Pil, l’Italia è il Paese con la crescita più bassa: le previsioni dell’Ue

Pil, l’Italia è il Paese con la crescita più bassa: le previsioni dell’Ue
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e la premier Gioria Meloni (Foto Mauro Scrobogna/LaPresse)

Secondo Bruxelles, Roma è prima in Europa per debito pubblico. Migliore il quadro del deficit, che dovrebbe restare sotto la soglia del 3%

La crescita europea rallenta, ostacolata dallo shock energetico scatenato dal conflitto in Iran e dal blocco dello stretto di Hormuz e da una nuova fiammata dell’inflazione. Per l’Italia la prospettiva non è rosea: nel 2027 sarà il fanalino di coda in termini di espansione e prima per livelli di debito pubblico, scontando l’imprevedibilità dei dazi, la fine del Pnrr e il peso del caro-energia. Su questo fronte Bruxelles resta sulle proprie posizioni e invita l’Italia a usare la flessibilità già esistente. Un riscontro più preciso si avrà la settimana prossima, quando, a quanto si apprende a Bruxelles, sarà inviata la risposta di Palazzo Berlaymont alla lettera di Giorgia Meloni.

Pil e debito pubblico dell’Italia, le previsioni dell’Ue

Secondo Bruxelles, nel 2026 in Italia la crescita si fermerà allo 0,5%, contro lo 0,8% previsto nelle stime autunnali, mentre nel 2027 il Pil salirà appena dello 0,6%, tre decimi in meno rispetto alla precedente previsione dello 0,9%. Un dato che farà dell’Italia il Paese con la crescita più bassa dell’Unione europea. Il debito pubblico salirà dal 137,1% del Pil nel 2025 al 138,5% nel 2026, fino a raggiungere il 139,2% nel 2027: il livello più alto dell’Unione europea, superiore a quello della Grecia.

Migliore invece il quadro del deficit, che dovrebbe restare sotto la soglia del 3% nei prossimi due anni, attestandosi al 2,9%. Un elemento che potrebbe favorire, dopo l’estate e in base ai dati definitivi Istat, la chiusura della procedura per deficit eccessivo.

Cosa ne pensa Giorgetti

Nonostante il peggioramento delle stime, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti invita a leggere il quadro nel suo complesso. “L’economia italiana mostra dati positivi, quasi sorprendenti se si guarda il contesto”, sottolinea evidenziando che “i fondamentali del Paese restano solidi”.

Intanto per affrontare la crisi legata al conflitto in Iran, la soluzione di Palazzo Berlaymont resta sempre la stessa: misure mirate per aiutare le famiglie e le imprese più colpite evitando però di sostenere un aumento della domanda dei combustibili fossili, che aiuterebbe a sostenere prezzi alti nei mercati dell’energia.

Sulla richiesta dell’Italia di estendere anche alle spese per l’energia la flessibilità del Patto di stabilità già prevista per la difesa, Dombrovskis resta prudente: “Stiamo facendo una valutazione di ciò che si può fare nell’ambito del nostro quadro fiscale” anche in considerazione del fatto che “in generale, ora abbiamo uno spazio fiscale più limitato”. Per questo motivo, è richiesta “prudenza fiscale, soprattutto per i Paesi con un elevato debito pubblico”.

Il quadro europeo peggiora

Anche il quadro europeo complessivo peggiora. Nell’Eurozona la crescita viene rivista allo 0,9% nel 2026 e all’1,2% nel 2027, rispetto alle precedenti stime dell’1,2% e 1,4%. Nell’intera Ue il Pil dovrebbe crescere dell’1,1% nel 2026 e dell’1,4% nel 2027. Prima dell’escalation in Medio Oriente, osserva la Commissione, l’economia europea sembrava avviata verso una moderata ripresa accompagnata da un graduale calo dell’inflazione. Ma il nuovo shock geopolitico ha cambiato rapidamente lo scenario.

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