Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di finanza pubblica 2026. “Non vediamo circostanze normali ma di tipo totalmente eccezionale, e quindi le previsioni, validata del Upb, sono già oggi discutibili e già nelle prossime settimana sono meritevoli di adeguamenti”, ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa a Palazzo Chigi , spiegando che “abbiamo adeguato il Pil per il 2026 da 0,7% a 0,6%“. “Tutto questo dibattito” sull’uscita dalla procedura per deficit eccessivo “mi interessava moltissimo fino al 28 febbraio 2026, dopo mi interessava assolutamente meno“, ha sottolineato il titolare del Tesoro, facendo riferimento all’esplosione del conflitto iraniano.
Giorgetti: “Non escluderei Italia si muova da sola su scostamento”
“Ci muoveremo da soli? Non lo escluderei”. Giorgetti ha riposto così, in conferenza stampa, alla domanda se, in caso di mancato intervento dell’Europa, l’Italia possa fare da sola sullo scostamento. “Però – ha aggiunto – siccome parlando con i miei colleghi in tanti si ritrovano come me a fare il medico nell’ospedale da campo, in tanti condividiamo il nostro stesso modo di vedere la situazione: abbiamo feriti che arrivano da tutte le parti e che dobbiamo curare e non possiamo dargli l’aspirina”.
“Se si fa uno scostamento c’è una priorità – ha sottolineato Giorgetti in riferimento allo shock energetico – che va valutata per essere massimamente produttiva: se voglio evitare che aumentino i prezzi al supermercato, devo evitare che qualcuno ribalti i maggiori costi del trasporto sull’ultima fase del ciclo del dettaglio”. “C’è una proposta per una tassazione eccezionale da parte delle grandi compagnie. Non mi sembra che la nostra proposta sia stata ben accolta, ma chi fa il medico nell’ospedale da campo sta in una situazione diversa da chi sta allo stato maggiore”.
Giorgetti cita Boskov: “Sono regole gioco, strano qualcuno esulti”
“Per quanto riguarda il 3,1%” di deficit, “come diceva Boskov ‘rigore è quando l’arbitro fischia’. L’arbitro ha deciso rigore, puoi essere d’accordo o no ma queste sono le regole del gioco”, ha affermato Giorgetti parlando della situazione dei conti pubblici italiani, aggiungendo che “vedo dei commenti, capisco che in questo Paese ci sono dei dirigenti sportivi che hanno esultato per l’eliminazione delle nazionale di calcio. E quindi alcuni esultano per una decisione in questo senso dell’arbitro. Siamo fatti così, in altri Paese non avviene”.
Giorgetti: “A brevissimo decisione su spese per la Difesa”
“Abbiamo approvato il Documento di Finanza Pubblica. Si tratta di una fotografia di finanza pubblica, collegata all’andamento dell’economia”, ha detto Giorgetti, spiegando che “abbiamo adeguato il Pil per il 2026-2027, scende nel 2026 dallo 0,7 allo 0,6% e nel 2027 dal 0,8 a 0,6%, nel 2028 da 0,9 a 0,8%. Per quanto riguarda l’indebitamento netto della pubblica amministrazione, il 2026 sale dal 2,8 al 2,9%, il 2027 dal 2,6 al 2,8%, il 2028 da 2,3 al 2,5%. Il tasso di crescita della spesa netta, elemento fondamentale di rispetto dalla nuova goverance peggiora nel 2025 da 1,3% a 1,9%, è confermato a 1,6 nel 2026”. “Questo quadro che fotografa la realtà – ha spiegato – meriterà di essere approfondito a brevissimo con decisioni di natura politica su quella che è la possibilità di deroga sulla spese della difesa. Altrettanta attenzione merita lo shock di tipo energetico, che il conflitto in Medio Oriente sta generando a livello globale, europeo e italiano”. “A brevissimo, e immagino contestualmente alla risoluzione parlamentare, si dirà come procedere per le spese per la difesa”, ha detto ancora il titolare dell’Economia in conferenza stampa.
Giorgetti: “Manovra dovrà essere adeguata alla situazione del momento”
Sicuramente la manovra dovrà essere adeguata alle situazioni del momento. Se noi non facciamo nulla e aumentano i prezzi del carburante, dell’energia, l’inflazione, non posso venire qui a dire ‘non è cambiato niente’. Cadrei nell’errore che io rimprovero ad altri”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Penso che dobbiamo prendere atto della situazione nuova. Il Dfp prevede degli scenari, anche nelle sedi internazionali vengono prodotti scenari favorevoli o avversi. Poi qualche giornalista mi ha chiesto cosa prevedo. Io dico ‘chiedetelo a Trump’. Purtroppo io prendo atto di situazioni che stanno bel oltre il governo italiano”, ha aggiunto.
