione non conviene, l’ultima volta si sono scottati con 15 milioni di voti repubblicani e costituzionali. E allora – conclude Fratoianni – provano una scorciatoia, ma questa scorciatoia, in particolare a pochi mesi dalle elezioni, è del tutto inaccettabile”.

 

Conte: "Cambiano regole per blindarsi, riusciremo a fermarli"

“Con tutte le urgenze del Paese, questo governo ha bloccato i lavori parlamentari per cambiare le regole del gioco elettorale. Con la scusa della stabilità, Meloni punta direttamente all’inamovibilità: la sua priorità è questa, non le interessano giovani e donne sottopagati, gli anziani che rinunciano alle cure, le imprese che non reggono il peso di tasse e caro- bollette”. Lo dice in una intervista a ‘la Repubblica’, Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, parlando della legge elettorale.
“Abbiamo presentato una proposta di legge elettorale che prevede un proporzionale puro, soglia di sbarramento al 3% e preferenze – afferma – Ma abbiamo lavorato anche con le altre forze di opposizione per condurre una battaglia unitaria per fermare con durezza la legge”.
Qualora il ‘Melonellum’ non dovesse essere bloccato “pensiamo al male minore, alla riduzione del danno: per questo, da ultimo, come M5s abbiamo presentato un emendamento per introdurre le preferenze, abrogando anche l’indicazione del premier e riconducendo il premio di maggioranza a una dimensione accettabile. Tutto questo per riconoscere ai cittadini, completamente esautorati, un ruolo nella formazione del nuovo Parlamento. Sono i profili di incostituzionalità più gravi”.

Schlein: "No a compromesso farsa FdI, Meloni sacrifica donne"

“Con questa destra non voteremo nulla, mentre voteremo tutti gli emendamenti soppressivi e quelli comuni presentati con i nostri alleati. Voteremo anche tutti gli emendamenti dei nostri alleati che pure superano le liste bloccate con collegi uninominali o preferenze. Ma voteremo contro l’emendamento presentato da FdI che è un compromesso farsa in cui hanno fatto vergognosamente saltare il rispetto dell’alternanza di genere. Significa che se passa, i capilista potrebbero anche essere tutti uomini. A dimostrazione che pur di difendere il suo potere Meloni è disposta a sacrificare le altre donne”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo all’assemblea congiunta dei gruppi dem.

Schlein: "Irricevibile, opposizioni faranno muro"

“Questa pessima legge elettorale è irricevibile, nel metodo e nel merito. Se la sono costruiti su misura per paura di perdere le elezioni, facendo forzature costanti in parlamento. Dopo la sconfitta al referendum costituzionale è un chiaro tentativo di realizzare il premierato con la legge elettorale. Ed è incredibile che questa sia la sola priorità di questa destra in un paese con la crescita a zero, i salari tra i più bassi e le bollette più care d’Europa. Noi continueremo a fare muro insieme alle altre opposizioni contro questa pessima legge elettorale”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo all’assemblea congiunta dei gruppi dem.

Fonti FI: "Da gruppi indicazione a votare sì a emendamento preferenze"

Al termine della riunione dei gruppi di Forza Italia nella Sala Colletti alla Camera, dopo ampia discussione, sono emersi il parere favorevole e l’indicazione a votare sì all’emendamento sulle preferenze. È quanto fanno sapere fonti qualificate di Forza Italia.

Lega: "Ok a emendamento FdI-Nm-Udc su preferenze"

“In vista dei voti previsti da oggi in Aula sulla legge elettorale, la Lega si è riunita per valutare l’emendamento proposto da FdI, Noi Moderati e Udc” sulle preferenze. “Avendo riscontrato che si prevede un sistema misto che garantisce la governabilità e la possibilità di dare voce ai territori per la scelta dei propri rappresentanti, il partito darà indicazione al proprio gruppo alla Camera di esprimere un voto favorevole all’emendamento in oggetto”. Così una nota della Lega.

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