Mi fido del ministro Nordio e sulla grazia la competenza non è mia. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni risponde così, nella conferenza post Cdm, ai giornalisti che le chiedono del caso Nicole Minetti.
“Ad oggi escludo ipotesi di dimissioni del ministro“, assicura la premier che aggiunge: “Questo procedimento non ha seguito in niente un iter diverso da quello che hanno seguito gli altri procedimenti e quindi è stato portato avanti nel rispetto della legge, nel rispetto della prassi. Chiaramente sono poi emersi altri elementi. Sulla base di quegli elementi il Presidente della Repubblica ha chiesto per il nostro tramite, a chi deve fare sempre le verifiche, e quindi torniamo ovviamente alle Procure Generali per fare ulteriori accertamenti, e io sono d’accordo sul fatto che vadano fatti ulteriori accertamenti”.
Quanto alle responsabilità del Guardasigilli, la presidente del Consiglio chierisce che il lavoro di verifica dei presupposti per la concessione della grazia “non è un lavoro che fa il Ministero, che non ha strumenti per fare indagini, non ha la polizia giudiziaria, ma si avvale della magistratura”.
L’inchiesta con l’aiuto dell’Interpol
Sul fronte giudiziario, la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni ha richiesto accertamenti “urgenti e a tutto campo” da effettuare attraverso l’Interpol. I fatti emersi dall’inchiesta de ‘Il Fatto Quotidiano’ sarebbero “gravissimi” e per questi sono state richieste informazioni e documenti anche dall’Uruguay su tutte le persone di cui si parla, ovvero Nicole Minetti, il compagno Giuseppe Cipriani e i genitori biologici del bambino adottato. Dopo questi accertamenti, la procura generale potrebbe cambiare il proprio parere sulla richiesta di grazia per l’ex consigliera regionale della Lombardia, vicina a Silvio Berlusconi, condannata in via definitiva per i reati di peculato e favoreggiamento della prostituzione a una pena complessiva di 3 anni e 11 mesi, da scontare ai servizi sociali, nell’ambito dei processi Ruby bis e ‘Rimborsopoli’.
Minetti minaccia azioni legali

Dal canto suo, Minetti minaccia azioni legali “nei confronti di chiunque abbia contribuito alla diffusione di notizie false e lesive” e tramite i suoi avvocati assicura che “l’intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge, seguendo la procedura ordinaria, dalla fase di pre-adozione fino all’affidamento definitivo, come documentalmente dimostrato e allegato”.
La grazia era stata concessa lo scorso 18 febbraio dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per motivi umanitari, dopo la ‘luce verde’ del ministero della Giustizia. Poi ieri l’ufficio stampa del Quirinale ha fatto sapere che la Presidenza della Repubblica ha inviato una lettera al dicastero di via Arenula per chiedere di “provvedere ad acquisire con cortese urgenza le necessarie informazioni idonee a riscontrare la fondatezza di quanto rappresentato” dal ‘Fatto’ sulla “supposta falsità degli elementi rappresentati nella domanda di clemenza”.
Riflettori puntati sul ministro Nordio
I riflettori sono ora puntati su Carlo Nordio, con le opposizioni che chiedono un’informativa urgente in Aula al Senato e le dimissioni del ministro. Oggi il titolare della Giustizia ha incontrato a Palazzo Chigi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, per un incontro, è stato fatto sapere, in programma da qualche giorno. Intervenuto sulla vicenda, il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto sostiene che “la procedura relativa alla grazia a favore di Nicole Minetti si è svolta nel pieno rispetto delle norme“, e aggiunge: “Oggi emergono elementi nuovi riportati dalla stampa: plaudendo al giornalismo d’inchiesta, è comunque corretto che tali notizie vengano verificate, e con attenzione. Se dovessero risultare significative difformità rispetto a quanto rappresentato dalla richiedente la grazia, sarà altrettanto corretto trarne le debite conseguenze”.
Dal canto loro, le opposizioni vanno in pressing. “Nordio dia spiegazioni chiare sull’istruttoria del suo ministero sulla grazia a Nicole Minetti, senza cercare nuovi capri espiatori e risparmiandoci qualsiasi altra esibizione di arroganza e protervia, e poi tolga il disturbo, prima di fare altri danni”, dicono i rappresentanti M5S nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato. Tranchant il co-leader di Avs, Angelo Bonelli secondo il quale “Nordio deve dimettersi subito”, mentre dal Pd Alfredo Bazoli parla di “vicenda sconcertante” e per Riccardo Magi, segretario di +Europa, “la misura è colma e non possiamo più permetterci avere un ministro della Giustizia che fa la foglia di fico”.
Nordio: “Da Meloni piena fiducia, tutte le procedure ottemperate”
“Ho già fatto tutte le dichiarazioni che dovevo fare. La presidente Meloni ha detto quello che doveva dire, che ha piena fiducia nel suo ministro della giustizia. Abbiamo sono tutti i documenti che dimostrano che abbiamo ottemperato tutte le procedure al 101% e non ho nessuna intenzione di entrare in questa polemica”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo ieri in tarda serata a ‘È sempre Cartabianca’ su Rete4. “Si è veramente toccato il fondo. Nessuno di noi è nato ieri, sappiamo benissimo che quando si cominciano queste insinuazioni, alcune ipotesi, le ipotesi entrano nell’immaginario collettivo e poi la smentita è una seconda notizia. Ho abbastanza esperienza su questa cose dopo 40 anni di magistratura”, ha spiegato. “Posso assicurare al 100% che non sono mai stato nel ranch, nella casa, nell’abitazione del signor Cipriani e della signor Minetti in Uruguay quando sono stato in missione ufficiale per il governo”. Smentisco “questa situazione allucinante” e “abbastanza offensiva”, ha aggiunto.
“Io da Cipriani in Uruguay? C’è limite a tutto, valuto vie legali”
“Ormai siamo abituati a una situazione a dir poco infernale, però c’è un limite a tutto. I miei spostamenti sono tutti ultradocumentati, come è ovvio quando viaggio in via ufficiale, è stata una missione di tre giorni a Buenos Aires e a Montevideo”, ha poi detto Nordio, in risposta alle affermazioni di Sigfrido Ranucci. Il giornalista ha raccontato che una sua fonte avrebbe visto Nordio a marzo nel ranch in Uruguay di Giuseppe Cipriani, il compagno di Nicole Minetti. Una notizia che, ha detto Ranucci, “stiamo verificando”. “Mi riservo tutte le vie legali perché c’è un limite a tutto, ma non a questo degrado morale e mediatico. E’ una farsa che trovo sgradevole”, ha spiegato Nordio. “Se sono amico di Arrigo Cipriani? Ma neanche per idea. Ovviamente a Venezia è una persona famosissima, sono andato a cena nel suo ristorante in 40 anni che ho lavorato a Venezia una quindicina di volte al massimo, quasi sempre ospite. Suo figlio non l’ho mai visto in vita mia, forse a margine di un evento che dovrei ricostruire. Non non ho mai visto in vita mia la signora Minetti. Arrigo Cipriani lo vedo una volta ogni 3-4 anni quando passo per San Marco. Ma non sono mai andato in un ranch in Uruguay durante una missione ufficiale”, ha aggiunto il ministro.

