Ucraina, prestito a Kiev e sanzioni a Mosca: c’è un primo ok degli ambasciatori Ue

Ucraina, prestito a Kiev e sanzioni a Mosca: c’è un primo ok degli ambasciatori Ue
(AP Photo/Virginia Mayo)

Berlino: “E’ un chiaro messaggio a Mosca”

C’è un primo via libera di Bruxelles al prestito a Kiev. “Oggi, sia il prestito di 90 miliardi di euro all’Ucraina, sia il ventesimo pacchetto di sanzioni sono stati inseriti nell’agenda degli ambasciatori dell’Ue e approvati a livello di Coreper. Ora seguiranno una procedura scritta per la loro adozione definitiva da parte del Consiglio. La conclusione della procedura scritta è prevista per domani pomeriggio”, riferisce un portavoce della Presidenza cipriota di turno del Ue. “È fondamentale che il pacchetto di aiuti europei da 90 miliardi di euro per l’Ucraina venga sbloccato. Non ci possono essere più motivi per bloccarlo”, aveva detto mercoledì il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Berlino: “Sblocco prestito Ue a Kiev è chiaro messaggio a Mosca

“Questo impegno finanziario dell’Unione europea ha soprattutto un effetto politico, perché dimostra che l’Europa continua a sostenere incondizionatamente l’Ucraina ed è anche un chiaro messaggio alla Russia: Mosca deve sapere che l’Europa non allenterà il sostegno e che questa guerra è senza prospettive e può essere conclusa solo attraverso negoziati di pace”, ha detto il portavoce del governo tedesco, Stefan Kornelius, in conferenza stampa. Il governo tedesco ha accolto con favore il via libera allo sblocco del prestito europeo da 90 miliardi di euro a favore di Kiev, dopo la fine dello stallo legato alla posizione ungherese. “Accogliamo con favore questa decisione”, ha sottolineato il portavoce, spiegando che per l’erogazione resta un ultimo passaggio tecnico: “è necessaria una modifica unanime del quadro finanziario pluriennale da parte del Consiglio, procedura già avviata oggi”. Secondo Berlino, i fondi potranno essere disponibili in tempi brevi: “Se l’Ungheria non si oppone nella procedura scritta, la modifica sarà possibile allo scadere del termine, pari a 24 ore, e poi i 90 miliardi potranno essere erogati”. Il portavoce ha chiarito che il pacchetto europeo non sostituisce ma si affianca agli aiuti nazionali: “l’assistenza finanziaria non confluisce solo in ambito militare, ma anche nel mantenimento della capacità dello Stato ucraino di funzionare”, pur restando centrale il tema della difesa: “l’approvvigionamento militare deve essere finanziato”. Nel complesso, ha concluso, lo sblocco dei fondi garantisce a Kiev “una base stabile per il prossimo futuro su cui respingere la guerra di aggressione”.

 L’approvazione finale potrebbe arrivare domani

 C’è ottimismo tra i rappresentanti permanenti dell’Ue sul via libera al prestito da 90 miliardi destinato a soddisfare le esigenze militari e finanziarie dell’Ucraina per i prossimi due anni, dopo il superamento dell’impasse ungherese. Cipro, che attualmente detiene la presidenza di turno dell’Ue, ha avviato una procedura scritta per approvare l’ultimo tassello del pacchetto di prestiti. Ciò richiederebbe all’Ungheria o a qualsiasi altro Paese che si opponga di dichiarare per iscritto i motivi della propria opposizione. Questo tipo di procedure rimangono spesso attive per 24 ore e la presidenza cipriota ha affermato che l’approvazione finale potrebbe arrivare domani, giorno del vertice informale dei leader. Budapest ha a lungo insistito sulla necessità di riprendere le forniture ucraine di petrolio russo attraverso l’oleodotto di Druzhba per sbloccare i fondi. L’Ungheria e la Slovacchia, entrambi dipendenti dal petrolio russo per il proprio fabbisogno energetico, hanno accusato l’Ucraina di non aver riparato l’oleodotto danneggiato che trasporta il petrolio. Kiev e la maggior parte dei suoi sostenitori europei si oppongono alle importazioni di petrolio russo, che hanno contribuito a finanziare la guerra del presidente Vladimir Putin, giunta ormai al quinto anno. Oggi il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l’Ucraina ha completato i lavori di riparazione dell’oleodotto Druzhba. In un post sui social media, ha affermato che l’oleodotto “è stato danneggiato da un attacco russo”, ma “può riprendere le operazioni”.

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