Niscemi, 150 milioni per messa in sicurezza e indennizzi: oggi il Cdm

Niscemi, 150 milioni per messa in sicurezza e indennizzi: oggi il Cdm
Giorgia Meloni in visita a Niscemi, 21 maggio 2026 (Foto LaPresse/Palazzo Chigi/Filippo Attili)

La premier ieri a sorpresa in Sicilia. Ha rivendicato la rapidità con cui si è mosso il governo parlando di “tempi che sono oggettivamente abbastanza veloci”

Il governo è pronto a mettere a terra le risorse per affrontare il dossier legato alla frana che il 25 gennaio ha colpito Niscemi. E’ Giorgia Meloni ad annunciarlo nella missione a sorpresa che ieri mattina l’ha portata in Sicilia assieme al Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. Una visita istituzionale, la terza dopo quelle del 28 gennaio e del 16 febbraio, arrivata nel giorno in cui a palazzo Chigi era stata calendarizzata l’udienza del processo a carico di Fabrizio Corona. Appuntamento poi rinviato a data da destinarsi per “sopravvenuti impegni” della premier, come spiegato da legale del 52enne imputato di diffamazione aggravata per un articolo nel 2023.

Oggi il Consiglio dei ministri

Intervenendo alla seduta del Consiglio comunale, e poi in un successivo punto stampa, la presidente del Consiglio aveva anticipato che oggi in Consiglio dei ministri saranno licenziati i due programmi da 75 milioni di euro ciascuno previsti col dl approvato in Cdm lo scorso 27 febbraio e convertito in legge dal Parlamento a fine aprile.

Per Niscemi due programmi da 150 milioni di euro

Il decreto, ha ricordato la premier, stanziava appunto 150 milioni e i due programmi riguarderanno la messa in sicurezza del territorio (con l’obiettivo di mettere in sicurezza la frana e portare avanti gli interventi necessari a ripristinare le infrastrutture viarie fondamentali) e il tema degli indennizzi, con i contributi che potranno essere utilizzati da chi ne ha diritto per tre scopi: comprare una casa già esistente, acquistare un’area edificabile e realizzare una nuova abitazione in una zona idonea a Niscemi o nei comuni limitrofi, ristrutturare e rendere abitabili ulteriori immobili, sempre a Niscemi o nei comuni limitrofi, che sono già nelle disponibilità di chi ha diritto al contributo.

Meloni: “I tempi sono abbastanza veloci”

Meloni ha rivendicato la rapidità con cui si è mosso l’esecutivo parlando di “tempi che sono oggettivamente abbastanza veloci”. E lo ha fatto mettendo in evidenza quanto avvenuto in passato: “Avevo promesso che qui non si sarebbe ripetuto quello che era accaduto dopo la frana del 1997, cioè la vergogna insostenibile di risarcimenti arrivati addirittura dopo decenni”.

La premier ha confessato di essere rimasta “abbastanza colpita quando ho letto che dopo la frana del 1997 c’erano voluti sette anni per approvare un progetto di consolidamento, al quale poi comunque non erano seguiti grandi fatti concreti, e che addirittura alcuni degli indennizzi erano arrivati a dicembre 2025. Capisco quindi un certo scetticismo nei confronti delle istituzioni, nei confronti dello Stato centrale, e mi piacerebbe raccontare una storia diversa”.

Storia che, ha aggiunto, “stiamo provando a raccontare cadenzando le risposte”, pur sapendo che il lavoro da fare non è ancora finto. “Però stiamo cercando di dimostrare che in meno di quattro mesi stavolta abbiamo fatto quello che in altri tempi non è stato fatto in più di sette anni. E quindi le cose possono cambiare. Non siamo eternamente destinati a rivivere gli errori del passato”.

“Servono dedizione, costanza, continuare a lavorare e che continuiamo a farlo insieme – ha concluso quindi Meloni prima di far rientro a Roma e spostarsi successivamente al PalaLeonessa di Brescia per l’altro appuntamento in agenda, un evento della Coldiretti –. Per noi riuscire a lavorare bene con tutti i livelli istituzionali, su un lavoro per il quale serve anche il punto di vista dei comitati, delle rappresentanze, dei corpi intermedi, fa assolutamente la differenza”.

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