Via libera dell’Aula della Camera, con uno scarto di 66 voti, alla cosiddetta ‘seduta fiume’ richiesta dalla maggioranza per proseguire senza interruzioni l’esame del decreto legge Sicurezza. La decisione è stata ufficializzata dal vicepresidente di turno, Giorgio Mulè, al termine degli interventi in Aula che hanno visto contrapporsi maggioranza e opposizioni su modalità e tempi del dibattito parlamentare.
La richiesta di ricorrere alla ‘seduta fiume’ era stata avanzata dal deputato di Fratelli d’Italia Gianluca Vinci, con l’obiettivo di accelerare l’iter del provvedimento e arrivare in tempi rapidi alla sua approvazione. Una scelta che ha però incontrato la netta contrarietà dei gruppi di opposizione, che hanno criticato il metodo ritenendolo penalizzante per il confronto democratico e per la possibilità di un esame approfondito del testo.
Nel corso della discussione hanno preso la parola diversi esponenti delle minoranze. Per il Partito Democratico è intervenuta la capogruppo Chiara Braga, mentre per il Movimento 5 Stelle ha parlato il presidente dei deputati Riccardo Ricciardi. A loro si sono aggiunti Marco Grimaldi per Alleanza Verdi e Sinistra, Riccardo Magi in qualità di segretario di +Europa, Roberto Giachetti per Italia Viva e Fabrizio Benzoni, deputato di Azione.
Gli interventi delle opposizioni si sono concentrati soprattutto sulle modalità di gestione dei lavori parlamentari e sull’opportunità di comprimere i tempi di discussione su un tema ritenuto particolarmente delicato come quello della sicurezza. Nonostante le critiche, la maggioranza ha fatto valere i numeri in Aula, ottenendo l’approvazione della richiesta e aprendo così la strada a una lunga maratona parlamentare destinata a proseguire fino all’esaurimento dell’esame del provvedimento.
Domani il voto finale alla Camera
Il voto sugli odg al decreto Sicurezza non ancora discussi dall’Aula della Camera si terrà non prima delle 10.30 di oggi, giovedì 23 aprile. La votazione finale sul provvedimento sarà non prima delle 11.30 di venerdì. È quanto ha fatto sapere a Montecitorio il vicepresidente di turno, Giorgio Mulè (FI) comunicando le decisioni prese nella conferenza dei capigruppo.
Piantedosi: “Norma rimpatri verrà corretta, ma mantiene utilità”
Nel pomeriggio, a margine di un convegno del Coisp, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva assicureato il rimettere mano alla norma sui rimpatri tanto contestata dalle opposizioni e dal mondo dell’Avvocatura. “Gli avvocati hanno chiesto di cancellare la norma – ha detto Piantedosi -? Va bene, nelle nostre intenzioni non c’era nulla di quello che si è detto, un ruolo diverso da quello nobile dell’avvocato. Ci mancherebbe altro. Abbiamo preso atto di questo e toglieremo quei riferimenti, ma questo non toglie che l’istituto è molto importante: segnalo che i rimpatri volontari assistiti, da chiunque vengano organizzati e gestiti, vengono svolti sotto il coordinamento delle organizzazioni internazionali preposte alla tutela dei diritti umani, l’OIM, l’UNHCR, quindi tutto qui. Ne abbiamo preso atto, benissimo così. Se riusciremo ad approvare il decreto correttivo entro venerdì? Sì, faremo tutto entro venerdì. Se adesso torna al Quirinale? Farà i percorsi che deve fare”, ha concluso.
Conte: “Noi avvocati non saremo burattini nelle mani del Governo”
Aspre critiche alla norma sui rimpatri era stata espressa anche dal presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, nel corso delle dichiarazioni di voto. “Noi avvocati siamo il baluardo di chi non ha tutela. Non saremo mai i servitori del governo di turno, i burattini nelle mani del governo per cercare di rimediare a 4 anni di fallimento del governo Meloni. Scordatevelo”.