“Taglio accise scade il primo maggio, valutiamo settimana prossima”
“Il taglio delle accise scade il 1 maggio, la settimana prossima valuteremo l’ordine di priorità”, ha detto Giorgetti.
Unicredit, Giorgetti: “Guardo con favore a progetto su Commerzbank”
“Rispettiamo il progetto di Unicredit, è un progetto ambizioso e lo guardo con favore, secondo me ha dei razionali economici importanti. Dopodiché prima di pensare al trasferimento della sede in Germania, che ovviamente non ci vedrebbe favorevoli, mi sembra che uno degli elementi del contendere sia se la sede si sposti in Baviera piuttosto che a Francoforte, ma è un problema tutto tedesco che non commento”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in una conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Cdm che ha esaminato il Dfp.
Misiani (Pd): “Deficit al 3,1% certifica fallimento governo Meloni”
“I dati Istat confermati oggi da Eurostat certificano che nel 2025 il deficit italiano si è attestato al 3,1% del PIL. È una pessima notizia. Ed è la fotografia di una politica economica fallimentare”. Così Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale Pd. “Più tasse agli italiani, meno servizi, deindustrializzazione, fuga dei giovani dall’Italia. Questa è la vera faccia dell’austerità della destra. E la crescita? Il PIL nel 2025 è cresciuto appena dello 0,5%. Siamo agli ultimi posti in Europa e nel G20. Senza gli investimenti del PNRR, l’Italia avrebbe chiuso l’anno in recessione. Risorse europee negoziate dal centrosinistra, non il frutto di una strategia che questo governo non ha mai avuto. Il dato sopra il 3% non è solo una questione tecnica. Il 3,1% del 2025 sposta in avanti l’uscita dalla procedura europea per disavanzo eccessivo, con costi concreti per il Paese. Il vero fallimento del governo Meloni non è un decimale di troppo sul deficit. È l’assenza totale di una strategia per la crescita. Comprimere la spesa sociale, scaricare il risanamento su famiglie e lavoratori, rinunciare a una politica industriale seria: questa non è rigore, è miopia. I dati lo dimostrano”, aggiunge.
Conti pubblici, Conte: “Governo ha fallito, ora rialzarsi”
All’attacco anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. “Hanno fallito. Ora bisogna rialzarsi. Da italiano la notizia di poco fa mi preoccupa molto e mi spinge a trovare soluzioni. Il governo tutto tagli e austerità di Giorgia Meloni ha fallito e non ha centrato nemmeno l’obiettivo del 3% deficit/Pil su cui avevano puntato tutto, con 4 manovre lacrime e sangue”, ha scritto l’ex premier in un post su Facebook. “Ora siamo totalmente chiusi nella gabbia dei vincoli del Patto di stabilità che questo stesso Governo ha sottoscritto a Bruxelles, condannando l’Italia a tagliare su sanità, scuola, imprese, energia. Meloni ha dimostrato di non essere il timoniere giusto in mezzo a questa fase storica: ha fallito le scelte di politica estera ed economica. È stato l’unico governo a trovare sul tavolo, senza merito, 209 miliardi da investire, conquistati da noi in Europa: invece di puntare tutto sulla crescita accompagnando quegli investimenti per ridurre il rapporto deficit/Pil hanno depresso le forze economiche del Paese, aumentato le tasse, raggiunto una pressione fiscale record e assistito inerti a 3 anni di crollo della produzione industriale. Mentre famiglie e imprese sono sempre più in difficoltà il Governo ha aumentato di 12 miliardi l’anno le spese militari e lasciato che banche e industrie energetiche accumulassero ingenti profitti. Gli italiani piangono, ma le industrie delle armi (soprattutto straniere) e le banche festeggiano. Cosa farei ora? Ricostruirei. Perché l’Italia è forte. Ora, vista l’emergenza, bisogna subito andare a sospendere gli accordi sul riarmo in sede Nato e a Bruxelles. Bisogna rivedere gli accordi firmati sul Patto di stabilità che ci strangola. Prendiamo le risorse dagli extraprofitti di banche, colossi energetici e industria delle armi. Usiamo questi fondi per rimettere l’Italia in piedi. Non è il momento di galleggiare dopo 4 anni di errori e fallimenti”, ha aggiunto.
Renzi: “Deficit/Pil sopra 3%, Meloni ha fallito”
“Il Governo ha fallito l’obiettivo del 3% sul deficit/Pil. È una brutta notizia per l’Italia e conferma il fallimento di Meloni dopo il record della pressione fiscale (43.1%) e dopo aver superato la Grecia nel rapporto debito/Pil. Giorgia comunica bene e governa male. Molto male!”. Lo scrive su X il leader di Iv, Matteo Renzi.

